LA FINALE: REGGIO AL TOP, PSICODRAMMA MILANO

La Finale? E’ un rollercoaster di quelli da vivere tutto d’un fiato.

Siamo di nuovo da capo. Due partite e Milano sembrava in totale controllo. Due partite a Reggio e i ragazzi di Milano tornano a casina con le ossa distrutte e un discreto psicodramma.

Poco da dire. Reggio ha meritato tutto. Milano è una squadra in balia degli eventi, del suo (forse) fattore campo e degli umori della sua (presunta) stella.

Primo pensiero. Al di là del cuore, della mistica del Bigi, del #daicandom e del #notinmyhouse, la Grissin Bon ha riequilibrato la finale, rimettendo a posto quelle “voci” che l’avevano distrutta nelle prime due partite a Milano. Il differenziale a rimbalzi è stato addirittura vincente in gara 3 (35 a 32) e decentemente negativo in gara 4 (41 a 46). Il computo palle perse non ottimale in gara tre (16 per reggio – e 7 recuperi – 12 per Milano e -8 recuperi -) mentre è stato ottimale ieri sera (6 perse di cui 4 nel quarto periodo – e 7 recuperi – contro le 8 di Milano – e solo 3 recuperi). Il punto è che se Reggio perde sei palloni, in casa difficilmente perde. Perché ha il controllo del ritmo della partita, ha la possibilità di prendere conclusioni equilibrate dandosi, quindi, la possibilità di transizioni difensive ordinate ed efficaci, riempiendo l’area. Insomma tutte cose che a Milano non ci sono state e che a Reggio sì. L’efficienza offensiva? 0.99 punti a possesso per Reggio, 0.81 per Milano (poi se mai qualcuno in Lega iniziasse a ragionare di introdurre per le singole partite l’efficienza sui 100 possessi – dato questo che fa capire la reale efficienza in attacco di una squadra – non sarà mai troppo tardi, ma non pretendiamo troppo. In fondo è solo sport professionistico…) in gara 4 e 0.93 per Reggio e 0.91 per Milano in gara 3. Dati che testimoniano come Reggio Emilia abbia alzato il suo livello di gioco, di intensità e di attenzione. Tutti sono andati a rimbalzo e tutti hanno dato il loro fattivo contributo. Certo, il Lavrinovic di gara 3 e quello del secondo tempo di Gara 4 è stato qualcosa di veramente bello da vedere, ma tutti, indistintamente, hanno giocato una partita non solo di cuore, ma anche di testa e di tecnica.

Secondo pensiero. Vogliamo parlare di Milano? Da dove cominciare non si sa.

  1. Da quando Reggio Emilia è tornata in serie A, l’Armani Jeans al Bigi ha vinto solo una volta, tra campionato e play off. Il 9 marzo 2014, 78 a 82. Il resto sono stati solo rovesci. Non proprio una casualità immagino (poi se penso che Reggio voleva andarsi a giocare la finale in campo “neutro” … lasciamo perdere….).
  2. Le rotazioni di Repesa. Discutibili? Come minimo. Ma è normale, quando metà delle energie vengono spese a fare lo psicologo e a gestire le bizze di un singolo giocatore che pedissequamente fa saltare gli equilibri (fragili? Instabili?) di una squadra. Milano a Reggio Emilia non ha proposto nulla. Tante volte Reggio è stata “accusata” di una certa povertà tecnica nel preparare le partite. Ebbene questo discorso vale per l’Olimpia che a Reggio ha sostanzialmente proposto un basket di qualità mediocre. Spaziature inesistenti. Circolazione di palla random. Solo la transizione, quelle volte che Reggio gliel’ha concessa, il pick and roll centrale perché Reggio non lo riesce a difendere bene e iniziative personali. Il resto è stato solo un gran casino. Alessandro Gentile al tiro. La finale per lui è sofferenza
  3. Alessandro Gentile. I freddi numeri: 2 su 10 al tiro in gara 4. 1 su 8 in gara 3. Totale 3 su 18. In gara tre ha sfanculato letteralmente tutti dopo 6 minuti di partita con la sua squadra in vantaggio, così, perché McLean ha osato non intercettare un suo scarico destinato vieppiù al medico sociale in panchina. In gara 4 ha preso il solito tecnico d’ordinanza a poco più di un minuto dalla fine. Avrebbe potuto chiudere (per Reggio) la gara, e dovrebbe ringraziare quelli che ha sfanculato in gara tre, se in 30″ gli hanno ridato la possibilità di vincere. Per me la storia è semplice: se sei il capitano di Milano (e non della squadretta di promozione) ci sono onori e molti oneri. Ascoltando il podcast di TrueHoop (che invito tutti ad ascoltare perché merita), mentre si discuteva dei Golden State Warriors sull’orlo dell’eliminazione da parte dei Thunder, uno dei giornalisti in “trasmissione” raccontava che Bob Myers, giemme dei Warriors, prese Stephen Curry da parte e gli disse più o meno così: “I tuoi compagni guardano a te in ogni occasione. Occhio al tuo linguaggio del corpo e che messaggi mandi loro”. Ecco appunto, i compagni, che guardano al “capitano” (poi non so se i vari Macvan, Simon, McLean, e altri, guardano a lui, però… quello ha un grado) mettere in piedi quelle cifre, non metterla in una vasca da bagno, perdere interesse per la difesa e per di più venire mandati simpaticamente a ciapà i rat non è proprio ciò che si dice un messaggio positivo. Ovviamente sabato sera verremo tutti smentiti, ma il principio rimane. A novembre son 24… Si è giovani. Ma non più giovanissimi….

