GARA 6: ANTIPASTO DELLO "PSICODRAMMA"

Gara 6 in the books… E gara 7 sia.

Poco da fare, le premesse di una serie che arrivasse fino all’epilogo, al suo atto finale, c’erano tutte.

Si sono puntualmente avverate. Reggio è andata vicino al colpaccio. Credo che non le sia mancato tanto. Però quel tanto è lo stesso che non ha permesso ad Avellino di non compiere la stessa impresa in via Guasco. Sono campi, il Bigi e il Pala del Mauro (al di là degli eccessi che sono stati documentati) che non permettono errori. Non permettono passaggi a vuoto. Soprattutto non permettono blunders difensivi gravi.

Reggio Emilia ha avuto un treno: il suo secondo quarto difensivamente pregevole e l’Avellino svagata e approssimativa in attacco. Non l’ha saputo sfruttare. Il 9 a 0 con cui gli iripini hanno chiuso il secondo periodo è stato ancor più fatale di un secondo tempo giocato col pedale ben pigiato sull’acceleratore, mentre la Grissin Bon si liquefaceva in difesa.

Due pensieri iniziali/finali, prima del raw footage. Cervi ha momenti di dominanza vera. Complimenti a lui, per essere migliorato e per aver lavorato sul suo gioco. Complimenti ad Avellino e Pino Sacripanti per aver sviluppato un giocatore importante per tutto il movimento.

Il secondo: qualcuno della “combriccola dei moderati” ha qualcosa da dire sull’arbitraggio? Sono tutto orecchi…

Sacripanti- Vittoria in gara 6

GARA 6: PRIMO QUARTO

Reggio parte mettendo tanta pressione sui portatori di palla avellinesi. Il fatto è che la pressione diventa un “eccesso di difesa” e De Nicolao si carica subito di due falli. Inopinati.

Reggio è troppo fallosa. Vuole essere aggressiva e fisica ma dà l’idea di essere sempre un passo oltre il regolamento. Un conto è essere fisici un conto è fare falli in continuazione.

Avellino al quarto possesso offensivo consecutivo. Reggio non fa tagliafuori.

6’43” Kaukenas è talmente preoccupato del lob a Cervi che va in prerotazione su di lui con anche Lavrinovic in copertura, lasciando Veikalas completamente da solo ai 45 gradi. Qualcuno gli spieghi che tre punti valgono più di due (cit Zach Lowe).

Avellino-Reggio Gara 6

Nunnally è una caffettiera… Non tace mai!

Leunen è un play aggiunto, ma Aradori su Nunnally è una liability vera. È’ sempre un passo indietro sull’Mvp.

Poi Darjus si ferma su una moneta e fa un passo di incrocio da pagina del manuale del vero pivot. Da stripicciarsi gli occhi.

Nunnally c’è da dire che oltre a parlare fa anche i fatti. Inizio dirompente e multidimensionale: tutto l’arsenale offensivo in vetrina.

Reggio non tiene dietro. Troppi falli.

Buoni i cambi di lato di Reggio che permettono a Golubovic di stare profondo in area e di prendere i rimbalzi offensivi

Reggio a zona vince la prima battaglia contro l’attacco di Avellino

GARA 6: SECONDO QUARTO

Eccolo il momento ciapa no di Avellino che perde il filo del discorso in attacco, mentre Reggio ha tanta tanta concretezza dal suo centro di riserva.   

E Golubovic che finalmente viene usato “da” Golubovic e lui batte un colpo. 21-21 e palla al centro.

Zoppica Stefano Gentile? Stiramento? Beh sarà sicuramente sfiga….. #chettelodicoaffare

La verità è che Golubovic ha spostato la partita in questo secondo quarto. Buva è il sesto quarto consecutivo in cui è desaparecido e il plantigrado montenegrino trova ritmo, fiducia e conclusioni. Momentum completamente ribaltato.

Avellino che ricommette l’errore delle prime due partite di questa serie di non avere la pazienza di cercare i lob dopo un minimo di circolazione. Il passaggio diretto al lungo con troppa distanza è perfettamente leggibile per Polonara che ruba… Il problema è che in situazioni come queste Avellino non è equilibrata per la transizione difensiva.

Silins usa troppo le mani in difesa su Nunnally e lo fa nei momenti sbagliati. Troppo visibile perché non gli venga fischiato fallo.

Nel momento migliore di Golubovic, mentre era caldo e in ritmo ma, soprattutto, aveva tolto i rifornimenti ai lunghi di Avellino, ecco che… (pausa scenica)… finisce in panchina. Evidentemente era suonato il timer…

Come volevasi dimostrare: Reggio perde la pazienza in attacco. Lavrinovic anziché prendersi il tiro frontale in ritmo forza l’assunto. Avellino? transizione e tiro facile da tre di Green che la rimette in moto. Della Valle abbassa i riccioloni ed entra senza sapere cosa vuole fare, si prende la stoppata di Cervi e Needham ha la genialata dell’antisportivo. Come ti rimetto in vita una squadra che era sul lettino del Pronto Soccorso con i tubi attaccati…. 

Marques Green per ovvi motivi é la liability difensiva di Avellino. Gli esterni reggiani gli mangiano in testa e ci sta che accada.

Avellino tratta malissimo la palla. Ma soprattutto non ha la pazienza di aspettare i blocchi dei lunghi. È’ attanagliata dall’ansia e dalla fretta… e paga.

