Basket. Serie A. Vladimir Stimac, JaJuan Johnson e… un paio di varie. Bullet points under the sun

Vladimir Stimac

Vladimir Stimac

Sotto questo caldo che non accenna a diminuire ecco che la LegaBasket ha diramato il calendario del prossimo campionato di Serie A.

  • A questo link il calendario completo.
  • Si inizia il 4 ottobre e si finirà, ancora una volta, a metà giugno. Nessuna modifica alla formula dei play off, quindi prepariamoci anche per questa stagione alla solita ecatombe fisica di squadre che termineranno il campionato distrutte sul piano atletico e in apnea a causa del caldo e di palasport che diventeranno sostanzialmente dei forni.
  • Per quello che può contare, per Reggio Emilia l’inizio appare abbastanza soft. Esordio a Torino, neopromossa come la Trento dell’anno scorso con cui Reggio iniziò l’anno passato, poi doppietta in casa contro Avellino e Cantù.
  • La prima parte dell’andata appare veramente accessibile. Si possono racimolare molti punti, acquisire fiducia e consistenza per la seconda parte, e dell’andata, e del girone di ritorno. Insomma ci sono molte ragioni per arrivare preparati e tirati a dovere per un inizio comunque forte. Soprattutto perché siamo a Reggio Emilia, si arriva da un terzo posto in stagione regolare e una finale raggiunta. E’ bene cercare di mantenere il livello dell’acqua a temperature il più possibili gestibili. Soprattutto per la squadra stessa.
  • Altra considerazione: i roster degli altri club sono, chi più, chi meno, in completo divenire. E’ difficile fare, al momento, una valutazione compiuta dei rapporti di forza in campo e quindi sviluppare un’idea precisa di quando sarebbe meglio affrontare un’avversaria. Partendo dal lapalissiano assunto che: tanto bisogna affrontarle tutte.
  • Comunque, da segnare la decima giornata: partita contro Milano. Nonché la tredicesima: trasferta contro Sassari.