Terzo Pensiero. Per la serie, cose che fanno male al basket. Messaggio di ieri mattina: «Lanzarini, Mattioli, Mazzoni. Ma che terna arbitrale è?». Quindi come va? 2-2 o 1-3? «2-2. Secco!». Le ultime due chiamate di Mazzoni (quella su Lafayette poi….) sono incommentabili. Adesso mi metto in poltrona, apro i pop corn e attendo serenamente la lezzzzzzioncina dai soliti professori dell’ultima ora…

LA FINALE, GARA 4: PRIMO QUARTO

Il gruppo di Milano

Dopo una buona difesa, Cinciarini ha la genialata di lanciare il contropiede reggiano con un lob inesistente. Milano formato trasferta?

Due palle perse: Batista che spinge Veremeenko come fosse in uno dei peggiori bar di Caracas. Bah…

Reggio fa le sue cose, quando riescono è un appoggio a canestro, quando non riescono sono infrazioni di 24″… Anche lì, Veremeenko deve prendere quel tiro (da tre punti). Non sono situazioni in cui un tiro può essere passato così.

Reggio con la run and jump, Sanders dal nulla la punisce da tre.

Brani di pallacanestro pornografica…

…Prima che Della Valle crei dal nulla

Quarta palla persa di Reggio che non punisce un Cinciarini davvero tanto soft.

Gentile ha difeso due azioni su Della Valle, giustamente troppe, quindi meglio lasciare la penetrazione facile ad ADV

Reggio già in bonus

Kalnietis è un trainwreck... Lanciato è veramente notevole per il ruolo che ricopre.

Eh certo, sicuramente sullo scouting report di Milano su Aradori c’è scritto “passare in quarta in transizione“. Gentile regala il gioco da 4 punti al redivivo bresciano.

Ma la domanda che mi faccio é: ma i giocatori di Milano si parlano? Cioè su un drag che non è nemmeno tale di Lavrinovic, Batista e Gentile cincischiano… Vado io, vai tu…e intanto Aradori piazza la seconda triple… Ehhh e poi penso che l’Architetto deve allenare il Legadue…

Milano arranca, tolto il contropiede primario e un po’ di velocità, siamo alle preghiere on the fly. E in difesa sono un passo indietro su tagli elementari. Aradori in casa sua, piedi per terra, la mette anche in fase REM.

La 3-2 di Milano

E transizione difensiva suicida di Reggio che lascia Simon libero da tre.

Di nuovo uomo…e fallo senza senso di Lafayette.

Milano è in partita grazie ai falli di Reggio e ai liberi che tira.

Sasa Parrillo lancia McLean per una schiacciata… Ovviamente se è negato l’uso delle mani a Silins lo deve essere anche a Cerella eh caro il mio Mazzoni? Cosa dici?

Seconda azione di basket di Milano e secondo fallo di Silins

Pensa te, Milano dal nulla, in vantaggio.