Rottura prolungata della Sidigas che non riesce più a giocare. Prima grande crisi casalinga per i verdi che sono alla mercé dei biancorossi. +7 Grissin Bon. Manna. Tanta manna.

Mi correggo +9…

Cervi. Il go to guy di Avellino.

Needham che si addormenta e Leunen è una faina… Noootte….

Allora Lavrinovic non ha il volume e in questo momento la forma (presenta una zoppia evidente quando corre…) per contenere la mobilità di Cervi che sta toccando tutti i palloni.

Canestrone di Aacker a 2″ dalla fine del tempo. Avellino rimonta con un 9-0 per finire il tempo. Reggio ha perso un’occasione. Ma se continui a svellere i ferri da tre punti con tiri piedi per terra alla lunga paghi, perché la Sidigas è arroccata in area e non esce mai, i rimbalzi sono suoi e può correre.

Inerzia nuovamente ribaltata.

GARA 6: TERZO QUARTO

Bravo Nunnally e Avellino che esplora i mismatch: Leunen marcato da De Nicolao.

Solito canestro allo scadere dei 24″ di Aradori. Se ci fosse una graduatoria statistica su questo specifico tiro la vincerebbe lui a mani basse.

Avellino ha momenti dove si ostina a forzare i lob con la difesa che chiude dentro senza muoverla. Comunque avrebbe senso andare side to side e poi lobbare per il lungo anche se Reggio è adattata.

Ragland, dal nulla, senza ritmo. Con De Nicolao spettatore non pagante. Chapeu.

Corner three di Kaukenas. Pesantissimo, perché Avellino forse farà un passo in più fuori dall’area.

Reggio non va a rimbalzo coi suoi piccoli (solo Aradori). Avellino, al contrario, va a rimbalzo con gli esterni e Cervi, tenendo Leunen a riequilibrare la transizione difensiva. Questo sposta, perché genera più possessi.

De Nicolao è un fallo waiting to happen su Ragland. 4 (tutti uguali) ed è un problema.

Reggio sta lentamente franando in difesa. Anche se il punteggio è praticabilissimo, si percepisce in modo netto che i biancorossi sono già un mezzo passo indietro sugli uno contro uno dei padroni di casa.

Troppo presto bonus esaurito, troppo presto.

Golubovic servito profondo e in movimento. C’è ancora speranza.

Della Valle in difesa su Ragland: Zorro (Ragland) contro il Sergente Garcia (ADV… Che la faccia cattiva la fa solo in attacco)

Della Valle, again, contro Pini sulla riga di fondo. Ragazzi che lavor…. Altra cosa: gli esterni reggiani sono sempre impastati sui blocchi dei lunghi avellinesi, usare un po’ più di cattiveria e durezza per seguire il palleggiatore? È’ troppo?

Zona 3-2, passaggio a 45 gradi e Ragland che la uccide così, senza alcuna pietà. Vanificando la precedente bomba dall’angolo di ADV.

31″ dalla fine del terzo quarto: transizione difensiva di Reggio che non è commentabile per pudore. Alley hoop per Cervi che schiaccia. E Golubovic ha solo ragione a incazzarsi. Se non hai un compagno che ti aiuta in una situazione del genere…  #ciaone

GARA 6: QUARTO QUARTO

Menetti... e cinque

Canestrone di Hacker allo scadere dei 24″ per una volta che Reggio difende con tutti e 5 per tutto il tempo.

Avellino muove la palla, Reggio cambia con tutti, Cervi finisce con Della Valle sotto canestro: 2 punti “and one“. La pazienza viene premiata.

Ragland pazzesco nel trovare canestri pesanti rubando il tempo al difensore. Kaukenas colpevole nel caso per non aver accorciato su di lui, ma insomma… Secondo tempo con gli attributi per l’ex Cantu e Milano.

Rimas poi fa un canestro in uno contro uno su Buva, poetico, va detto. Tanta roba lo step back dalla media con la mano del croato in faccia.

Aradori che sbaglia l’arresto da solo dalla media. Non te lo puoi permettere in trasferta. Soprattutto perché Reggio viene da un paio di serie difensive di grande qualità. Bisognava capitalizzare.

Ragland è un grande, però se la gente gli lascia le uscite comode diventa ancora più facile. La complicità di Reggio sul secondo tempo, super, dell’americano c’è e non va negata.

Kaukenas riapre con la bomba da tre. Avellino cala di fisicità a rimbalzo e viene punita.

Poi chiami la zona e ancora una volta prendi un canestro facile dal lato debole. Allora ditelo….

De Nicolao che sbaglia tre appoggi a canestro consecutivi. Anche questi sono errori che non ti fanno vincere un close out game in trasferta.

2’46”: solito Kaukenas che si allaccia con Cervi sul blocco centrale (solo che questo giro Paternico e non ci casca), Green si arresta con Polonara totalmente dritto e contemplativo, Silins e Aradori a casa su Leunen e Nunnally. Ai tempi di Dadone una difesa così valeva le ripetute sui gradoni del Bigi. Adesso è solo un “dai, dai, dai”….

Avellino-Reggio dettaglio gara 6

1’22” Ragland che si infila tra Silins, Polonara che si nasconde dietro a Cervi e Kaukenas a mezza via. Altro errore grave, altro appoggio facile. Troppi errori in questo secondo tempo. Troppi.

Avellino-Reggio Gara 6 finale

Tutti alla settima quindi. Tutti, compresi i “fantasmi”….

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