    Riccardo Cervi

    Riccardo Cervi

  • Interessante sarà, tuttavia, la seconda giornata. Quando al Bigi arriverà Avellino. Quindi, vi potrebbe essere l’immediato ritorno in via Guasco di Riccardo Cervi e Giovanni Pini. Il sempre informato Sportando, infatti, riporta come il lungo ex reggiano e la stessa ala pivot biancorossa siano molto vicini al club irpino. C’è chi sostiene anche che la soluzione all’estero, per Cervi, sia minoritaria ma tutt’ora in campo. L’estero sarebbe probabilmente la soluzione più stimolante e di miglior crescita per il pivot attualmente in ritiro con la Nazionale. Solo che è anche la più difficile da battere dal punto di vista dell’offerta (ossia delle squadre interessate), dal punto di vista della destinazione (quale campionato), e, infine, dal punto di vista del ruolo all’interno della rotazione dei lunghi. Si parla di decisione nelle prossime ore: attenderemo serenamente la conclusione della telenovela dell’estate del basket reggiano. Con Reggio, anche secondo le dichiarazioni del diesse Frosini quest’oggi sul Resto del Carlino, decisamente sullo sfondo e scarsamente interessata (adesso) al giocatore. Per quanto riguarda Pini, da quello che se ne sa, aveva trovato un accordo con Siena in Legadue (la continuo a chiamare così per facilità di comprensione), ma l’irruzione di Avellino sulla scena pare abbia creato una sostanziale situazione di stallo, con i toscani fondamentalmente lasciati col cerino in mano.
  • Sempre parlando di mercato, in questi giorni sono circolati anche i nomi di Vladimir Stimac e JaJuan Johnson. Ci sta di spendere due paroline al riguardo di entrambi.
  • Il primo ha rifiutato l’offerta come riportato da Prima Pagina quest’oggi. In sostanza tra l’offerta di Reggio di 350 mila e i 400 mila che prendeva l’anno scorso al Bayern in Germania  c’è una differenza facilmente superabile. Il punto è il livello di competizione cui punta il giocatore. E’ un po’ come nel calcio: chi si è abituato a giocare stabilmente la Champions’ League ha poi difficoltà ad accettare l’idea di scendere in club “da Europa League” o ancora più in basso. Stessa cosa per il basket: nonostante tutto la vetrina che l’Eurolega offre costituisce un forte richiamo per i giocatori e rinunciarvi è difficile. E’ un gioco di pazienza. Per questo, probabilmente, si legge che l’osso non verrà mollato così facilmente.
  • Stimac viene così descritto a livello di scouting report dal sito Eurobasket.com: Stimac is another very rich skilled Serbian center with many prospects in the European (and not only) courts. Vladimir is the total definition of a newly “born” center. Has very good skills in the paint, Can defense much taller opponents, can dash down any rebound in both edges and can do all the dirty job that a coach might ask him. Has many weaknesses in the fouling as he can easily fouled out as his opponent can easily predict his passion and obsession in the game so they can simply take him out in no time. In the last European championship he only played for 18 minutes per game and had 6.5ppg, 6.5rpg, 1.1apg and 1.4bpg. He needs to work hard in order to add some fantasy in his game, plus a lot of workout in his shots from the charity line, as his percentages are really poor, around 40% !!.
  • Partendo dal presupposto che 5 minuti totali di filmato possono solo dare l’idea del tipo di giocatore, si può certamente dire che è un giocatore grosso, alto, fisico e che occupa l’area. Tutte caratteristiche positive e che servirebbero a Reggio Emilia per completare il reparto dei lunghi. Un paio di cose mi sono piaciute. Il primo: l’ambidestrismo. Conclude di destro e di sinistro sia verso la linea di fondo che verso il centro. La seconda: mi sembra che il ragazzo giochi con una certa fotta, per usare un francesismo. E a Reggio Emilia i giocatori che lasciano cuore e anima sul campo sono sempre graditi.
  • L’obiezione che ho raccolto è che sia poco atletico e vada “piano”. Con un altro lungo da aspettare come Lavrinovic, questo potrebbe essere un problema, in relazione a un reparto esterni votato alla corsa. Ora: premesso che spetterebbe allo staff tecnico trovare un giusto compromesso per cercare di mixare al meglio le componenti di tutti. L’idea di avere un paio di lunghi più “stanziali”, da metà campo, non lo vedo come un aspetto necessariamente negativo, soprattutto per come si gioca in Europa. Anche lì, un’efficace e precisa esecuzione a metà campo non si inventa. Occorre allenarla allo sfinimento, con ripetizioni costanti. E’ un lavoro faticoso e noioso, ma potrebbe dare una sfacettatura in più ad una squadra ricca di talento.
  • Una piccolissima nota a margine. Il sito di Eurobasket parla ancora di Trenkwalder Reggio Emilia. In fondo che Trenkwalder non sia più main sponsor di Pallacanestro Reggiana da ormai tre anni che volete che sia?  Reggio Emilia è ancora “piccola”, è ancora “sconosciuta” e poco importa se ha vinto l’EuroChallenge due anni fa e partecipato all’Eurocup l’anno scorso, raggiungendo pure la Finale Scudetto. Cosette, insomma….