LA FINALE-GARA 4: SECONDO QUARTO

Menetti parla con Sasà Parrillo

Lafayette e difesa due strade parallele che mai si incontrano…

Reggio ama far schiacciare McLean… Bello fare uno show a metà campo con gli altri tre difensori che pensano alla pizza al Paprika…

Cinciarini come Ince nella finale di Barcellona del ’99… Contro Veremeenko la passa all’ala… Che cosa mi tocca vedere… Due tiri ha passato nella stessa azione: due!

Veremeenko che butta al sinbin un cioccolatino di Kaukenas… Non è più la pallacanestro dei vostri padri…

Però è inutile fare la press se poi, una volta tornati  a metà campo, non tieni un palleggio di penetrazione… 

Terzo tiro passato da Cinciarini…

Terzo fallo di Silins… Bad news

Ed air ball…..e Kalnietis

Reggio fatica, Milano non capitalizza perché è totalmente asfittica in attacco

Kalnietis è buono… Molto.

23 falli in 15 minuti… Sticazzi (scusate)

Batista un uomo sull’orlo di una crisi di nervi

Reggio aspetta Milano in area, Milano si continua a scornare contro il muro reggiano ed è come invitare la Grissin Bon a nozze, visto che può correre e finire i contropiedi.

Il pick and roll di McLean rimane insoluto per Reggio.

Lavrinovic questa sera non va alla velocità che in gara 3, mentre Kalnietis ha deciso che stasera “tira” pure il parquet dopo la partita.

Reggio ha deciso di attaccare senza quartiere, capisco la mentalità ma credo che, così facendo, o le percentuali si mantengono alte oppure i padroni di casa concedono a Milano l’unica arma che li sta tenendo a galla: la transizione offensiva e il contropiede primario quando c’è.

Bravo DeNicolao ad esplorare con intelligenza il mismatch Veremeenko-Cinciarini

Aradori-Lafayette in post basso è uno scherzo per Pietro…

Kalnietis… Professorale

Ma Macvan sul pick and roll Aradori/Veremeenko come difende? Ma si può?

Reggio chiude in modo importante un secondo quarto di sofferenza.

LA FINALE- GARA 4: TERZO QUARTO

Darjus Lavrinovic superstar

Terzo fallo di Kaukenas? Davvero?

C’è aria di break reggiano…. Milano è rimasta nella pancia del Bigi. Per altro l’Armani prende canestro con Kaukenas a terra abbattuto da Batista…

Secondo air ball di Cinciarini, questo giro Batitsta raccoglie la palla dalla spazzatura e mette in moto l’Armani.

Kaukenas non punisce una Milano paralizzata.

Polonara non mette il corpo e Sanders fa la voce grossa sotto canestro.

Intanto prende completamente corpo lo psicodramma-Cinciarini, soggetto a Tony Allen treatment… visto che da tre non la mette mai.

Sanders arrabbiato fa paura… Gioco da tre punti mancato però…

Lavrinovic dall’angolo… In silenzio Reggio va via…

Sanders però ha idee diverse

Aradori purtroppo ha fatto una porcheria (antisportivo)… Solo che Milano non capitalizza.

Kalnietis e McLean giù per Macvan e Gentile? Con la squadra che con fatica trova un equilibrio? Perché? Su che basi?

Quarto fallo di Silins

Quanto gioca male a pallacanestro l’Armani Jeans. Ogni serie d’attacco a difesa schierata è un supplizio per gli uomini di Repesa. Reggio sta giocando forte ma in realtà fa le sue cose e le fa bene. Semplicemente gli altri non sono pronti.

Beh Lavrinovic che con una finta di passaggio manda a spasso un’intera squadra é il manifesto migliore sulla presenza mentale degli ospiti. Reggio merita di vincere, vada come vada.

Gentile da 3? Viste le percentuali, la possiamo considerare una casualità.

Quarto di Simon… Mah

Air ball di Simon…. Per chiudere il terzo quarto.

Milano sta in partita su iniziative estemporanee, Reggio ha giocato un terzo quarto veramente solido con un Lavrinovic poetico nel far girare la squadra dalle sue mattonelle.

