GARA 7: L'EPILOGO PIU' GIUSTO

E’ giusto così.

L’epilogo delle semifinali segnato da una Gara 7 in cui si affrontavano Reggio, Avellino e il “fantasma” di Sassari dell’anno scorso, è terminato in perfetto accordo rispetto all’andamento della gara.

Ha vinto chi se l’è meritato di più. La squadra che ha avuto la dose di fortuna più grande (nello sport conta anche questo. Il fattore C è elemento che non va mai sottovalutato e chi ne dispone ha un vantaggio competitivo importante), e la squadra che ha di fatto condotto dall’inizio alla fine.

Reggio Emilia torna in finale Scudetto per il secondo anno consecutivo. Chapeu.

A ciò che inizia venerdì andrà la chiosa di questo post…

Tornando a Gara 7, tre elementi prima del raw footage.

  1. Ripeto il discorso fatto dopo gara 5. A Reggio per vincere devi giocare una gara perfetta. Senza sbavature. Soprattutto devi essere bravo a cogliere i treni che passano. Senza esitazioni o compromessi. E’ come nei film di Mission Impossible : sai che hai una “finestra molto molto piccola” per poter portare a compimento la missione. Se non sei pronto e ti fai scappare il momento, non hai speranze.

Avellino ha avuto tre volte consecutive la palla per il -2 (o -1). Quella che poteva cambiare l’inerzia dell’incontro. Le ha perse, giocandole in modo scriteriato. Con un’ansia da squadra non pronta. Ha avuto un’altra piccola “finestra” nel quarto periodo quando era tornata a contatto. Anche lì, imprecisione e fretta hanno disinnescato il trabocchetto per Reggio Emilia. Eccola la differenza tra il “convitato di pietra” Sassari e la Sidigas di quest’anno. L’anno scorso il Banco ha sfruttato al meglio (e con fortuna… sempre per tornare al “di cui sopra”) le finestre che le sono state concesse. Il signor Ethan Hunt aveva le fattezze di Jerome Dyson. Quest’anno in Irpinia, Ethan non ha risposto “accetto”.

Comunque, giusto onorare anche la squadra di coach Sacripanti. In casa ha avuto momenti di gioco importanti. E’ stata la squadra più continua in stagione regolare. Ha regalato uno come James Nunnally alla serie A. Ci sono tante cose positive che la Scandone si porta dietro in vista del prossimo campionato. Poi, se il coach si rivede gara 7, secondo me si spara nelle… vabbè.

2. Reggio ha giocato una partita… da “Reggio”. Dico solo due cose. Il quintetto “piccolo” del quarto periodo è stato un rischio oltre il calcolato che si poteva anche non correre. Triplicare il pick and roll avellinese, lasciando sguarnita l’area. Ha pagato. Quindi bisognerebbe tacere. Io dico che è stato un azzardo, forse eccessivo. Figlio, anche, del fatto che allo staff tecnico reggiano Golubovic non va giù. Semplicemente non lo “vede” e non sa come utilizzarlo per il meglio. Questo è l’unico difetto tecnico del “Grande Architetto” (da cui Max due o tre robe le ha imparate. Anche nel “male” si vede…),: quello di non saper innescare un lungo prevalentemente stanziale, da “area di rigore”, con un range d’azione non troppo ampio (cosa che Lavrinovic invece ha…). Da qui, il non più utilizzo per la gran parte dell’ultimo quarto, e da qui l’azzardo della “death lineup” biancorossa. Questo Golubovic merita di giocare minuti di qualità. Soprattutto è quello che, con una difesa sul pick and roll avversario impostata in questo modo, sa muoversi meglio, occupando meglio gli spazi e con tempi più corretti. Fermo restando che un Veremeenko fisicamente a posto mette a posto tutto il meccanismo difensivo reggiano.

3. L’MVP? Si certo, la bomba di Della Valle nel quarto periodo. Il Kaukenas eroico del finale. Io però vado con l’unsung hero del quarto periodo.

Questo signore qui.

Queste sono per me tre giocate-partita in un momento fondamentale del match.

Reggio-Avellino OJ schiaccia in gara 7

Reggio-Avellino OJ difende su Nunnally

Reggio-Avellino OJ da 3

E queste sono le sue cifre nel quarto periodo:

Silins cifre quarto quarto Gara 7

Bravo. Congratulazioni.

Via col raw footage

GARA 7: PRIMO TEMPO

Avellino esce contrattissima. Non trova il canestro. Reggio più sciolta e volitiva con il duo lituano a guidare il bus biancorosso

Reggio già 3 falli però.

