C'E' QUALCOSA CHE NON VA ...

C’è qualcosa che non va, in questo cielo
C’è qualcuno che non sa più che ore sono
Cantava Vasco Rossi. In questa Grissin Bon che perde male, nuovamente, a Varese c’è qualcosa che non torna. Non riesco a capire se sia semplicemente un calo di concentrazione prima dell’inizio del grande ballo, oppure, effettivamente, qualcosa si sia rotto nel meccanismo biancorosso.
Che, diciamocela tutta, non ha mai sfavillato per tutta la stagione quanto a sincronismi e sistema di gioco, però, è ovvio, che il talento e la forza dei singoli ha sopperito a certe mancanze… strutturali.
Adesso questi aspetti sembrano mancare. Domenica scorsa Sassari ha dominato in via Guasco, il risultato non dice esattamente come sia andato l’andamento del match, ma anche una settimana fa, come ieri a Masnago, c’è stato un momento in cui Reggio salta per aria e va sotto pesantemente nel punteggio. Il “pavimento” è stato -17. Domenica scorsa Sassari aveva completamente mollato e Reggio in via Guasco è sempre in grado di compiere scariche importanti in poco tempo e fosse la gara. A Varese ciò non è successo. Al contrario, Varese pur non facendo canestro ha pareggiato il numero di possessi nel finale e i biancorossi reggiani non hanno veramente avuto quel minimo di cattiveria per provarci.
La squadra viaggia sull’improvvisazione più spinta. Lo ha sempre fatto, ma oggi questa caratteristica è ancor più evidente e si sta ritorcendo contro. Finché le cose vanno e si trovano soluzioni on the fly che funzionano tanto meglio: la qualità c’è, il problema non è certo quello di fare punti. Il problema è che nel quarto in cui Reggio affonda perde sei palloni, e Varese quasi senza accorgersene ha messo a nanna la partita.
C’è qualcosa che non va. E c’è qualcosa che non mi sta tornando.
Vedo un linguaggio del corpo tra il remissivo e lo scoglionato. Il tempo dirà… se è perché è stata una stagione lunga e stressante o perché effettivamente ci sono problemi di diversa natura. Per il momento vedo cose che non mi piacciono e che, visto il momento della stagione, non si dovrebbero vedere.
Time will tell..
Devo fare mea culpa: avevo detto che dopo Milano, Reggio non avrebbe più perso perché non vedevo come ciò sarebbe potuto accadere calendario alla mano. Lo ammetto. Ammetto tuttavia che non avevo previsto che la squadra avesse questo calo prestazionale verticale.
Adesso ci sono 10 giorni davanti prima dell’ultima di campionato. La Virtus si presenta in via Guasco con un obiettivo molto preciso: vincere per salvarsi. Le varie combinazioni proposte da Legabasket dicono sostanzialmente una cosa: o Bologna vince, oppure deve sperare che almeno una tra Caserta e Torino perda (Caserta in casa contro Trento, Torino contro una Pesaro già salva e che non ha più niente da chiedere a questo campionato, che ha già “vinto”). Quindi non si può dire che sia un ultima di stagione regolare “riposante”. Una prece, tuttavia, mi sovviene: vorrei vedere una squadra poco distratta da cene, eventi pubblici, sponsor, eventini, gite in qualche fiera, presenze a convegni ecc ecc. E’ tempo (lo era anche prima, ma prima si vinceva e quindi andava tutto bene madama la marchesa) di provare ad allenarsi un po’, stare concentrati, abbassare il livello di glamour ed alzare quello della pallacanestro. Perché la Grissin Bon arriverà seconda (salvo il terzo autogol di fila), probabilmente passeggerà verso le semifinali a seconda dell’avversario che incontra. Ma se per pura sfiga, si imbattesse in un accoppiamento indigesto, si rischia di stare inchiodati al primo turno per cinque lunghe partite, e questa squadra ha gente con un anno in più ed appare un po’ più logora rispetto a 365 giorni or sono e con un carico di aspettative e pressioni che l’anno scorso non c’erano (poi, meritatamente, si sono create). Quindi, davvero, sarebbe ora di pensare solo alla pallacanestro. E’ un mese, più o meno… il jet set reggiano (e non solo…) farà a meno di voi per un po’… Sopravviverà, ne siamo certi.