LA FINALE – GARA 4: QUARTO PERIODO

Polonara, calma non è ancora finita

Ancora un problema enorme sul pick and roll centrale di Milano. Sia con lo slip the pick e passaggio diretto,, che con la sponda McLean si trova a due passi dal canestro a convertire. Non una novità per la difesa reggiana

Ma la testa? Milano per poco intercetta palla, manda in emergenza Reggio che si trova a dover affrettare e McLean spende un fallo assurdo dando ossigeno a Reggio. Poca disciplina, troppe pause mentali, troppo careless in generale questa Armani.

Boh, Sanders ha un vantaggio su Needham… Non lo sfrutta, preferisce anche lui iscriversi al gruppo degli “airballisti” milanesi da tre punti… 

Non fa più canestro nessuno

Needham…. Anzi il suo fondoschiena colpiscono da tre.

McLean che palleggia in contropiede per tutto il campo con Sanders in corsia che non viene servito… La differenza tra un fallo subito e un’azione a difesa schierata, e un potenziale canestro non troppo difficile in contropiede che ti può dare fiducia. 

Tutti a guardare la palla, nessuno che taglia fuori Polonara, schiaccione, e Reggio che va…

Milano è troppo concentrata a fare delle scene isteriche, a Reggio Emilia così non tocchi palla, c’è poco da fare, che continuino pure così…

Reggio non sta ammazzando la partita….perché Milano è pronta ad andare al tappeto aspetta solo il pugno finale, ma se la si continua a graziare…

Kalnietis sparito in questo secondo tempo.

Comunque i più cotti di tutti sono i tre in grigio, le aree sono delle tonnare e a poco a poco ci stanno mollando anche con i fischioni da fiscali tipo quelli con l’uso illegale delle mani et similia

Macvan stoppato da Della Valle??? Ma cosa fa Macvan in campo nel finale a Reggio Emilia in una partita come questa, in cui lui non è un fattore?

Reggio smette troppo presto…,Milano, con nove punti di fila fa tremare il Bigi a 24″ dalla fine.

Fischiata lunare sul raddoppio di Lafayette e McLean su Della Valle. Una roba che non si può commentare da tanto è tecnicamente brutta questa chiamata.

Non ci credo, Milano fa schiacciare Polonara senza riuscire a far fallo! 

81-76. Giusto così. Un risultato che non fa una grinza

Ora sotto con Gara 5.

Sono curioso se l’OIimpia proseguirà su questa china autolesionista e su quanto Reggio sarà in grado di ripetere la consistenza e la solidità mostrata in casa anche lontano dalle tavole del Bigi.

GARA 7: L'EPILOGO PIU' GIUSTO

E’ giusto così.

L’epilogo delle semifinali segnato da una Gara 7 in cui si affrontavano Reggio, Avellino e il “fantasma” di Sassari dell’anno scorso, è terminato in perfetto accordo rispetto all’andamento della gara.

Ha vinto chi se l’è meritato di più. La squadra che ha avuto la dose di fortuna più grande (nello sport conta anche questo. Il fattore C è elemento che non va mai sottovalutato e chi ne dispone ha un vantaggio competitivo importante), e la squadra che ha di fatto condotto dall’inizio alla fine.

Reggio Emilia torna in finale Scudetto per il secondo anno consecutivo. Chapeu.

A ciò che inizia venerdì andrà la chiosa di questo post…

Tornando a Gara 7, tre elementi prima del raw footage.

  1. Ripeto il discorso fatto dopo gara 5. A Reggio per vincere devi giocare una gara perfetta. Senza sbavature. Soprattutto devi essere bravo a cogliere i treni che passano. Senza esitazioni o compromessi. E’ come nei film di Mission Impossible : sai che hai una “finestra molto molto piccola” per poter portare a compimento la missione. Se non sei pronto e ti fai scappare il momento, non hai speranze.

Avellino ha avuto tre volte consecutive la palla per il -2 (o -1). Quella che poteva cambiare l’inerzia dell’incontro. Le ha perse, giocandole in modo scriteriato. Con un’ansia da squadra non pronta. Ha avuto un’altra piccola “finestra” nel quarto periodo quando era tornata a contatto. Anche lì, imprecisione e fretta hanno disinnescato il trabocchetto per Reggio Emilia. Eccola la differenza tra il “convitato di pietra” Sassari e la Sidigas di quest’anno. L’anno scorso il Banco ha sfruttato al meglio (e con fortuna… sempre per tornare al “di cui sopra”) le finestre che le sono state concesse. Il signor Ethan Hunt aveva le fattezze di Jerome Dyson. Quest’anno in Irpinia, Ethan non ha risposto “accetto”.

