GARA 3: LE SEMI NON SONO UN PRANZO DI GALA

Gara 3 e Avellino batte un colpo.

Il trend che aveva favorito Reggio nelle prime due gare – la differenza positiva del secondo e terzo quarto – si è diametralmente invertita non appena la serie si è spostata in Irpinia. Dopo un discreto primo quarto biancorosso, sono stati i due tempi di mezzo a lanciare la Scandone verso l’1-2 nella serie e a spazzare via una Grissin Bon monocorde e con troppi giocatori con la testa da un’altra parte.

Sono le semifinali Scudetto… e non è un pranzo di gala (anche se per Mao era la rivoluzione a non esserlo).

L’ambiente è ostile e minaccioso? Lo si sapeva…

Il solito raw footage da gara 3

GARA 3 PRIMO QUARTO

La lotta a rimbalzo sotto canestro

Max (Menetti) si gioca Lavrinovic subito in partenza. Più fisicità e più ingombro sotto canestro.  E per altro, Cervi a 7 metri fa fatica ad andare, e Darione apre con un bel 3 pointers

Avellino muove i piedi in difesa, ma la mossa Lavrinovic sembra aver tolto l’alternativa principale al gioco d’attacco della Scandone in cui gli esterni, tuttavia, prendono vantaggio sul marcatore. A parte uno: quello marcato da Silins

Pur di tenere il lettone sull’Mvp, Menetti accetta il mismatch (Marcacci va bene scritto così?) di Kaukenas su Leunen… Per ora inesplorato da Avellino

Il secondo fallo di Silins cambia la prospettiva della difensiva reggiana. 

Solito show. Solito Ragland che va a sinistra (fai lo show per mandarlo dentro con la mano forte???), solita palla alzata e solito Cervi che l’appoggio. Come dicono a Guastalla: dai pur… (con la U alla francese)

Lavrinovic è il Cubo di Rubik di Sacripanti. Per il momento non ne è venuto a capo.

Secondo fallo di Lavrinovic… Male

Quintetto di pigmei per Reggio con Polonara 5 e Aradori da 4. Vediamo la risposta, sopratutto in difesa…

Il primo exit poll è una difesa “finta” di Polonara su Nunnally che mette a posto i piedi e segna da tre. Per queste difese “agostane” ci sarebbe tempo, ecco…

Avellino troppo passiva contro il quintetto della morte reggiano. Bisogna decidere: riempi l’area e togli le penetrazioni o copri i tiratori e allora bisogna essere pronti a sacrificarsi a correre da una parte all’altra. L’unico male, qui, è decidere di non fare.

Marques Green é fuori da questa serie. Soffre la pressione di Needham e sta giocando per se stesso e non per andare a cercare i vantaggi dove ci sono. Chiaro che per la Scandone un Green così è una liability.

È’ evidente che Sacripanti sta continuando a lavorare sulla lettura dei raddoppi reggiani sul P&R centrale. Ad esempio: l’appoggio di Pini da alto-basso con Buva che continua a fare male alla Grissin Bon.

GARA 3: SECONDO QUARTO

Il discorso di Polonara vale per Acker. Osservi Della Valle che si prende il tiro da tre in transizione e non alzi nemmeno la mano per provarci? Non a questo livello. Non in una semifinale Scudetto

Della Valle che perde Nunnally da rimessa laterale e costringe Golubovic al terzo fallo che roba è? È’ una rimessa laterale in cui probabilmente anche il titolare della pizzeria fuori dal pala sa che Nunnally su quella disposizione, ricciola (ma è, probabilmente, un decoy perché si presuppone che sia marcato e la palla non la possa ricevere…). Il terzo fallo di Golubovic é devastante  perché Menetti perde chili sotto canestro e si vede costretto ad andare estensivamente con il quintetto light…

Avellino sbaglia due bombe piedi per terra che meritavano miglior sorte. Il lato debole di Reggio sembra quello dell’Armani Jeans…

Kaukenas tiene a galla una barca reggiana che si sta squarciando in difesa, imbarcando quantità notevoli di acqua.

Era ora che Polonara si prendesse una responsabilità. Lo marca Cervi che non lo può tenere, avrebbe un attacco a ogni serie offensiva se volesse.

Nunnally esitante. Mi sembra un giocatore fuori ritmo. Alla ricerca di qualcosa che non riesce a trovare.

Monumento a Kaukenas. Il più vecchio in campo che spiega a tutti cos’è un close out sul lato debole e tiene la penetrazioni di Leunen che è più alto e più pesante di lui.

Polonara: antisportivo e rimbalzo offensivo (solito taglia fuori non fatto) con canestro più fallo (di De Nicolao abbastanza mal consigliato. Per dire…) concesso a Cervi. Se non sei disposto a soffrire e a mettere il corpo sotto canestro ad Avellino non la vinci

Reggio sembra Avellino in gara 1. Solo che Avellino non sembra quella, lei pure, di gara 1. Cervi alla Bill Walton su entrambi i lati del campo.

GARA 3: TERZO QUARTO

Bellissimo slip the pick di Cervi a inizio quarto. Peccato che non trovi la misura nella conclusione. Quello che vedo è un giocatore migliorato in molte cose. Consapevolezza difensiva e arsenale in attacco ampliato. Manca ancora un po’ di cattiveria (ma quella credo si farà più fatica) e “presenza”: l’insegnamento che ne ricavo (stai a vedere la genialata) é che se si lavora sui giocatori, questi migliorano…

Kaukenas (e Lavrinovic in attacco), un uomo tra i bambini. Poi ad essere proprio sinceri Nunnally stava probabilmente scrivendo un tweet visto che, pur avendo tutto il tempo di fare un passo verso il penetratore, se ne è ben guardato.