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(questo è un esperimento che vi agevolo. Qui di seguito trovate le note, pari pari, che ho scritto guardando la partita di ieri. Diciamo un game notebook de noantri….)
Enjoy
PRIMO QUARTO
Achille Polonara attacca il canestro
Pronti via: spaziatura tra Kaukenas e Vova che non si crea: palla persa…
Partiti facendo le corse. Kangur in transizione, nessuno che si perita di andare a coprire il suo tiro da tre. Tutti piantati a difendere l’area contro un tiratore. Prende la mira. Carica. 3 punti.
San Rimantas mette in partita Reggio. Con il solito ricciolo dopo i blocchi sulla riga di fondo (Varese in ritardo sul taglio, e passiva nel non coprire il ricciolo) e con una bomba senza ritmo dopo attacco statico.
Bella rimessa dal fondo (Reggio eccellente nel disegnare queste situazioni). Palla che si muove bene. Spaziature giuste. Veremeenko che taglia a tempo. 2 punti meritati (5-7).
Varese dopo un buon inizio si è come sgonfiata. Pressapochista in attacco, passiva in difesa. Kaukenas se non forza troppo l’assunto è efficace nel fare il facilitatore per i compagni. Premiato Polonara con bomba ai 45° da scarico di Rimas (7-10).
La difesa “finta” di Aradori sul post basso di Campani. Fisicità in post basso, un vecchio problema per Reggio…(9-10).
A Kangur fa schifo fare una corsa a coprire il tiro da 3 di Polonara. In queste condizioni e con questo atteggiamento, uno come lui un tiro del genere lo mette nel sonno. Mentalità difensiva rivedibile dell’ex Siena. (9-13)
Bene invece il cambio su P&R tra Aradori e Veremeenko con Kangur che muove bene i piedi su Aradori (poi vanificato da fallo di Campani)
Silins paga la cauzione su due “non” difese reggiane (una da rimessa dal fondo, un’altra da transizione difensiva). (12-13).
Ottimo giro palla reggiano per long two di Silins dall’angolo. Fatto con precisione e tempi ottimi (12-15).
Aradori è rimasto sulla sedia del parrucchiere… (commento tecnico) (14-15).
Uno contro Uno di Della Valle (più fallo). Ottimo (14-18).
Penetrazione verticale da nove metri di Cavaliero. Della Valle omette totalmente la difesa, facendo una roba che in serie A non si dovrebbe proprio vedere. Cavaliero dritto al ferro (intoccato). Punti 2 (16-18).
Aradori-Gentile-Della Valle tre esterni che non difendono. Difesa sul pick and roll con questo personale è empirica perché non c’è connessione piccolo lungo (o se c’è è un caso). I piccoli varesini sempre al ferro, lunghi reggiani costretti ad andare fuori posizione per aiutare (Silins). Rimbalzo offensivo terra di conquista dell’Openjob… Gentile che fa finta di fare tagliafuori su Campani (che prende il rimbalzo contro due maglie rosse: segnatamente Gentile e Golubovic) è impagabile. Fallo. Due liberi. (18-18).
Aradori si desta col solito canestrone da circo (18-20).
SECONDO QUARTO
Solito zipper che funziona. Solito ricciolo di Kaukenas che è una sentenza. Varese non riesce a rompere il ritmo di questa azione  (21-22).
Difesa su P&R centrale di ADV e Golubovic amatoriale (e sono buono). Wayns che punisce da tre è la giusta conclusione di una roba che non è degna della massima serie (24-24).
Troppo insistito il P&R tra Kaukenas e Veremeenko. E’ come se il campo si stringesse in una mattonella, ci sono tre spettatori non paganti che osservano e una difesa che sa già come andrà l’azione. Infatti Campani è bravo a non concedere la ricezione al rollante per due volte di fila, Rimas forza il pocket pass senza che ci sia lo spazio per farlo, intercetto del terzo in aiuto. Palla persa. La sensazione: siamo al campetto, si improvvisa….. (24-24).
Props per Gentile che difende l’uno contro uno (24-24).