Comunque, giusto onorare anche la squadra di coach Sacripanti. In casa ha avuto momenti di gioco importanti. E’ stata la squadra più continua in stagione regolare. Ha regalato uno come James Nunnally alla serie A. Ci sono tante cose positive che la Scandone si porta dietro in vista del prossimo campionato. Poi, se il coach si rivede gara 7, secondo me si spara nelle… vabbè.

2. Reggio ha giocato una partita… da “Reggio”. Dico solo due cose. Il quintetto “piccolo” del quarto periodo è stato un rischio oltre il calcolato che si poteva anche non correre. Triplicare il pick and roll avellinese, lasciando sguarnita l’area. Ha pagato. Quindi bisognerebbe tacere. Io dico che è stato un azzardo, forse eccessivo. Figlio, anche, del fatto che allo staff tecnico reggiano Golubovic non va giù. Semplicemente non lo “vede” e non sa come utilizzarlo per il meglio. Questo è l’unico difetto tecnico del “Grande Architetto” (da cui Max due o tre robe le ha imparate. Anche nel “male” si vede…),: quello di non saper innescare un lungo prevalentemente stanziale, da “area di rigore”, con un range d’azione non troppo ampio (cosa che Lavrinovic invece ha…). Da qui, il non più utilizzo per la gran parte dell’ultimo quarto, e da qui l’azzardo della “death lineup” biancorossa. Questo Golubovic merita di giocare minuti di qualità. Soprattutto è quello che, con una difesa sul pick and roll avversario impostata in questo modo, sa muoversi meglio, occupando meglio gli spazi e con tempi più corretti. Fermo restando che un Veremeenko fisicamente a posto mette a posto tutto il meccanismo difensivo reggiano.

3. L’MVP? Si certo, la bomba di Della Valle nel quarto periodo. Il Kaukenas eroico del finale. Io però vado con l’unsung hero del quarto periodo.

Questo signore qui.

Queste sono per me tre giocate-partita in un momento fondamentale del match.

Reggio-Avellino OJ schiaccia in gara 7

Reggio-Avellino OJ difende su Nunnally

Reggio-Avellino OJ da 3

E queste sono le sue cifre nel quarto periodo:

Silins cifre quarto quarto Gara 7

Bravo. Congratulazioni.

Via col raw footage

GARA 7: PRIMO TEMPO

Avellino esce contrattissima. Non trova il canestro. Reggio più sciolta e volitiva con il duo lituano a guidare il bus biancorosso

Reggio già 3 falli però.

Avellino mai canestro, ma continua a prendere rimbalzi

Secondo fallo di Silins. Questo è sicuramente un problema, già evidenziato nelle partite precedenti. Reggio usa troppo le mani e nei momenti sbagliati

Lavrinovic (con passaggio notevole di De Nicolao) spettacolo in post basso e Cervi con due falli che pareggia quelli di Silins

Reggio ha giocato come fosse in vantaggio di 10 punti almeno. Ha fatto tanto volume, ma alla fine, a causa dei falli, e sopra solo di 3.

Buva è calato verticalmente anche in questo primo tempo. Forse era ad un livello non suo prima?

Buva in azione in Gara 7

Avellino fa tanta confusione, sbaglia tiri fuori dal suo spartito, concede il contropiede a Reggio in casa. Sostanzialmente un suicidio.

L’importanza di Golubovic: avere la forza di spostare Buva a rimbalzo e farsi fischiare un fallo a favore. Le gare senza domani si vincono anche così.

Avellino a questo livello di imprecisione non ha chance.

Marques Green non può tenere nessuno degli esterni reggiani.

Lavrinovic commette due errori (Sul primo sinceramente non capisco perché Della Valle non abbia insistito nel l’attaccante Green dal post basso), il secondo clamoroso, e Avellino per contro prende un minimo di ritmo offensivo, riuscendo a trovare il lungo con i tagli verticali verso canestro.

E no, è stato un fuoco di paglia. Reggio lavora bene in difesa, anche di astuzia, la Sidigas invece tratta la palla come fosse un laterizio. I 10 punti al momento ci stanno tutti.

Avellino in questo primo tempo ha una sola formula per fare paniere: il p&r centrale o il passaggio al pivot sotto. Fine. Troppo poco.