Come per Golubovic nel primo tempo, il terzo fallo di Lavrinovic (e questo sposta) è figlio di una scelta “acefala” di Aradori che, non si sa bene per quale motivo si disinteressa di Acker sul lato debole per andare in prerotazione su Cervi  lasciando libero Acker che ricciola indisturbato. Ovviamente il tutto è ulteriormente figlio di questo parossistico show senza nemmeno provare a “leggere” cosa succede, costringendo Darjus a sfiancarsi in un lavoro difensivo improduttivo e dannoso (per lui e per gli altri) leggi falli. Inoltre –aggiustamento – Sacripanti fa appunto “scivolare” il blocco a Cervi che fa finta di bloccare per poi rollare forte a canestro lasciando gli altri tre difensori reggiani in balia degli eventi. Ragland poi, che due o tre difese le ha viste nella sua vita, sa come innescare le varie variabili al gioco. Reggio in palese difficoltà e stagnant dal punto di vista tattico

Scelta autonoma (I suppose) di Darjus che sull’ennesimo p&r centrale fa contenimento: area riempita e Avellino costretta a un tiro da tre -marcato- di Nunnally. Peccato che il gioco non si completi perché la Sidigas arpiona il rimbalzo offensivo e Ragland infila una tripla pesante. Molto pesante.

Sono bastate due difese serie di Reggio e un Ragland che omette in retroguardia perché i biancorossi tornassero a contatto. Poi è arrivato il lob con Lavrinovic nella terra di nessuno (Cotto. Cotto da un lavoro inutile e a volte dannoso).

Il talking junk tra Green e Needham continua a scorrere copioso. Chissà se a fine gara sono andati al McDonalds assieme…

Polonara che viene spazzato via da Buva in post basso. Aradori che ha i piedi di balsa contro Nunnally. Ad Avellino non vinci così.

Close out di Della Valle su Nunnally da rating CCC.  “And one” per l’Mvp del campionato che se abbandonato da Silins o Kaukenas può disporre a piacimento degli altri esterni reggiani.

Break downs continui nella difesa biancorossa.

Ma Golubovic? Ma Gentile che in gara 2 spacca la partita è in gara 3 ad Avellino -in un clima comunque a lui confacente- non entra mai? C’è un ragionamento dietro a tutto questo? Una strategia? (E infatti il figlio d’arte, entrato a 30″ dalla fine del quarto, ha subito un recupero propiziato).

GARA 3: QUARTO QUARTO

Buva e Ragland tra i migliori in gara 3

Kaukenas merita davvero tutti i complimenti per l’atteggiamento. Il punto è semplice: magari a qualche italiano del gruppo la sua leadership può anche non piacere. Però in una partita come questa, alcuni si sono sciolti alla prima difficoltà (o comunque hanno sbagliato totalmente approccio alla partita) lui ha giocato duro tutti i palloni. Bene o male? Poco importa. Ai play off conta anche quello.

Toh la zona!… A babbo morto…

Però poi, anche in questa 3-2 che diventa 2-3 perché il terzo esterno basso (o alto) fa lo yo-yo tra la prima e la seconda linea, perché Polonara fa il perno in mezzo e Lavrinovic in basso a destra? Buva se non viene trattato con chili e fisicità in mezzo all’area i canestri li mette nel sonno.

Siamo alle solite. C’è un senso di improvvisazione in quello che fa Reggio. Questo giro non c’è stato nessuno che ha segnato la scarichetta per dare fiducia a tutti e le magagne si sono viste tutte. Avellino ha menato le danze sempre e comunque. Con poca pochissima resistenza avversaria.

Questo Gentile va cavalcato. Almeno fino a quando la mano non gli si raffredda.

Lo 0/2 di ADV nel quarto periodo mi pare l’emblema di una squadra in cui alcuni elementi proprio non c’erano con la testa. Una sorta di passaggio a vuoto.

P&R centrale e appoggio. 43 tiri da 2 di Avellino. Molti di questi, appoggi dentro la restricted area. In pratica l’area pitturata di Reggio trasformata in un ristorante 3 stelle Michelin in cui la Scandone ha banchettato allegramente. 

Hanno giocato in tre e mezzo: Kaukenas, Lavrinovic, Silins è un po’ Gentile. Il resto è roba da farsi un esame di coscienza.

Domandone finale: che senso ha pagare un fior di stipendio a Golubovic per fargli giocare il garbage time? Ma lo sapete quanti dipendenti della Landi potrebbero venire pagati con quello che prende il buon Vlado?…

GARA 3: PENSIERINO FINALE E MODESTA PROPOSTA

Il pensierino finale di Gara 3? Che se io fossi Sacripanti, andando verso gara 4 mi prepararei fortemente contro i cambi sul P&R centrale e/o in alternativa al contenimento del lungo biancorosso ed i compagni che riempiono l’area. Sarei molto stupito di vedere Reggio Emilia farsi altri 40′ facendo vedere agli Avellinesi le stesse impostanzioni difensive.

La modesta proposta? Che si esplori l’idea di far giocare Golubovic e Lavrinovic assieme. Non per un periodo esteso di minuti, ma Reggio ha bisogno di togliere il dominio incontrastato dell’area pitturata ad Avellino. Ha bisogno di chili, e presenza dentro l’area. Si dovrebbe provare ad “andare grossi”, almeno per vedere come funziona. Anche perché in attacco Darjus ha mani e tecnica per giocare a 7 metri dal canestro ed è già stato ampiamente assodato che Avellino non è in grado di fermarlo. In difesa, è vero che c’è qualche problema di mobilità, ma la zona (per altro, perché svelarla a babbo morto?….) potrebbe aiutare a non esporre troppo il doppio lungo.

Vedremo domani sera…

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