Avellino mai canestro, ma continua a prendere rimbalzi

Secondo fallo di Silins. Questo è sicuramente un problema, già evidenziato nelle partite precedenti. Reggio usa troppo le mani e nei momenti sbagliati

Lavrinovic (con passaggio notevole di De Nicolao) spettacolo in post basso e Cervi con due falli che pareggia quelli di Silins

Reggio ha giocato come fosse in vantaggio di 10 punti almeno. Ha fatto tanto volume, ma alla fine, a causa dei falli, e sopra solo di 3.

Buva è calato verticalmente anche in questo primo tempo. Forse era ad un livello non suo prima?

Buva in azione in Gara 7

Avellino fa tanta confusione, sbaglia tiri fuori dal suo spartito, concede il contropiede a Reggio in casa. Sostanzialmente un suicidio.

L’importanza di Golubovic: avere la forza di spostare Buva a rimbalzo e farsi fischiare un fallo a favore. Le gare senza domani si vincono anche così.

Avellino a questo livello di imprecisione non ha chance.

Marques Green non può tenere nessuno degli esterni reggiani.

Lavrinovic commette due errori (Sul primo sinceramente non capisco perché Della Valle non abbia insistito nel l’attaccante Green dal post basso), il secondo clamoroso, e Avellino per contro prende un minimo di ritmo offensivo, riuscendo a trovare il lungo con i tagli verticali verso canestro.

E no, è stato un fuoco di paglia. Reggio lavora bene in difesa, anche di astuzia, la Sidigas invece tratta la palla come fosse un laterizio. I 10 punti al momento ci stanno tutti.

Avellino in questo primo tempo ha una sola formula per fare paniere: il p&r centrale o il passaggio al pivot sotto. Fine. Troppo poco.

Per contro c’è il pick and roll centrale che rimane un rebus per la panchina reggiana. Perché siamo alle solite, se il piccolo avversario prende sempre il vantaggio sul suo marcatore, il lungo può fare show o contain ma è alla mercé dei due attaccanti che lavorano in coppia…

La sintesi del primo tempo é questa. Fossi in Reggio sarei arrabbiato per avere chiuso con soli 6 punti di vantaggio, perché lo scarto poteva, e doveva, essere più largo con più attenzione difensiva. Se fossi Avellino sarei molto sollevato perché “giocando un basket di scarsa qualità” le chance di passare sono intatte. C’è ancora tanto basket…

GARA 7 SECONDO TEMPO

Ma Cervi? Giubilato?

E Golubovic al posto di Lavrinovic?….

Avellino non esegue. Non è precisa. Troppi errori. È’ un basket che esce con fatica dalle mani di quelli in verde.

Solo uno come Lamonica può dare tecnico a Ragland per junk talking al pubblico. Che uno così non possa più arbitrare per raggiunti limiti d’età è la fotografia di come è lo stato dell’arte arbitrale in Italia. Ragland: voto bassissimo per scarsa disciplina. E’ gara 7, non c’è domani, il trash talking col pubblico, anche no… 

Reggio non ha risposte al P&R centrale di Avellino, ma in attacco gli incroci piccolo/lungo sotto canestro e qualche iniziativa personale degli esterni la salvano. Avellino non esegue. Quindi il risultato al momento è la fotografia perfetta di ciò che sta accadendo.

Bomba di Lavrinovic: puro ossigeno. Roba finissima

E poi commette fallo da tre su Nunnally….

Reggio pareggia il terzo quarto. Sofferto il giusto. Avellino ha avuto tre volte di fila la palla per il -2 (o-1) ma lè ha giocate malissimo. In modo “acefalo”.

Ultimo quarto all’arma bianca.

Eccola la scarica di Reggio nel quarto periodo. Ed ecco Avellino che non regge.

Avellino affonda. Reggio va via di prepotenza. Alla sua maniera.

Reggio é Silins.

OJ Schiaccia in gara 7

Ma la Grissin Bon come sta gestendo la difesa? Triplica il p&r? Ma avanti di 10, una roba così?

Leunen la riapre. Il quintetto piccolo di Reggio gira a vuoto.

Kaukenas: che palle!

E Ragland… pure!

Vince Reggio, con fatica. Ma anche con merito.

LA FINALE: DUE PAROLE… FINALI

Dunque venerdì si inizia contro Milano. A mio parere siamo 51% a 49% per l’Olimpia.