Per contro c’è il pick and roll centrale che rimane un rebus per la panchina reggiana. Perché siamo alle solite, se il piccolo avversario prende sempre il vantaggio sul suo marcatore, il lungo può fare show o contain ma è alla mercé dei due attaccanti che lavorano in coppia…

La sintesi del primo tempo é questa. Fossi in Reggio sarei arrabbiato per avere chiuso con soli 6 punti di vantaggio, perché lo scarto poteva, e doveva, essere più largo con più attenzione difensiva. Se fossi Avellino sarei molto sollevato perché “giocando un basket di scarsa qualità” le chance di passare sono intatte. C’è ancora tanto basket…

GARA 7 SECONDO TEMPO

Ma Cervi? Giubilato?

E Golubovic al posto di Lavrinovic?….

Avellino non esegue. Non è precisa. Troppi errori. È’ un basket che esce con fatica dalle mani di quelli in verde.

Solo uno come Lamonica può dare tecnico a Ragland per junk talking al pubblico. Che uno così non possa più arbitrare per raggiunti limiti d’età è la fotografia di come è lo stato dell’arte arbitrale in Italia. Ragland: voto bassissimo per scarsa disciplina. E’ gara 7, non c’è domani, il trash talking col pubblico, anche no… 

Reggio non ha risposte al P&R centrale di Avellino, ma in attacco gli incroci piccolo/lungo sotto canestro e qualche iniziativa personale degli esterni la salvano. Avellino non esegue. Quindi il risultato al momento è la fotografia perfetta di ciò che sta accadendo.

Bomba di Lavrinovic: puro ossigeno. Roba finissima

E poi commette fallo da tre su Nunnally….

Reggio pareggia il terzo quarto. Sofferto il giusto. Avellino ha avuto tre volte di fila la palla per il -2 (o-1) ma lè ha giocate malissimo. In modo “acefalo”.

Ultimo quarto all’arma bianca.

Eccola la scarica di Reggio nel quarto periodo. Ed ecco Avellino che non regge.

Avellino affonda. Reggio va via di prepotenza. Alla sua maniera.

Reggio é Silins.

OJ Schiaccia in gara 7

Ma la Grissin Bon come sta gestendo la difesa? Triplica il p&r? Ma avanti di 10, una roba così?

Leunen la riapre. Il quintetto piccolo di Reggio gira a vuoto.

Kaukenas: che palle!

E Ragland… pure!

Vince Reggio, con fatica. Ma anche con merito.

LA FINALE: DUE PAROLE… FINALI

Dunque venerdì si inizia contro Milano. A mio parere siamo 51% a 49% per l’Olimpia.

L’Armani gioca male a pallacanestro, ha troppi uomini che spesso sono un vantaggio, ma per lei, in questo momento, sono un problema perché non trova mai una quadratura stabile. E’ una squadra che in ogni partita sa che prenderà un vantaggio, ma sa anche che non ha la forza di chiuderla, la partita. Con i talenti di Reggio questo può essere un bel rischio. Dal punto di vista reggiano mi aspetto che vengano valutate con attenzione misure che limitino il post basso di Simon e Gentile che nella partita del Forum di campionato è stata l’arma vincente per Milano. Per parte Milanese mi aspetto di vedere molto Cerella su Kaukenas, e lì il lituano dovrà darci tanto dentro.

Qui bisogna essere consapevoli di un paio di cose. Per come la vedo io, Reggio Emilia ha “semplicemente” confermato il risultato dell’anno scorso. Ha fatto molto. Ma anche niente. Ritengo che abbia delle chance concrete di fare qualcosa di inimmaginabile. Non dico “solo” di vincere. Dico anche, come minimo, di portare lunga la serie, e più la allunghi e più la situazione diventa imprevedibile. Reggio ha un grande vantaggio. Lo sa lei, lo sa anche Milano. Si chiama Pala Bigi ed è situato – leggete bene in via Martiri della Bettola- in VIA GUASCO a REGGIO EMILIA. La mistica del Bigi non è una “bazza giornalistica”: è pura realtà. Chiedete alla Scandone…

Ma la vita è fatta di scelte. Si può scegliere “la cassetta” o un viaggio con biglietti in prima classe verso l’immortalità. Ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio, consapevole che, di quelle scelte, potrebbe portarne anche il peso… (della storia)

Buone Finali.