Se le ricezioni di Reggio avvengono in movimento cambia il panorama. Varese fa fatica a tenere i tagli (24-26).
P&R tra Kaukenas e Veremeenko se fatto in modo dinamico non ha molte risposte (26-27).
Ma perché decidi di cambiare “aprioristicamente” un “velo” tra Kangur e Wright con Della Valle costretto ad andare a difende il post basso di Kangur? Fallo… ovvio! (26-27).
Gran raddoppio sulla riga di fondo. Bell’azione difensiva questa.
Poi successivamente, Della Valle forza un tiro in attacco, Anderson prende il rimbalzo, alza un filo il ritmo e improvvisamente compare Ferraro che riceve un assist e appoggia a canestro con Della Valle e Gentile che osservano. Il punto è che in due azioni di fila si è visto il meglio e il peggio di una difesa. E questo accade in base al fatto che nei pressi dell’azione ci siano due che hanno l’aggressività mentale per difendere e mordere le caviglie dell’avversario e due che invece non ce l’hanno e che concedono un facilissimo appoggio in sottonumero da transizione. (28-27).
Veremeenko efficacissimo. Su entrambi i lati del campo. (30-31).
Gran uno contro uno di Veremeenko dal post basso di destra: giro dorsale e tiretto a una mano. Fatto molto bene (32-33).
P&R su lato dx dell’attacco di Varese. De Nicolao passa dietro, Silins sta a casa sul lungo. Penetrazione di Anderson che non prende il blocco ma va dritto per dritto sulla mano forte. De Nicolao incredibilmente battuto e colpevolmente esposto. Veremeenko che arriva (e non poteva essere altrimenti) tardi sull’aiuto. Appoggio al ferro. (34-33).
Stessa roba la difesa di Varese: cinque in bianco tutti dritti, con taglio verticale di Kaukenas, scarico di Veremeenko: fallo. Due tiri liberi. Cose semplici, ottime letture, nel deserto di una difesa passiva (34-33).
Reggio in attacco è totalmente alle improvvisazioni. Zipper che non viene. Polonara che si apre e Kaukenas che blocca per De Nicolao in P&R. Per altro era venuta anche una buona situazione con Golubovic che a  2 centimetri distrugge il ferro (36-35).
Se muovi la palla, una soluzione la trovi (Aradori in penetrazione facile dopo aver mosso la difesa). Ma occorre anche la pazienza di farlo (38-39).
Il blocco di Kaukenas su Aradori nell’ultima azione del primo tempo: spettacolo per durezza e letture. Ma anche lì, pura improvvisazione. Finché la vena creativa è produttiva, tanto meglio. Quando la vena però si interrompe? Cosa si fa?
TERZO QUARTO
Golubovic totalmente fuori sincrono con gli altri e con la sua pallacanestro. Altro rigore sbagliato in apertura di quarto (44-43).
Si riscatta nell’azione successiva con un bel giro dorsale e canestro più fallo. Kaukenas con la volontà di provare a coinvolgere i lunghi nel gioco (44-46).
Ci sta che Polonara che non ha visto una palla per un quarto e passa la prima che tocca la spara. L’azione aveva anche un senso con penetrazione di Aradori e scarico in angolo per Polonara, però il ritmo non c’era e il risultato ne è stato la naturale conseguenza (47-46).
Le 3 serie offensive di Reggio dopo il canestro più fallo di Golubovic:  due palle perse e tiro da tre di Polonara sbagliato (sempre parlando di vena creativa on on off). No mi correggo: 3 palle perse. Tutte con Golubovic di mezzo che non è evidentemente pronto nè mentalmente nè fisicamente per giocare. Quindi (stante l’assenza di Lavrinovic, cambiato ma inoperoso) non si capisce neanche perché si debba mandare in campo un giocatore totalmente fuori condizione quando la squadra ha ampiamente dimostrato di poter reggere l’urto e vincere certe partite con il reparto lunghi all’osso e con 10 giorni di allenamento (ammesso che lo si faccia, tra un evento pubblico e l’altro) davanti prima della prossima partita (47-46).
Tenendo anche conto che Varese, fino a questo momento, ha mostrato un basket qualitativamente povero ed ha ampiamente tenuto in vita Reggio che con un po’ di struttura in più poteva essere serenamente in vantaggio (47-46).