L’Armani gioca male a pallacanestro, ha troppi uomini che spesso sono un vantaggio, ma per lei, in questo momento, sono un problema perché non trova mai una quadratura stabile. E’ una squadra che in ogni partita sa che prenderà un vantaggio, ma sa anche che non ha la forza di chiuderla, la partita. Con i talenti di Reggio questo può essere un bel rischio. Dal punto di vista reggiano mi aspetto che vengano valutate con attenzione misure che limitino il post basso di Simon e Gentile che nella partita del Forum di campionato è stata l’arma vincente per Milano. Per parte Milanese mi aspetto di vedere molto Cerella su Kaukenas, e lì il lituano dovrà darci tanto dentro.

Qui bisogna essere consapevoli di un paio di cose. Per come la vedo io, Reggio Emilia ha “semplicemente” confermato il risultato dell’anno scorso. Ha fatto molto. Ma anche niente. Ritengo che abbia delle chance concrete di fare qualcosa di inimmaginabile. Non dico “solo” di vincere. Dico anche, come minimo, di portare lunga la serie, e più la allunghi e più la situazione diventa imprevedibile. Reggio ha un grande vantaggio. Lo sa lei, lo sa anche Milano. Si chiama Pala Bigi ed è situato – leggete bene in via Martiri della Bettola- in VIA GUASCO a REGGIO EMILIA. La mistica del Bigi non è una “bazza giornalistica”: è pura realtà. Chiedete alla Scandone…

Ma la vita è fatta di scelte. Si può scegliere “la cassetta” o un viaggio con biglietti in prima classe verso l’immortalità. Ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio, consapevole che, di quelle scelte, potrebbe portarne anche il peso… (della storia)

Buone Finali.

GARA 6: ANTIPASTO DELLO "PSICODRAMMA"

Gara 6 in the books… E gara 7 sia.

Poco da fare, le premesse di una serie che arrivasse fino all’epilogo, al suo atto finale, c’erano tutte.

Si sono puntualmente avverate. Reggio è andata vicino al colpaccio. Credo che non le sia mancato tanto. Però quel tanto è lo stesso che non ha permesso ad Avellino di non compiere la stessa impresa in via Guasco. Sono campi, il Bigi e il Pala del Mauro (al di là degli eccessi che sono stati documentati) che non permettono errori. Non permettono passaggi a vuoto. Soprattutto non permettono blunders difensivi gravi.

Reggio Emilia ha avuto un treno: il suo secondo quarto difensivamente pregevole e l’Avellino svagata e approssimativa in attacco. Non l’ha saputo sfruttare. Il 9 a 0 con cui gli iripini hanno chiuso il secondo periodo è stato ancor più fatale di un secondo tempo giocato col pedale ben pigiato sull’acceleratore, mentre la Grissin Bon si liquefaceva in difesa.

Due pensieri iniziali/finali, prima del raw footage. Cervi ha momenti di dominanza vera. Complimenti a lui, per essere migliorato e per aver lavorato sul suo gioco. Complimenti ad Avellino e Pino Sacripanti per aver sviluppato un giocatore importante per tutto il movimento.

Il secondo: qualcuno della “combriccola dei moderati” ha qualcosa da dire sull’arbitraggio? Sono tutto orecchi…

Sacripanti- Vittoria in gara 6

GARA 6: PRIMO QUARTO

Reggio parte mettendo tanta pressione sui portatori di palla avellinesi. Il fatto è che la pressione diventa un “eccesso di difesa” e De Nicolao si carica subito di due falli. Inopinati.

Reggio è troppo fallosa. Vuole essere aggressiva e fisica ma dà l’idea di essere sempre un passo oltre il regolamento. Un conto è essere fisici un conto è fare falli in continuazione.

Avellino al quarto possesso offensivo consecutivo. Reggio non fa tagliafuori.

6’43” Kaukenas è talmente preoccupato del lob a Cervi che va in prerotazione su di lui con anche Lavrinovic in copertura, lasciando Veikalas completamente da solo ai 45 gradi. Qualcuno gli spieghi che tre punti valgono più di due (cit Zach Lowe).

Avellino-Reggio Gara 6

Nunnally è una caffettiera… Non tace mai!

Leunen è un play aggiunto, ma Aradori su Nunnally è una liability vera. È’ sempre un passo indietro sull’Mvp.

Poi Darjus si ferma su una moneta e fa un passo di incrocio da pagina del manuale del vero pivot. Da stripicciarsi gli occhi.