    JaJuan Johnson

    JaJuan Johnson

  • Per quanto riguarda Johnson si sa che Reggio Emilia lo ha sondato ed appare un’alternativa a Stimac.
  • In questo caso si sta parlando di un giocatore più atletico e verticale rispetto a Stimac. Che nella sua stagione a Pistoia, due anni fa (l’anno scorso era al Besiktas in Turchia) ha avuto un impatto eccellente. Qui si parla insomma di un atleta a tutto tondo. Un elemento che si completerebbe, sulla carta, meglio con Lavrinovic avendo caratteristiche differenti e soprattutto, si potrebbe correre a più non posso. Comunque sia, mi pare che l’idea è quella di aggiungere chili e centimetri. Se fosse davvero così, sarebbe decisamente la strada migliore per Reggio Emilia per confermarsi ai vertici della pallacanestro italiana dopo la splendida stagione scorsa.
  • Infine un “off topic” che però mi ha incuriosito. La partnership stipulata tra l’Alba Berlino (prossimo avversario di Reggio Emilia in Eurocup) e il Borussia Dortmund. Pur appartenendo a sport differenti con un volume di affari molto differenti (in termini di revenues generate, spettatori medi e quant’altro) l’idea è quella di mettere in comune i propri know how in relazione all’ambito marketing, comunicazione e merchandising. L’idea di scambiarsi esperienze e metodologie di lavoro diverse tra calcio e basket era stata intrapresa da Pallacanestro Reggiana e Sassuolo. L’obiettivo era quello di creare dei vantaggi per gli abbonati delle singole squadre nell’acquisto dei biglietti (leggi sconto del 10%) per le partite dell’altra. Questa cross promotion era stata agevolata dal fatto che Mapei, proprietario del Sassuolo Calcio e dello Stadio Città del Tricolore (Chiamato infatti Mapei Stadium) sia anche co-sponsor di Pallacanestro Reggiana. Pur non implicando ufficialmente l’idea di mettere in comune know how differenti nonché database differenti, l’idea alla base di tutto è comunque valida e andrebbe perseguita e se possibile espansa. Partendo, purtroppo, da una limitazione oggettiva. A differenza dell’Alba Berlino che, oltre ad essere la squadra della capitale tedesca, gioca in una struttura da 16 mila posti, la Grissin Bon gioca in un pala da 3500 pressoché sold out in abbonamento, con l’impossibilità pressoché totale per il club di diversificare le politiche dei prezzi per quanto riguarda i biglietti, oltre che sviluppare tutte quelle strategie di attrazione e “ritenzione” dei partner commerciali che ormai ogni club di alto livello di qualsiasi sport compie (siamo pur sempre nel 2015, non nel 1975….), per non parlare dell’impossibilità, infine, di promuovere qualsiasi tipo di ricambio generazione nel pubblico di chi fruisce lo spettacolo del basket. Detto ciò, la notizia rimane e, per quanto mi riguarda, la trovo molto interessante.

Basket. Serie A. 16 excellent reasons to enjoy Kaukenas and Lavrinovic returning to Reggio Emilia. 1 reason to worry about and a…prayer

Rimantas Kaukenas and Darjus Lavrinovic will bring their basketball masterclass and their huge amount of guts back to Reggio Emilia for another season.

There are many reasons to rejoice, one to worry about and a prayer to make.

Let’s go through them in detail.

REASONS TO REJOYCE

  • Last year Darjus Lavrinovic was, by far, the best pivot of the entire basketball Serie A.  His only problem was his health. He did show his excellent basketball skills for just nine games during regular season and fifteen during play offs. Reggio Emilia’s record for those 9 games, was 6 games won and only 3 lost, which became 8 games won and 7 lost in the play offs. His averages were almost incredible if compared to the time spent on the court per game. As a matter of fact, Lavrinovic scored a tad less than 12 points per game in less than 18 minutes per game (Which increased once the play off started, and that speaks a lot about the impact he had on Reggio Emilia’s team play).
  • Lavrinovic impact, though, goes well beyond these cold stats. For 15 minutes per game he is probably the best player in the Italian serie A and he showed that every time he was healthy enough to play. Lavrinovic is a nightmare for every defense because he’s so multidimensional. He can effectively post up as well as taking shots from the outside. In addition he’s a 7 footer, playing in a league of dwarfs where the “4s” are playing the “5”, the “3s” are playing the “4” and so on (Mainly because of shortage in investments – 4s are usually cheaper than 5s -, however I begin to think that this is a conscious strategy set by the clubs).

    Darjus Lavrinovic

    Darjus Lavrinovic

  • Objection by the peanut gallery: he has no mobility in defense. That’s true. In part. It’s a fact that his average on fouls committed is quite high (always compared to his minutes on the floor). Nevertheless it is, also, quite high the number of fouls called in his favor (2.8 per game), which is a huge number for the minutes his number is called. In addition there are the tons of them that he usually does but go unnoticed by the referees because of his experience and smartness.
  • His understanding with Rimantas Kaukenas is almost telepathic. Their ability to play together in time and space is almost surreal as clearly shown by the video above.
  • Lavrinovic is like a magnet for a team that tends to naturally put the ball on his peripheral players for most of the times and let them finish its offensive plays (Which is generally quite common in basketball, especially in Italy). Having such a low post presence is nonetheless beneficial for Reggio Emilia’s team play because it gives balance to the entire offensive play. It’s one of the secrets (which is not a secret in the end) of all the great big men playing the game: they want the ball and they get the ball