Siamo arrivati a Polonara 5 e Silins 4…. (47-46).
Quarta palla persa nel quarto…. e Varese non ne approfitta comunque, pur avendo fatto un buon tiro (49-46).
Quinta palla persa (finita la vena creativa…) e contropiede di Cavaliero al ferro. (52-46).
Reggio gioca sempre gli stessi set up, li gioca allo sfinimento. Con le stesse cadenze. Diciamo che la differenza la fanno due cose: il talento che si sprigiona, quanto è preparata e aggressiva la difesa. (52-48).
Il fallo su tiro da 3 punti di Aradori dopo che Reggio aveva trovato un buon canestro l’azione prima: semplicemente un momentum killer (55-48).
E infatti è partito il parziale….(58-48).
Sesta palla perse nel quarto (60-50).
Varese brava a rimanere a casa sugli esterni togliendo il ribaltamento di Veremeenko che aveva ottenuto risultati contro Sassari domenica scorsa. (62-50).
Zona 3-2 di Reggio: battuta con penetrazione verticale al ferro dal lato di Aradori. No comment (64-52).
…E la bomba allo scadere che ti ammazza. Gran canestro, Ferrero. (67-55)
QUARTO QUARTO
Ojars Silins in penetrazione
Varese è entrata chiaramente in ritmo nel quarto periodo. Reggio difensivamente non ha risposte. Cavaliero è uno di talento e ti sa punire. Bomba del + 15 (74-59).
Stefano Gentile: un tiro segnato, tre sbagliati, piedi per terra, con difensore di Varese al bar. (74-60).
Distrutti da Luca Campani su entrambi i lati del campo (77-60).
Varese non fa più canestro, ma ha sempre la palla in mano. E i minuti se ne vanno… (77-60).
Gli ultimi minuti offensivi di Varese sono stati sotto al par, con forzature e tiri sbagliati in condizioni abbastanza facili. Reggio si è messa a difendere a buoi ormai scappati, ma in attacco non ha mai trovato la continuità necessaria (77-64).
Gli ultimi due minuti di partita agghiaccianti per errori e pressapochismo da entrambe le parti (77-64).
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Faccio una divagazione finale. Ieri sera ho visto il finale di primo tempo e tutto il secondo tempo di gara 4 di play off tra Houston e Golden State. Ho visto Steph Curry scivolare su un’inopinata macchia di sudore e storcersi un ginocchio e, sostanzialmente, mettere a rischio (qui un post di Tim Grover, uno che ha lavorato sui muscoli di Michael Jordan e Dwayne Wade, per dire…) la stagione NBA sua e della sua squadra.
Draymond Green anima di Golden St
Ho anche visto un gruppo che, al bivio tra mollare una stagione e riprovarci il prossimo giro (leggi anno), ha scelto di alzare verticalmente il livello della prestazione, far salire il battito emotivo del gruppo (Draymond Green in questo è stato incredibile perché all’inizio del terzo quarto ha segnato la via: tecnicamente – due, tre bombe quasi consecutive – e vocalmente), togliere ogni spazio di manovra agli avversari. Questo è ciò che fa una squadra di campioni. Non si dà scuse, si rende responsabile verso se stessa e il suo pubblico, alza il livello del gioco di tutti per sopperire alla mancaza di uno. E vince. Magari non rivincerà il titolo, ma se c’era bisogno di dimostrare che i Warriors non sono campioni per caso, domenica sera l’hanno fatto.
Contestualmente ho anche visto una squadra di “finti”. Che quando ha visto passare il treno, l’occasione, il turnaround moment di questa intera, disfunzionale, stagione, ha pensato bene di rimanere sulla pensilina. Anzi, Houston, ha pensato ancora meglio di abbandonarla questa stazione, come ha, praticamente, abbandonato la partita. Quando non hai valori al tuo interno, e, in più, i giocatori si stanno su a vicenda (e credo anche di capire chi sia l’epicentro di tutto ciò… vero Dwightone?) non hai i valori per poter salire di un rigo e fare la differenza.
Succede ovunque: in Italia, in Europa. Nel mondo…
 

