DE NIK E ADV NON BASTANO, MILANO VA 2-0

De Nik e Adv. Tutto il resto è noia.

O meglio è 2-0 per Milano che dimostra ancora una volta di essere un diesel con, in aggiunta rispetto a gara 1, il fatto di non avere mollato quando ha finalmente trovato il ritmo e la quadra giusta.

Ragionandoci, l’Olimpia è stata notevolmente più brillante e continua in attacco. In difesa, al contrario, per due quarti e mezzo la squadra di Repesa ha abbassato i suoi standard di aggressività e presenza, rispetto a gara 1. Ha difeso ottimamente nei primi secondi dell’azione ma perdendo smalto mano a mano che i 24″ progredivano. Chiaro che, però, a vantaggio dei milanesi c’è il fatto di avere un roster lunghissimo, ergo, con ampie, amplissime possibilità di giocare press per tutta la partita e fiaccare le resistenze Reggiane che ormai paiono al lumicino.

Statisticamente c’è poco da fare. Se in due partite concedi 87 e 94 punti, che alla media fa 90.5 punti, come si può pensare di vincere su qualsiasi campo di Serie A? Se concedi 12 rimbalzi in più agli avversari, se perdi 20 palloni (e ne recuperi solo 5), se la tua efficienza offensiva è di 0.91 (e quella degli altri è 1.11), se la valutazione complessiva è di 113 a 55, come pensi di poter vincere?

Reggio, da un certo punto di vista, ha fatto anche troppo. Nelle condizioni date. Innanzitutto questa Milano non è quella che ha giocato la serie contro Venezia. Pur con i soliti “buchi”, le rotazioni di Repesa paiono più puntuali e pare una squadra con una certa quadratura. Anche dalle dichiarazioni, pre e post gara dei loro giocatori, si nota come ci sia rispetto per l’avversario e la perfetta consapevolezza di avere a che fare con una squadra pericolosa. Probabilmente Venezia l’hanno sottovalutata, Reggio no. Quindi stanno “giocando”. Il punto è: cosa serve per vincere a Milano in inferiorità di organico e di talento su tutto il roster? Sicuramente una partita “perfetta” da parte di tutti i giocatori sani a disposizione i quali dovrebbero dare, tutti, qualcosa in più, indistintamente, su entrambi i lati del campo. Sapere che se si gioca soft in difesa, alla lunga non si sta in campo. Una certa durezza mentale. Perdere pochi palloni. Tenere botta nella lotta a rimbalzo. Se il tuo miglior rimbalzista è De Nicolao (5 in gara 2), ci sono enormi problemi. Kaukenas 0 rimbalzi, Della Valle 0 rimbalzi, Needham 0 rimbalzi, Silins 3 rimbalzi (Veremeenko e Lavrinovic 2, Polonara 3). Questo in gara 2. Della Valle e Kaukenas hanno preso 0 rimbalzi anche in gara 1 (Needham 3, De Nik 3, Silins 2.) ed anche il differenziale sotto i tabelloni, in gara 1, è stato -15. Il film non mente. Gli esterni di Reggio non vanno a rimbalzo e quindi non generano quei possessi in più che possono tenere la squadra in vita (e soprattutto scaricano l’onere di dover lottare ad armi impari sui lunghi che però ne hanno veramente poco) e darti quindi una chance se non altro di competere in condizioni di palese inferiorità. In più se tratti male la palla…

Infine, spiace dirlo, ci sono giocatori che questa serie finale non la stanno giocando. Derek Needham sta dando l’impressione di essere in una cosa più grande di lui e non riesce a garantire quella solidità che sia contro Sassari che contro Avellino è riuscito a dare (almeno in parte). Achille Polonara in questa finale non c’è entrato. Al di là dei limiti tecnici, è proprio l’atteggiamento che è sbagliato. Arrendevole. Passivo. Scarico. Gli stanno togliendo le sue mattonelle e lui smette. Invece, dovrebbe, e qui si vede che forse forse il massimo livello ancora non gli appartiene, provare a rendersi utile in tante altre piccole cose: rimbalzi, recuperi, difesa e fisicità in post basso. Se pensa che, siccome è Polonara, i vari Sanders, Macvan, McLean e compagnia cantante si facciano da parte, è già finita la finale… E non si puo nemmeno sperare che uno di 39 anni (Kaukenas) faccia 27 ogni due giorni o che le ginocchia martoriate di Lavrinovic reggano brillantemente contro degli alteti come i centri di Milano…