GARA 6: ANTIPASTO DELLO "PSICODRAMMA"

Gara 6 in the books… E gara 7 sia.

Poco da fare, le premesse di una serie che arrivasse fino all’epilogo, al suo atto finale, c’erano tutte.

Si sono puntualmente avverate. Reggio è andata vicino al colpaccio. Credo che non le sia mancato tanto. Però quel tanto è lo stesso che non ha permesso ad Avellino di non compiere la stessa impresa in via Guasco. Sono campi, il Bigi e il Pala del Mauro (al di là degli eccessi che sono stati documentati) che non permettono errori. Non permettono passaggi a vuoto. Soprattutto non permettono blunders difensivi gravi.

Reggio Emilia ha avuto un treno: il suo secondo quarto difensivamente pregevole e l’Avellino svagata e approssimativa in attacco. Non l’ha saputo sfruttare. Il 9 a 0 con cui gli iripini hanno chiuso il secondo periodo è stato ancor più fatale di un secondo tempo giocato col pedale ben pigiato sull’acceleratore, mentre la Grissin Bon si liquefaceva in difesa.

Due pensieri iniziali/finali, prima del raw footage. Cervi ha momenti di dominanza vera. Complimenti a lui, per essere migliorato e per aver lavorato sul suo gioco. Complimenti ad Avellino e Pino Sacripanti per aver sviluppato un giocatore importante per tutto il movimento.

Il secondo: qualcuno della “combriccola dei moderati” ha qualcosa da dire sull’arbitraggio? Sono tutto orecchi…

Sacripanti- Vittoria in gara 6

GARA 6: PRIMO QUARTO

Reggio parte mettendo tanta pressione sui portatori di palla avellinesi. Il fatto è che la pressione diventa un “eccesso di difesa” e De Nicolao si carica subito di due falli. Inopinati.

Reggio è troppo fallosa. Vuole essere aggressiva e fisica ma dà l’idea di essere sempre un passo oltre il regolamento. Un conto è essere fisici un conto è fare falli in continuazione.

Avellino al quarto possesso offensivo consecutivo. Reggio non fa tagliafuori.

6’43” Kaukenas è talmente preoccupato del lob a Cervi che va in prerotazione su di lui con anche Lavrinovic in copertura, lasciando Veikalas completamente da solo ai 45 gradi. Qualcuno gli spieghi che tre punti valgono più di due (cit Zach Lowe).

Avellino-Reggio Gara 6

Nunnally è una caffettiera… Non tace mai!

Leunen è un play aggiunto, ma Aradori su Nunnally è una liability vera. È’ sempre un passo indietro sull’Mvp.

Poi Darjus si ferma su una moneta e fa un passo di incrocio da pagina del manuale del vero pivot. Da stripicciarsi gli occhi.

Nunnally c’è da dire che oltre a parlare fa anche i fatti. Inizio dirompente e multidimensionale: tutto l’arsenale offensivo in vetrina.

Reggio non tiene dietro. Troppi falli.

Buoni i cambi di lato di Reggio che permettono a Golubovic di stare profondo in area e di prendere i rimbalzi offensivi

Reggio a zona vince la prima battaglia contro l’attacco di Avellino

GARA 6: SECONDO QUARTO

Eccolo il momento ciapa no di Avellino che perde il filo del discorso in attacco, mentre Reggio ha tanta tanta concretezza dal suo centro di riserva.   

E Golubovic che finalmente viene usato “da” Golubovic e lui batte un colpo. 21-21 e palla al centro.

Zoppica Stefano Gentile? Stiramento? Beh sarà sicuramente sfiga….. #chettelodicoaffare

La verità è che Golubovic ha spostato la partita in questo secondo quarto. Buva è il sesto quarto consecutivo in cui è desaparecido e il plantigrado montenegrino trova ritmo, fiducia e conclusioni. Momentum completamente ribaltato.

Avellino che ricommette l’errore delle prime due partite di questa serie di non avere la pazienza di cercare i lob dopo un minimo di circolazione. Il passaggio diretto al lungo con troppa distanza è perfettamente leggibile per Polonara che ruba… Il problema è che in situazioni come queste Avellino non è equilibrata per la transizione difensiva.

Silins usa troppo le mani in difesa su Nunnally e lo fa nei momenti sbagliati. Troppo visibile perché non gli venga fischiato fallo.