Power Rankings #5: tutto in ballo

Ristabilito lo status quo in cima alla vetta, i power rankings, tuttavia, a due giornate dalla fine della Regular Season regalano emozioni in abbondanza.

Tutto cambia.

Tutto muta.

Panta Rei…

Eraclito sarebbe felice di tutto ciò

  1. Olimpia Milano (2). Torna in testa al Power Rankings soprattutto perché Reggio inciampa su Sassari. Batte Pesaro soffrendo ogni sorta di pena. E’ in un momento di notevole difficoltà generale. Vince. Ma non convince. Affatto.
  2. Grissin Bon Reggio Emilia (1). Perde lo scettro dopo una sola settimana. Gioca una partita con pochissimo acume contro una Sassari in formissima. Subisce 102 punti in casa e consente ogni ben di Dio a David Logan. Finisce anche l’imbattibilità casalinga dopo ben 37 partite. L’ultima a compiere l’impresa? Sassari
  3. Sidigas Avellino (3). Diciamo la verità: al momento questa è la squadra più forte e che gioca il basket migliore del campionato. E’ terza, perché…. boh non si sa perché è terza nei power rankings, ma caso vorrà che potrebbe finire anche più in alto. Complimenti per aver vinto a Caserta dopo aver dominato un tempo, essere sparita nel terzo quarto ed aver chiuso nel quarto periodo. Sa vincere anche quando Nunnally si prende una giornata di riposo al tiro.
  4. Dolomiti Energia Trento (5). Una squadra che vince di un punto su uno dei campi più ostici della serie A (Capo d’Orlando) merita certamente un posto di prestigio in questa classifica. Molto bene per l’allenatore dell’anno di Eurocup che viene salvato da un italiano di bellissime speranze: Diego Flaccadori.
  5. Banco Sardegna Sassari (6). Vince a Reggio Emilia. Nella tana degli imbattibili, ma anche nel teatro che ha visto il Banco trionfare l’anno scorso. David Logan distrugge il suo record di punti. Soprattutto Sassari lancia un segnale forte al campionato (in vista dei play off): se ci incontrate al primo turno, chiunque voi siate, vi divertite poco.
  6. Vanoli Cremona (4). Era da dire, nel momento in cui anche in casa la Vanoli scivola, lo stesso accade nei power rankings. Diciamo che l’assenza di Vitali alla lunga non può che farsi sentire, inoltre un progressivo scadimento di forma ci può assolutamente stare. Siamo nell’ambito degli overachievers se ce n’è uno. Cremona merita rispetto, ma il suo valore reale è leggermente più basso del quarto posto.
  7. Openjobmetis Varese (7). Stai a vedere che Varese acciuffa in extremis un posto ai play off. La vittoria di Cremona è pesante non poco in quest’ottica. E comunque fanno tre vittorie di fila, l’ottavo posto è ancora a due punti e domenica prossima contro Reggio Emilia, Varese ha una partita difficilissima ma che può definire il finale di stagione dei lombardi. Vediamo…