Si torna al Bigi. E’ l’ultima speranza. La sua mistica. Molte cose cambieranno. Questo è certo. Reggio avrà una fisicità diversa e un’intensità diversa. Milano è notorio che in posti come Via Guasco fatica a giocare e concederà probabilmente di più. Sarà sufficiente per ribaltare la serie? Difficile pensarlo adesso. Realisticamente, la Grissin Bon deve pensare a giocare un basket molto più efficace e provare a portare a casa Gara 3. Provare a minare le certezze di Milano. Occorrerebbe costringerla ad una battaglia senza quartiere. La mistica del Bigi potrebbe spingere i biancorossi a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Vista così, tuttavia, questa EA7 sembra assai poco negoziabile alla lunga…

FINALE GARA 2: PRIMO QUARTO

De Nik vs Kalnietis

Inizio identico a gara 1. Milano sloppy e imprecisa, Reggio che muove palla e uomini, soprattutto è aggressiva.

Brutta roba di Veremeenko che non punisce un raddoppio sul pick and roll fatto con gli angoli sbagliati da Milano.

Milano gioca un basket troppo rimasticato. Transizioni ai due all’ora, spaziature non buone e lato debole che non si mette in visione. Lafayette già sul cubo dei cambi…

…Per Simon che prosegue l’abulia.

Pick and roll centrale, solito problema. Vado io, vai tu, due liberi per Gentile…

Sanders al bar su finta da libro di testo di Della Valle.

Ma Reggio ha preso un “canestro più fallo” da rimessa laterale!!… Ma perché?! (Rientro di Kaukenas che non si intende con ADV, che costa il fallo di Veremeenko. Brutto, brutto… e brutto).

Secondo me questa cosa non entra in testa ai giocatori di Reggio. Sono in inferiorità numerica, non hanno il controllo dei rimbalzi, se DeNicolao Tira da 3 dopo 0 passaggi i casi sono due: o segna o lascia il contropiede a Milano che, puntualmente, capitalizza prendendo fallo (e secondo fallo di De Nicolao che ne ha combinata una grossa).

Sanders pigrissimo in difesa.

Secondo di Kalnietis. Non buono

Reggio fa troppi falli.

Tecnico a Batista, molto malaccorto.

Se Reggio muove la palla il canestro lo trova, anche perché Milano non si capisce come difende: se cambia, non cambia…

Milano sta continuando a giocare come gli ultimi due minuti di gara uno. Molto superficiale l’inizio dell’Olimpia

Reggio non ha proprio il cinismo di fare bene le piccole cose. Perdere una palla perché non la si sa passare al pivot a questo livello é deleterio, perché la Grissin se la sta giocando, e anche meglio di Milano.

Due palle perse consecutive di Reggio….

Come ha difeso il post basso Cerella. Ammirato

Reggio, che è stra in partita, alla fine del primo quarto ha i suoi due playmaker rispettivamente con 2 (DeNik) e 3 (Needham) falli. Milano ha tirato tanti tiri liberi quanti una squadra in un’intera partita.

Della Valle in ritmo. Prima quarto con Reggio che gioca di più ed è giustamente in vantaggio. A parte Cerella, Milano é pigra e supponente in difesa, quindi paga.

FINALE GARA 2: SECONDO QUARTO

Adv vs Cincia

Reggio tratta malissimo la palla e viene punita da Lafayette in transizione. Da -1 a +4 Milano per gentile concessione reggiana.

Tre palle perse di fila…

Sanders dal nulla. Milano ha un attacco stanziale ma Sanders è Sanders…

Milano ha preso vantaggio lucrando sugli errori di Reggio, ma l’Olimpia perde aggressività mano a mano che l’azione va avanti (anche questa cosa è risaputa). Reggio e li è non molla.