Nunnally c’è da dire che oltre a parlare fa anche i fatti. Inizio dirompente e multidimensionale: tutto l’arsenale offensivo in vetrina.

Reggio non tiene dietro. Troppi falli.

Buoni i cambi di lato di Reggio che permettono a Golubovic di stare profondo in area e di prendere i rimbalzi offensivi

Reggio a zona vince la prima battaglia contro l’attacco di Avellino

GARA 6: SECONDO QUARTO

Eccolo il momento ciapa no di Avellino che perde il filo del discorso in attacco, mentre Reggio ha tanta tanta concretezza dal suo centro di riserva.   

E Golubovic che finalmente viene usato “da” Golubovic e lui batte un colpo. 21-21 e palla al centro.

Zoppica Stefano Gentile? Stiramento? Beh sarà sicuramente sfiga….. #chettelodicoaffare

La verità è che Golubovic ha spostato la partita in questo secondo quarto. Buva è il sesto quarto consecutivo in cui è desaparecido e il plantigrado montenegrino trova ritmo, fiducia e conclusioni. Momentum completamente ribaltato.

Avellino che ricommette l’errore delle prime due partite di questa serie di non avere la pazienza di cercare i lob dopo un minimo di circolazione. Il passaggio diretto al lungo con troppa distanza è perfettamente leggibile per Polonara che ruba… Il problema è che in situazioni come queste Avellino non è equilibrata per la transizione difensiva.

Silins usa troppo le mani in difesa su Nunnally e lo fa nei momenti sbagliati. Troppo visibile perché non gli venga fischiato fallo.

Nel momento migliore di Golubovic, mentre era caldo e in ritmo ma, soprattutto, aveva tolto i rifornimenti ai lunghi di Avellino, ecco che… (pausa scenica)… finisce in panchina. Evidentemente era suonato il timer…

Come volevasi dimostrare: Reggio perde la pazienza in attacco. Lavrinovic anziché prendersi il tiro frontale in ritmo forza l’assunto. Avellino? transizione e tiro facile da tre di Green che la rimette in moto. Della Valle abbassa i riccioloni ed entra senza sapere cosa vuole fare, si prende la stoppata di Cervi e Needham ha la genialata dell’antisportivo. Come ti rimetto in vita una squadra che era sul lettino del Pronto Soccorso con i tubi attaccati…. 

Marques Green per ovvi motivi é la liability difensiva di Avellino. Gli esterni reggiani gli mangiano in testa e ci sta che accada.

Avellino tratta malissimo la palla. Ma soprattutto non ha la pazienza di aspettare i blocchi dei lunghi. È’ attanagliata dall’ansia e dalla fretta… e paga.

Rottura prolungata della Sidigas che non riesce più a giocare. Prima grande crisi casalinga per i verdi che sono alla mercé dei biancorossi. +7 Grissin Bon. Manna. Tanta manna.

Mi correggo +9…

Cervi. Il go to guy di Avellino.

Needham che si addormenta e Leunen è una faina… Noootte….

Allora Lavrinovic non ha il volume e in questo momento la forma (presenta una zoppia evidente quando corre…) per contenere la mobilità di Cervi che sta toccando tutti i palloni.

Canestrone di Aacker a 2″ dalla fine del tempo. Avellino rimonta con un 9-0 per finire il tempo. Reggio ha perso un’occasione. Ma se continui a svellere i ferri da tre punti con tiri piedi per terra alla lunga paghi, perché la Sidigas è arroccata in area e non esce mai, i rimbalzi sono suoi e può correre.

Inerzia nuovamente ribaltata.

GARA 6: TERZO QUARTO

Bravo Nunnally e Avellino che esplora i mismatch: Leunen marcato da De Nicolao.

Solito canestro allo scadere dei 24″ di Aradori. Se ci fosse una graduatoria statistica su questo specifico tiro la vincerebbe lui a mani basse.

Avellino ha momenti dove si ostina a forzare i lob con la difesa che chiude dentro senza muoverla. Comunque avrebbe senso andare side to side e poi lobbare per il lungo anche se Reggio è adattata.

Ragland, dal nulla, senza ritmo. Con De Nicolao spettatore non pagante. Chapeu.

Corner three di Kaukenas. Pesantissimo, perché Avellino forse farà un passo in più fuori dall’area.

Reggio non va a rimbalzo coi suoi piccoli (solo Aradori). Avellino, al contrario, va a rimbalzo con gli esterni e Cervi, tenendo Leunen a riequilibrare la transizione difensiva. Questo sposta, perché genera più possessi.