  8. Umana Venezia (9). Ugly win contro Pistoia. Ma sempre win è. Non entusiasma. Non gioca un basket di qualità. Si porta a casa i due punti contro Pistoia in uno scontro vero di play off, ma il punto è che bisogna dare continuità e questa al momento non abbonda in Laguna.
  9. Giorgio Tesi Group Pistoia (8). Si scambia la posizione con Venezia, frutto del ko con Venezia. Ufficialmente sarebbe ancora ai play off come ottava. Però c’è Varese che preme e il calendario con Sassari e Capo d’Orlando alle porte non è proprio di quelli più agevoli.
  10. Enel Brindisi (10). Conferma la posizione di sette giorni orsono. Diciamo che anche Brindisi, fedele al principio che in casa sarebbe meglio continuare a giocarle e in trasferta si può anche mollare, va a Torino e la Manital si porta a casa due punti pesantissimi. Si gioca per cercare di non sbracare del tutto. In fondo mancano solo gli ultimi due sforzi.
  11. Consultinvest Pesaro (11). Ci sono sconfitte che danno la carica per il finale di campionato e ko che ti ammazzano. Pesaro gioca una grande partita a Milano. Perde solo nel finale e mette in mostra un Austin Daye di gran lusso.
  12. Acqua Vitasnella Cantù (15). Vince finalmente una partita. Lo fa spazzando via una diretta concorrente come Bologna e tutto sommato era il minimo visto quanto è stato speso per rinnovare il roster. Tuttavia, sebbene la boccata d’ossigeno tirata domenica sia rilevante, non la si può definire del tutto salva. Occorre un altro sforzo, almeno.
  13. Betaland Capo d’Orlando (12). Scende di una posizione. Perdere in casa con Trento ci può anche stare, ma il momento è tale che risulta ugualmente inopinata. Poi lotta, ci dà dentro come al solito, Basile torna improvvisamente “ragazzino”, ma l’assenza di Boatright pesa. Molto.
  14. Manital Torino (16). Eccola finalmente. La vittoria dell’aggancio alla zona salvezza. Batte Brindisi con un Dyson vecchia maniera e dà fiato alle speranze di permanenza in serie A della città della Mole. Il calendario dice che ci sono due finali, vere, da giocare: domenica prossima contro Bologna e l’ultima partita in casa con Pesaro.
  15. Pasta Reggia Caserta (13). In caduta verticale. Perde in casa con Avellino giocando sostanzialmente un solo quarto: il terzo. Porta a casa 0 dal doppio impegno casalingo. E’ vero, era contro Reggio e la Sidigas, ma visto il momento del campionato sarebbe bene non andare troppo per il sottile. Gioca a Brindisi e chiude con Trento. Mica facile…
  16. Obiettivo Lavoro Bologna (14). Prende una rullata importante a Cantù in quello che era da considerarsi a tutti gli effetti uno scontro diretto. Sta finendo male la stagione e rischia di chiudere malissimo una stagione sempre all’insegna della mediocrità e dei problemi. Si gioca tutto contro Torino e Reggio Emilia (al Bigi). Contro Torino è una vera e propria finale.

GOING THROUGH THE MOTIONS (POST BREVE)

Going through the motions.

In italiano: andare per forza di inerzia. Seguire passivamente il flusso.