Sanders gioca senza testa un pallone e Milano prosegue con l’atteggiamento sbagliato, Reggio si mette a zona ma in attacco continua a combinarne due buone e tre cattive. I padroni di casa ringraziano.

Ecco un Sanders moment: bomba dai 45′ e poi è una pantera nell’anticipare il lead off pass di De Nicolao… Milano tira fiato.

Cerella cura Della Valle in attacco che poi commette il terzo fallo su una giocata soft in difesa visto che concede un 2+1 a Kalnietis in contropiede. Milano sta dando la seconda spallata nel quarto.

Reggio resiste perché converte gli scarichi sul lato debole. Milano é cinica nel punire ogni errore difensivo reggiano.

Domanda: a parte il tiro, Lafayette è un giocatore da Olimpia Milano?

Silins sfortunato allo scadere.

Diciamo che gli attacchi stanno prevalendo sulle difese. Milano, come detto, ha prosperato sulle palle perse e sui falli di Reggio. Quelle sono le due differenze che fanno sì che Milano chiuda in vantaggio il primo tempo di gara 2.

FINALE GARA 2: TERZO QUARTO

Rakim Sanders

Post basso di Gentile, contro De Nicolao. Sarebbe una situazione da raddoppio ma non arriva. Uno contro uno sulla riga di fondo ed è canestro.

Bomba di Vova! Ma se tirasse un po’ di più sto ragazzo… La meccanica e buona, perché no?

Percentuali che calano, e le difese che iniziano a dettare un po’ agli attacchi cosa fare. Reggio é lì, a contatto. Se la gioca ma non ha la forza di mettersi davanti. Milano a folate. Gentile, Kalnietis… Momenti di singoli giocatori, ma poco spirito di corpo questa sera.

Altra forma di Parmigiano che viene lanciata a Lavrinovic in post basso. Una cosa che fa accapponare la pelle i puristi della tecnica.

Finta di sopraciglio del Golden Boy di Milano che manda al bar anche il Gobe. Arresto al gomito, il tempo per un caffettino, tiro. Punto due. Si torna di difesa. Bella la vita….

Bravo De Nicolao che sta tenendo in piedi Reggio. Gentile in difesa nella terra di nessuno.

Kaukenas alla seconda topica difensiva della partita, a farfalle su Simon che si arresta per un corner three. Un regalo. Un vero regalo e non una roba da Kaukenas. Annullato l’effetto positivo del gioco da tre punti di De Nicolao.

Ma bisogna proprio giocare gli alto/basso con Polonara che passa? Terza persa in situazione simile. Qui per fallo in attacco di Lavrinovic che sta oggettivamente facendo molta fatica.

E poi c’è la scena di Darjus che va dritto dal connazionale Slanina a sfogare la sua frustrazione. E sì che gli allenatori sono Menetti e Cagnardi. Boh….

Grandissimo tacco di Lafayette! Peccato che sia palla persa…

E Kaukenas gliela rimette in mano dalla rimessa. Che fine….

Sardella, tecnico a richiesta di Repesa. Ma è terza palla persa del lituano che stasera mostra una qualche smagliatura.

Milano è “fantastica”, perché veramente quando ti può ammazzare, lei ti salva. Ti tiene lì, ti rosola, ma non ti cuoce mai. Una cura medioevale cestistica praticamente…

Altra palla persa di Reggio… Tutta la gamma è stata messa in mostra.

De Nicolao davvero tanta roba stasera. Per cuore e presenza.

E niente, come detto, Reggio sull’orlo del crollo, chiude il terzo quarto sotto di sette sulle invenzioni di Della valle da tre punti.

FINALE GARA 2: QUARTO PERIODO

Un time out di Milano

Close out da V.M. 18 di Veremeenko su Sanders che attacca la trazione integrale e va dentro portandosi dietro anche Della Valle. Gioco potenziale da tre punti trasformato e Milano nuovamente a +10.