De Nicolao è un fallo waiting to happen su Ragland. 4 (tutti uguali) ed è un problema.

Reggio sta lentamente franando in difesa. Anche se il punteggio è praticabilissimo, si percepisce in modo netto che i biancorossi sono già un mezzo passo indietro sugli uno contro uno dei padroni di casa.

Troppo presto bonus esaurito, troppo presto.

Golubovic servito profondo e in movimento. C’è ancora speranza.

Della Valle in difesa su Ragland: Zorro (Ragland) contro il Sergente Garcia (ADV… Che la faccia cattiva la fa solo in attacco)

Della Valle, again, contro Pini sulla riga di fondo. Ragazzi che lavor…. Altra cosa: gli esterni reggiani sono sempre impastati sui blocchi dei lunghi avellinesi, usare un po’ più di cattiveria e durezza per seguire il palleggiatore? È’ troppo?

Zona 3-2, passaggio a 45 gradi e Ragland che la uccide così, senza alcuna pietà. Vanificando la precedente bomba dall’angolo di ADV.

31″ dalla fine del terzo quarto: transizione difensiva di Reggio che non è commentabile per pudore. Alley hoop per Cervi che schiaccia. E Golubovic ha solo ragione a incazzarsi. Se non hai un compagno che ti aiuta in una situazione del genere…  #ciaone

GARA 6: QUARTO QUARTO

Menetti... e cinque

Canestrone di Hacker allo scadere dei 24″ per una volta che Reggio difende con tutti e 5 per tutto il tempo.

Avellino muove la palla, Reggio cambia con tutti, Cervi finisce con Della Valle sotto canestro: 2 punti “and one“. La pazienza viene premiata.

Ragland pazzesco nel trovare canestri pesanti rubando il tempo al difensore. Kaukenas colpevole nel caso per non aver accorciato su di lui, ma insomma… Secondo tempo con gli attributi per l’ex Cantu e Milano.

Rimas poi fa un canestro in uno contro uno su Buva, poetico, va detto. Tanta roba lo step back dalla media con la mano del croato in faccia.

Aradori che sbaglia l’arresto da solo dalla media. Non te lo puoi permettere in trasferta. Soprattutto perché Reggio viene da un paio di serie difensive di grande qualità. Bisognava capitalizzare.

Ragland è un grande, però se la gente gli lascia le uscite comode diventa ancora più facile. La complicità di Reggio sul secondo tempo, super, dell’americano c’è e non va negata.

Kaukenas riapre con la bomba da tre. Avellino cala di fisicità a rimbalzo e viene punita.

Poi chiami la zona e ancora una volta prendi un canestro facile dal lato debole. Allora ditelo….

De Nicolao che sbaglia tre appoggi a canestro consecutivi. Anche questi sono errori che non ti fanno vincere un close out game in trasferta.

2’46”: solito Kaukenas che si allaccia con Cervi sul blocco centrale (solo che questo giro Paternico e non ci casca), Green si arresta con Polonara totalmente dritto e contemplativo, Silins e Aradori a casa su Leunen e Nunnally. Ai tempi di Dadone una difesa così valeva le ripetute sui gradoni del Bigi. Adesso è solo un “dai, dai, dai”….

Avellino-Reggio dettaglio gara 6

1’22” Ragland che si infila tra Silins, Polonara che si nasconde dietro a Cervi e Kaukenas a mezza via. Altro errore grave, altro appoggio facile. Troppi errori in questo secondo tempo. Troppi.

Avellino-Reggio Gara 6 finale

Tutti alla settima quindi. Tutti, compresi i “fantasmi”….

GARA 5: TRE CONSIDERAZIONI VELOCI

Gara 5?

Tre considerazioni mi sovvengono. Di più credo non se ne possano fare, anche perché siamo alla vigilia del primo “dentro o fuori” di queste semifinali.

Scusandomi con gli “affezionati lettori” per il ritardo di questo post. Ma sono state giornate intense. Vi ho trascurato. Probabilmente succederà ancora. Me ne scuso in anticipo e confido sulla vostra comprensione.

Comunque…

Gara 5. Tre considerazioni veloci quindi.