Questo sarà un post breve. Non credo che la partita di ieri sera tra Reggio e Sassari possa aggiungere molto a quanto già detto in precedenza. Non ho “perso tempo” a dovermi riguardare in modo analitico il film della partita. Lo dico con grande onestà: ho deciso di investire gran parte del mio (poco, nonostante tutto) tempo a disposizione nel spendere molto del mio focus sui  play off NBA partiti non senza il botto (Toronto sconfitta in casa in gara uno) e, se mai avrò qualche ora rimasta, anche sull’Eurolega (C’è questo Fenerbahce…). Qui, la mia sensazione è proprio quella che si stiano attendendo i play off per cercare di ridare eccitazione ed emozioni agli appassionati, slalomeggiando tra la follia collettiva che ha preso le istituzioni del basket, europee e italiche. NBA ed Eurolega, al momento, hanno tutta la mia attenzione rimasta. O quasi…

Dunque Reggio Emilia perde in casa dopo 37 partite consecutive vinte. Lo fa contro quella che l’aveva sconfitta al Bigi per l’ultima volta. Sassari.

Come ha detto una persona che conosco: «Loro hanno il nostro numero. Punto».

Ed è esattamente così. Avrei voglia (ma non lo faccio) di andarmi a riprendere quello che avevo scritto di questo stesso match dopo la partita d’andata. In quell’occasione Sassari si impose 94-70. L’unica gara in cui i Campioni d’Italia hanno giocato da… Campioni d’Italia.

In quell’occasione scrissi – vado a memoria – che Reggio si era sostanzialmente consegnata all’avversario: ha giocato a fare “talento contro talento”, prendendo una ripassata importante.

Uno pensa: alla fine da quella partita si avrà imparato qualcosa, no? Almeno su come NON affrontare un avversario con queste caratteristiche. Tipo quelle che se lo fai giocare al ritmo che più gradisce e non si fa nulla per provare a romperne il flusso, l’unico risultato plausibile è…  perdere.

Poi ho ripensato alla doppia lezione impartita a Reggio da Avellino (il Ragland che torea la difesa biancorossa impallinandone il pick and roll) in campionato e, con modalità pressoché simili, in Coppa Italia e mi sono improvvisamente destato. Ho capito che è inutile sperare in nulla più di quanto accada secondo l’istinto ed il talento dei giocatori a disposizione.

Dal punto di vista dello spettacolo è stata una partita godibilissima. Ma è normale che ciò avvenga quando si affrontano due roster pieni di giocatori di talento. Certamente di qualità individuali, ieri sera, se ne sono viste in abbondanza. A partire dal quel David Logan cui è stato concesso di entrare in ritmo e fiducia e da lì in poi è stata una grande cavalcata offensiva. 38 punti e vari record statistici mandati in frantumi dall’americano di Polonia.

Mi limito, quindi, a fare tre valutazioni flash che mi sovvengono così, andando a memoria. 

La prima: Vladimir Veremeenko ha fatto un partitone. Al di là delle cifre, quello che ieri mi ha impressionato è questa capacità di ricevere palla e pum! far partire una fucilata sull’altro lato dell’attacco e raggiungere il tiratore in angolo sul lato debole della difesa. Alta scuola. Ottima intelligenza cestistica. Gran esecuzione. Unico al momento in casa biancorossa con la testa, prima che capacità, di poter dare vita ad una giocata simile.

La seconda: che un plantigrado di 2.13, di 36 anni, assente da due mesi e mezzo per un’operazione al ginocchio, al rientro dopo prolungata assenza, sia “costretto”, per ordine o per scelta, a dover fare show fino a metà campo contro il piccolo di Sassari, sia esso Akognon, Stipcevic o lo stesso Logan, è una cosa che non sta né in cielo né in terra. E non depone per nulla a favore dello staff tecnico che disegna una cosa simile. Ah, per sovrammercato, il professor Lavrinovic non ha visto il becco di una palla in post basso nei suoi 14  minuti in campo. I compagni erano troppo impegnati a fare le sparatorie con quelli di Sassari.

La terza e ultima: prego per Reggio che non incroci Sassari ai play off. Se è vero che il basket è una questione anche di match ups questo è un accoppiamento che pone più di un problema ai biancorossi.

E adesso vado a provare ad emendarmi dalla lettura che ho appena finito: quella che dice che “nonostante i 102 punti la difesa mi è piaciuta”... mumble, mumble, mumble….