Ripeto: Needham out of character. Perde Lafayette sulla riga da tre punti ed è una dimenticanza sanguinosa. +11 Milano. Repesa si è dimenticato Kalnietis in panchina…

Se non giocate fisico contro Sanders venite spazzati via. Polonara non fa tagliafuori e paga.

Della Valle passaggio pazzesco a Veremeenko dal palleggio.

Sanders ha fatto tremare anche Piazza Duomo!

A questo punto aspettiamo che Milano molli le mani dal manubrio, perché la partita così pare andata…

Siamo a Degli Esposti e Lever in campo. Il garbage time è iniziato. Ci si vede a gara 3.

PILLOLE DA GARA 2: CHI VINCE E CHI PIANGE

Pillole da una battaglia.

Pillole da una partita in cui c’è una squadra che rifiuta di perdere e che vive delle emozioni e dell’energia che il catino del Bigi riesce a “passare” ai giocatori – coi giocatori che si nutrono di questa e che restituiscono al pubblico in una sorta di ciclo virtuoso – e un’altra che invece è palesemente sull’orlo di una crisi di nervi.

Non so se è per presuzione. Non so se è un fatto inconscio di essere convinti di venire a Reggio Emilia e pensare che giocando il “solito basket” si possa strapparne una e disequilibrare la serie sfruttando poi il fattore campo. La realtà è un po’ diversa. E con la realtà ci si fa i conti, senza piangere. Soprattutto se si parla di professionisti…

Quindi, niente, la Grissin Bon vince anche gara 2 e indirizza la serie. Che rimane lunga, ma o la Scandone inizia a trovare risposte da tutte le sue punte di diamante o da lunga, diventa… breve!

Queste sono le mie pillole di ieri sera, quarto per quarto, così come i “fatti” si sono svolti. Una sorta di raw footage. Con un paio di pensierini finali.

A vous

PILLOLE DAL PRIMO QUARTO

Cervi e Polonara a fine partita

Cervi è un fattore (e mi spiace molto per il problema alla caviglia).  Questa volta Avellino è stata brava e precisa a trovarlo e lui ottimo nel rendersi “disponibile” a ricevere e attaccare. Soprattutto, se inizia a mettere con continuità il tiro frontale (scoccato ad altezze himalayane) per lui è tutto un altro giocare.

La Scandone dall’altra parte non ha l’uomo per marcare Lavrinovic (ma la domanda è: chi è che ha l’uomo per marcare Darione?). Darjus è magistrale nel farsi trovare nei punti dove la difesa avellinese soffre (in punta, negli angoli) e da lì operare con la sua tecnica pazzesca. Peccato che poi in difesa venga esposto da questi show sistematici dove lui va in difficoltà non essendo veloce di piedi.

Farraginoso l’attacco alla 3-2 di Reggio, troppi palleggi, per vie perimetrali e troppo uno contro uno insistiti. La prima serie ha trovato Golubovic “all’indicesima ora” e son stati due punti, la seconda volta è stata una forzatura. Da migliorare.

Lo spauracchio Nunnally silente nel primo quarto. Silins è un francobollatore di alto livello, e il californiano sembra non essere troppo intenzionato a forzare l’assunto fin dall’inizio. Vediamo…

PILLOLE DAL SECONDO QUARTO

Finalmente una partita con fisicità e tattica da playoff.

Reggio va sotto e fatica in difesa quando Avellino è pronta al sistematico show reggiano e fa scattare le sponde. Il che significa punire tutti i Miss match.

La difesa di Aradori su Nunnally non è proponibile e infatti Avellino va avanti di sette con continuità.

La scossa emotiva, manco a dirlo, la dà Della Valle con un gioco da 4 punti. Mette il pubblico in partita ed è come se cospargesse di aggressività i compagni che in difesa improvvisamente sono su tutte le linee di passaggio.

Stefano Gentile al tiro. Una delle pillole di Gara 2Avellino perde pazienza e misura, prende tiri affrettati e concede quello che nessuna squadra vuole concedere al Bigi: la transizione alla Grissin Bon. Il protagonista è quello che non t’aspetti: Stefano Gentile che indovina due bombe pesantissime e un canestro da in puro stile Gelso del sabato pomeriggio.