    Rimantas Kaukenas, Reggio Emilia

    Rimantas Kaukenas, Reggio Emilia

  • When someone like Kaukenas writes on his official Facebook page these kind of words:

I guess I feel like I have unfinished business … And that motivates me to push even more.. Makes me so mad that we lost the final game the way we lost but nothing I can do about it right now, just get back up and try once again… My family is really happy to go back and that makes me even more happier . People in Reggio Emilia have always treated my family with upmost respect and love.

The only thing people can think of is that motivations and drive are still sky high for the Lithuanian.

  • I am always amazed by how hungry these champions are despite their age and the silverware they can showcase.
  • Their attitude is outstanding. So that they usually set the bar so high in every practice and game (friendly, regular season, play off match) they play that their team mates have just two ways: they adjust or… they adjust!
  • They live pro basketball with highest degree of professionalism, being an example for everybody within the organization. An example for their younger team mates and older ones too.
  • As I was pointing out in a different post (in Italian), the likes of Pietro Aradori, Stefano Gentile, Andrea De Nicolao and Amedeo Della Valle have all their own personalities. Strong and definite personalities that lead them to go a bit over the lines while in the heat of the battle on the basketball court. Nevertheless leadership is a different thing.  Kaukenas and Lavrinovic have tons of that. Kaukenas shows it in a more vocal way. Lavrinovic looks quieter but he, nonetheless, let his presence being felt by teammates when needed.
  • Kaukenas and Lavrinovic extended experience will be of great help for a coaching staff that leaves a lot of space to the players.
  • Reggio Emilia fans, like every other fan base in the world, has the strong need to identify themselves with the players and teams they support. I believe that Kaukenas and Lavrinovic perfectly respond to this need. They talk to the heart and guts of Reggio’s fanbase. And there’s nothing wrong about it.
  • Reggio Emilia’s team will look different in many areas. With some consistency, though. The club reached the pinnacle of its history when it went to the play off finals last season. There was a need to change some faces in some key positions in the squad, but, at the same time, the need to bring back a couple of cornerstones within the roster. Lavrinovic and Kaukenas, among others, satisfy this need of making this transition between the old team to the new one smoother.
  • If Reggio Emilia has high hopes to go far into the Eurocup it will take part next season for its second consecutive year, weight, height and experience will be key, especially in the paint. That’s why bringing back Lavrinovic is crucial and it will be even more crucial to find two other bigs that can bring size to Reggio’s internal game.
  • Last but not least, Kaukenas and Lavrinovic will be a driving force in exploiting season ticket holders number. We’re talking about pro sport here, so these kind of names are perfect club ambassadors in devising a successful strategy in retaining old season ticket holders and bringing new ones to Reggio Emilia’s games.

WHAT TO WORRY ABOUT

  • Actually there’s only one thing to worry about, in my opinion: age. When players go beyond 35 years of age, every year spent practicing every single day of the week and playing twice or three times a week, every year added to their basketball career, as I’m saying, doesn’t count like one. It counts for more! That is why being 37 is not like being 36 (Lavrinovic) and being 39 is not like being 38 (Kaukenas). Under these terms it looks like an obvious – almost dumb – statement. Unfortunately when we talk about professional sport players, age is a big factor and it must be always taken into consideration. When I ponder about this topic, Mike Mitchell always comes to my mind. Mike was such a great player he could cross boundaries and age limits, and I dare to say that if he was playing in nowadays basketball, with the skills set he had, compared to the general skills set of nowadays players,  he could be schooling everyone in spite of being 42 or 43 years of age. All this said, his dip in terms of production between the 96/97 season (when he was 41) with Reggio Emilia – the one where he won the scoring title with 24.1 points per game at age 41 (!!!) – and the 97/98 one was in the region of more than 5 points per game (from 24.1 points to 18.5). A significant number indeed.