Darjus Lavrinovic_Gara 5

1) Mi stupisco di chi si stupisce. Finalmente, sull’orlo del baratro e all’indomani di una scoppola storica al termine di una partita non giocata, lo staff tecnico reggiano ha fatto il suo mestiere ed ha finalmente preparato una partita su basi tecniche diverse. Più adatte a mettere in difficoltà gli avversari che stavano facendo quello che volevano ed erano perfettamente adattati al gioco reggiano. Quindi, quando ho visto Lavrinovic (a proposito, prego che i 25′ di gioco di Gara 5 non presentino il conto questa sera e in una eventuale gara 7. Corre “zoppo”. Si vede benissimo. Registro, per altro, rumors dicono che Veremeenko sia già vestito stasera e up and running per l’ultimo atto della serie, se servirà)  con due piedi piantati in area sul Pick and Roll centrale bello staccato da Cervi, con gli esterni tutti “a casa” sui tiratori avversari, ho ovviamente salutato l’habemus papam, peccato, che queste cose  dovevano essere fatte prima. Probabilmente ci si sarebbe evitati un’umiliazione (si certo, ci sono le creme urticanti, le minacce, le uova, gli attacchi batteriologici, e i rischi di uno showdown termonucleare tra Reggio ed Avellino, ok….) e tutto quello che ne è conseguito.

Avellino Time Out - Gara 5

2) Avellino, come pensavo, non ha meritato di vincere giovedì sera. Quindi al di là di tutto, il 3-2 nella serie non fa una grinza. Quello che si è notato è che la squadra si aspettava sì qualcosa di diverso rispetto alle quattro partite precedenti, ma che, nonostante l’essere preparati, non è riuscito a tradurlo in una manovra fluida ed efficace. Diciamo che i lunghi hanno avuto una off night , non solo per quanto riguarda le percentuali e la contudenza al tiro, ma anche negli aspetti del gioco che avevano fatto la differenza per la Scandone nei due incontri in Iripinia: blocchi col portatore di palla, tempi di esecuzione, decisione nel fare le cose. Cervi e Buva sono apparsi esitanti e con poco timing nelle loro conclusioni. Avellino ha fermato troppo la palla e non ha attaccato, secondo me, con la necessaria cattiveria e decisione. Poco da fare, a Reggio, per vincere bisogna giocare la partita perfetta e con continuità. Altrimenti si perde. E’ così. Funziona così. E finchè Reggio Emilia gioca nella sua casa, sarà sempre così.

3) La questione arbitrale. Non mi soffermo su chi ce l’ha più lungo tra reggiani e avellinesi. Di Rocco Siffredi ce n’è uno ed è molto più che sufficiente… Nè mi va di buttare il cervello all’ammasso. E’ uno sport che fanno già in troppi. La povertà tecnica di certi arbitri è palese ed evidente. Siamo arrivati a un punto in cui dalla terna che viene designata si può intuire se ad essere favorita è la squadra di casa o in trasferta. Il che è incredibile. Basta solo essere un po’ addentro a certe dinamiche e conoscere le “caratteristiche” di certi arbitri. Io quello che non sopporto più é che, a parte, quei due o tre “mostri sacri” della fischiata, vedo direttori di gara che non conoscono minimamente i giocatori che dirigono. Non ne conoscono le tendenze di gioco, i loro movimenti in campo, cosa fanno per eventualmente “ingannarli” (fa parte del gioco essere furbi. Ma anche lì, basta saperlo e ci sono rimedi). Ecco quello non sopporto è la totale assenza di “scouting” da parte di moltissimi arbitri. Mi si viene a raccontare che anche la terna arbitrale è una “squadra”? Ebbene le squadre preparate spesso hanno la meglio su quelle non preparate. Vale per quelle che giocano, e vale per quelle che fischiano. Perché è ovvio che certe fischiate – sbagliate – nascono dal fatto che gli arbitri conoscono a menadito il regolamento ma poi non conoscono i giocatori e lì accade il cortocircuito di chiamate assurde cui abbiamo assistito in queste partite. Inoltre, come avevo accennato altre volte, dalle serie inferiori non arrivano certo segnali incoraggianti sulla qualità arbitrale. Quindi, il problema c’è; il dibattito, a mio avviso, ha senso (ovviamente quello intelligente. Quello da tifo estremista o quello cerchiobottista “DC” è semplicemente deleterio) di esistere, ed è giusto che se ne continui a parlare. Le bocce sono in movimento? E quindi? Cos’è? Non si deve “disturbare il manovratore” nel solco della peggior mentalità italica? Se i toni sono quelli duri, ma civili (e soprattutto non faziosi), ben vengano.

Intanto, buona Gara 6.