Di solito in queste situazioni (La Grissin Bon a +7)  Reggio va via. Invece Avellino é brava e fortunata. Brava perché rimane nel piano partita, esplora i miss match coi suoi lunghi e gioca una buona difesa. Fortunata perché per l’ennesima volta in questo primo tempo, scommette sull’imprecisione da tre di De Nicolao (ennesimo tiro aperto non trasformato, ma, al contempo, la convinzione che quel tiro l’avrà per tutta la partita e deve continuare a prenderlo) e viene ripagata. Chiudere a -1 il primo tempo, con l’inerzia rimessa in equilibrio non è male per gli irpini.

PILLOLE DAL TERZO QUARTO

Avellino appena Reggio sale di chili e presenza dentro l’area non ha risposte. Polonara è senza intensità e poco presente, il che rende l’area reggiana un Tonno RioMare. Con Lavrinovic (e Silins da 4, fisico e mobile) e pure, con tutti i suoi limiti, Golubovic-Silins, Reggio ha una “contundenza” che Avellino non riesce a pareggiare. Al contrario il suo attacco batte in testa e in difesa le risposte sono farraginose.

Se però l’Mvp del campionato non attacca mai Aradori, io allora iniziò a scuotere la testa. Non si può vivere solo di appoggi ai lunghi. Bisogna avere anche una qualche alternativa.

Della Valle al tiroGentile e Della Valle. Il secondo è una certezza. Ma il primo finalmente fa vedere quella dose di cazzimma che aveva serenamente lasciato in Brianza, a Cantù, da dove proveniva quest’estate.

Reggio punisce una Sidigas che cala mano a mano che la partita procede e che non ha nulla da Leunen e troppo poco da Nunnally e Ragland.

PILLOLE DAL QUARTO PERIODO

In serie A si vedono delle chiamate che non stanno né in cielo né in terra. Sembrano visioni lisergiche più che una sana e corretta amministrazione della “giustizia cestistica” di una partita (il fallo di Nunnally su Gentile, LoGuzzo lo ha visto la sera prima mentre era in piena fase REM). Ma d’altronde, dopo aver visto il livello della serie C, posso serenamente concludere che è inutile pretendere di più dalla serie A. Ah, e non andate a guardare l’NBA in questo caso. Anche lì il livello arbitrale sta scendendo drasticamente (Ah, avrei scritto le stesse identiche cose a parti invertite, così prevengo il solito rant del solito curvaiolo col paraocchi….)

Avellino ha “sbragato”. Prima solo palla dentro ai lunghi, poi, improvvisamente non appena Reggio ha preso un po’ il largo, solo bombe senza senso. Al Bigi così perdi. E nemmeno bene.

Lo sport é anche molto crudele. Uno dei migliori in campo, Ivan Buva, che sbaglia il sottomano che poteva riaprire la partita a 1’56” dalla fine. Peccato, però anche queste sono quelle cose che a Reggio paghi. Per vincere bisogna giocare una partita tecnicamente e mentalmente di grande continuità, perché a Reggio basta poco per infiammarsi e dare spallate pesanti. Avellino c’è andata vicino, ma non a sufficienza.

PENSIERINI FINALI

Mi sveglio questa mattina e mi tocca vedere questa roba qui.

 

Ora, dear Mvp: in due partite, vado a leggere hai tirato 8 volte ieri sera e 11 volte in Gara 1. La tua media è di almeno 14 tiri a partita. Ora, certamente grande merito va a Silins che ha fatto una difesa magistrale. Ma tu, caro James, non hai giocato da MVP. Quindi…. cut the crap out, stop whining, and play better. 

La mistica del Bigi. Quella che nel secondo tempo ti fa fare 16 su 29 al tiro. La mistica del Bigi. Quella che non si avrà in una eventuale serie finale. Incredibile… (ma ci sarà tempo e modo di parlarne).