ONE LAST PRAYER

  • Last but not least, a prayer to the Reggio Emilia’s coaching and fitness staff. With a thought to last season (Where Lavrinovic played only 25 games while Kaukenas 41), please do take care of Kaukenas and Lavrinovic muscles as if they were the most precious treasure you have in your hands. You/we will be repaid with exquisite basketball currency.

Basket. Serie A. 16 ottimi motivi per gioire del ritorno di Kaukenas e Lavrinovic, 1 motivo di preoccupazione e 1 preghiera.

L’asse lituana ritorna per un altro anno a Reggio Emilia.

Darjus Lavrinovic e Rimantas Kaukenas riporteranno il loro magistero cestistico, nonché il loro quantitativo enorme di attributi, per un’altra stagione all’ombra di San Prospero. C’è molto di cui essere felici. Senza far mancare una preoccupazione e una… preghiera

PERCHE’ ESSERE FELICI

  • Perché Darjus Lavrinovic l’anno scorso ha dimostrato di essere il miglior centro della serie A. Il problema è che l’ha fatto in stagione regolare per sole nove partite giocate effettivamente e quindici ai play off. Nelle nove partite in cui Darione è stato in campo in regular season  il record di Reggio Emilia è stato di 6 vinte e 3 perse. Nella post season 8 vinte e 7 perse. Le medie sono incredibili: perché in poco meno di 18 minuti di media ha viaggiato a oltre 11 a partita (media aumentata durante i play off, anche questo un altro segnale importante).
  • Perché al di là dei freddi numeri, Lavrinovic per 15′ a partita è il centro più forte del campionato e, probabilmente, il giocatore più forte della serie A di basket. Lo ha dimostrato più volte quando è stato sano. Lavrinovic è un incubo perché è un giocatore multidimensionale in grado di colpire fronte, come spalle a canestro. Oltre ad essere un 2 metri e 12 che vive in una lega di pigmei, dove, i “4” fanno i “5”, i “3” fanno i “4” e così via (per ragioni di costi certo, ma, sono giunto alla conclusione che sia anche una precisa strategia).

    Darjus Lavrinovic

    Darjus Lavrinovic

  • Come dice? In difesa non si muove? In effetti quasi tre falli di media commessi (non sono pochi) parrebbero sostenere l’assunto. Peccato che poi non ci sono gli altri quindicimila che commette che non gli vengono fischiati (e quella è bravura) e soprattutto i 2.8 falli (un’enormità in relazione ai minuti giocati) che gli vengono fischiati a favore.
  • Perché con Kaukenas l’intesa è telepatica e la capacità per entrambi di giocare negli spazi che si creano a vicenda è perfino surreale. Il video postato sopra lo dimostra.
  • Perché in una squadra fisiologicamente sbilanciata sugli esterni, e con un gioco naturalmente improntato a far concludere i piccoli (questo in generale, ma Reggio Emilia si inserisce a buon diritto nel filone), avere un magnete in post basso cui dare la palla è un effettivo toccasana per la manovra offensiva di Reggio Emilia. Perché una delle caratteristica peculiare di tutti i lunghi forti, è che la palla se la sanno far dare…
  • Perché Kaukenas ha nel suo DNA (oltre che una scuola di pallacanestro tra le migliori di sempre) quello di guardare costantemente il proprio pivot e sapergli passare la palla negli spazi giusti e con i tempi opportuni (Che si chiami Lavrinovic o Cervi). Una carenza che i piccoli italiani spesso hanno e che faticano a migliorare.

    Rimantas Kaukenas, Reggio Emilia

    Rimantas Kaukenas, Reggio Emilia

  • Perché con quando uno come Rimantas scrive questo:

I guess I feel like I have unfinished business … And that motivates me to push even more.. Makes me so mad that we lost the final game the way we lost but nothing I can do about it right now, just get back up and try once again… My family is really happy to go back and that makes me even more happier . People in Reggio Emilia have always treated my family with upmost respect and love.

E’ lecito pensare che il suo livello di motivazioni e voglia di rimettersi in gioco per un’altra stagione sia intatta.

  • Perché quello che non finisce mai di stupirmi di questi campioni è la “fame”.
  • Perché l’attitudine di questi giocatori è tale per cui l’asticella di ogni allenamento e partita (amichevole, campionato, coppa o play off) è piazzata talmente in alto che o ti adegui… o ti adegui.
  • Perché stiamo parlando di due Professionisti con la P maiuscola e tout court. Quindi due esempi per tutti i compagni: giovani e meno giovani.
  • Perché come sostenevo in un altro post: la squadra in Aradori, Gentile e De Nicolao ha trovato giocatori di una certa personalità ma con la tendenza a deragliare alle volte. La leadership è un’altra cosa. Quella la portano Kaukenas e Lavrinovic. Il primo in modo molto più “vocale” del secondo, ma non che il lungo lituano si risparmi nel far sentire la sua presenza e riportare, pure lui, sui giusti binari il gruppo.
  • Perché l’esperienza di Kaukenas e Lavrinovic può essere di aiuto per uno staff tecnico con la caratteristica di dare autonomia ai giocatori in campo.
  • Perché il pubblico di Reggio – come tutti quelli che seguono una squadra sportiva a tutte le latitudini dell’orbe terraqueo – ha bisogno di “identificarsi” con degli atleti che possa portare ad esempio positivo: Kaukenas e Lavrinovic rispondono a questa esigenza. Parlano al cuore e alla pancia dei reggiani. Ed è giusto che sia così.
  • Perché la Grissin Bon di quest’anno riuscirà ad essere nuova nella continuità. Un ossimoro, ma che testimonia come il massimo raggiunto l’anno scorso necessitasse di un rinnovamento di facce in ruoli chiave della squadra. Eppure la presenza dei totem lituani fa sì che la transizione sia la più morbida possibile. E poi, diciamocelo, due che spieghino come funziona ai nuovi arrivati serve sempre.
  • Perché se si vuole fare strada nelle competizioni europee, e credo che l’obiettivo realistico quest’anno sia, per lo meno, quello di superare il primo turno di Eurocup, servono chili, centimetri ed esperienza. Lavrinovic e Kaukenas rispondono a queste esigenze, e, pure il lungo che manca (e perché no?, pure il terzo centro sia Cervi o qualunque altro) potrebbe essere un manzo alto e grosso da sbattere in mezzo all’area colorata.
  • Perché, dulcis in fundo, con Kaukenas e Lavrinovic ti garantisci anche per quest’anno una quota abbonati esorbitante. E, siccome si parla di professionismo e pecunia non olet, questo è un plus non da poco.

PERCHE’ ESSERNE PREOCCUPATI 

  • Fondamentalmente per una singola ragione: l’età. Perché quando si scollinano i 35 anni, per uno sportivo, ogni anno in più passato in canottiera e mutande non conta come uno e stop. Contano per molto di più. Ecco perché averne 37 non è come averne 36 (Lavrinovic) e 39 non è come averne 38 (Kaukenas). Messo così sembra un discorso stupido e privo di logica, ma purtroppo parlando di professionisti al massimo livello l’età è un fattore da tenere in considerazione. Quando ragiono su questo aspetto mi vengono sempre in mente gli ultimi due anni da professionista di Mike Mitchell. Premettendo che Mike era un fenomeno senza tempo che se giocasse adesso, con il livello attuale, a 42, 43 anni se li metterebbe in tasca tutti, dal primo all’ultimo, lo scarto in termini di cifre e impatto tra la stagione 96/97 – quella in cui, idolo senza limiti, si aggiudicò la classifica marcatori viaggiando a 24.1 di media a 41 anni (!!!) – alla successiva fu di circa sei punti (da 24.5 a 18.1).

UNA PRECE

  • Allo staff tecnico di Reggio Emilia. Memori della passata stagione (Lavrinovic, ha disputato solo 25 partite tra stagione regolare e play off, mentre Kaukenas 41 ) abbiate a cura i loro muscoli come fossero il bene più prezioso che avete nelle vostre mani. Verrete/verremo ripagati con moneta cestistica pregiatissima.