Nel momento migliore di Golubovic, mentre era caldo e in ritmo ma, soprattutto, aveva tolto i rifornimenti ai lunghi di Avellino, ecco che… (pausa scenica)… finisce in panchina. Evidentemente era suonato il timer…

Come volevasi dimostrare: Reggio perde la pazienza in attacco. Lavrinovic anziché prendersi il tiro frontale in ritmo forza l’assunto. Avellino? transizione e tiro facile da tre di Green che la rimette in moto. Della Valle abbassa i riccioloni ed entra senza sapere cosa vuole fare, si prende la stoppata di Cervi e Needham ha la genialata dell’antisportivo. Come ti rimetto in vita una squadra che era sul lettino del Pronto Soccorso con i tubi attaccati…. 

Marques Green per ovvi motivi é la liability difensiva di Avellino. Gli esterni reggiani gli mangiano in testa e ci sta che accada.

Avellino tratta malissimo la palla. Ma soprattutto non ha la pazienza di aspettare i blocchi dei lunghi. È’ attanagliata dall’ansia e dalla fretta… e paga.

Rottura prolungata della Sidigas che non riesce più a giocare. Prima grande crisi casalinga per i verdi che sono alla mercé dei biancorossi. +7 Grissin Bon. Manna. Tanta manna.

Mi correggo +9…

Cervi. Il go to guy di Avellino.

Needham che si addormenta e Leunen è una faina… Noootte….

Allora Lavrinovic non ha il volume e in questo momento la forma (presenta una zoppia evidente quando corre…) per contenere la mobilità di Cervi che sta toccando tutti i palloni.

Canestrone di Aacker a 2″ dalla fine del tempo. Avellino rimonta con un 9-0 per finire il tempo. Reggio ha perso un’occasione. Ma se continui a svellere i ferri da tre punti con tiri piedi per terra alla lunga paghi, perché la Sidigas è arroccata in area e non esce mai, i rimbalzi sono suoi e può correre.

Inerzia nuovamente ribaltata.

GARA 6: TERZO QUARTO

Bravo Nunnally e Avellino che esplora i mismatch: Leunen marcato da De Nicolao.

Solito canestro allo scadere dei 24″ di Aradori. Se ci fosse una graduatoria statistica su questo specifico tiro la vincerebbe lui a mani basse.

Avellino ha momenti dove si ostina a forzare i lob con la difesa che chiude dentro senza muoverla. Comunque avrebbe senso andare side to side e poi lobbare per il lungo anche se Reggio è adattata.

Ragland, dal nulla, senza ritmo. Con De Nicolao spettatore non pagante. Chapeu.

Corner three di Kaukenas. Pesantissimo, perché Avellino forse farà un passo in più fuori dall’area.

Reggio non va a rimbalzo coi suoi piccoli (solo Aradori). Avellino, al contrario, va a rimbalzo con gli esterni e Cervi, tenendo Leunen a riequilibrare la transizione difensiva. Questo sposta, perché genera più possessi.

De Nicolao è un fallo waiting to happen su Ragland. 4 (tutti uguali) ed è un problema.

Reggio sta lentamente franando in difesa. Anche se il punteggio è praticabilissimo, si percepisce in modo netto che i biancorossi sono già un mezzo passo indietro sugli uno contro uno dei padroni di casa.

Troppo presto bonus esaurito, troppo presto.

Golubovic servito profondo e in movimento. C’è ancora speranza.

Della Valle in difesa su Ragland: Zorro (Ragland) contro il Sergente Garcia (ADV… Che la faccia cattiva la fa solo in attacco)

Della Valle, again, contro Pini sulla riga di fondo. Ragazzi che lavor…. Altra cosa: gli esterni reggiani sono sempre impastati sui blocchi dei lunghi avellinesi, usare un po’ più di cattiveria e durezza per seguire il palleggiatore? È’ troppo?

Zona 3-2, passaggio a 45 gradi e Ragland che la uccide così, senza alcuna pietà. Vanificando la precedente bomba dall’angolo di ADV.

31″ dalla fine del terzo quarto: transizione difensiva di Reggio che non è commentabile per pudore. Alley hoop per Cervi che schiaccia. E Golubovic ha solo ragione a incazzarsi. Se non hai un compagno che ti aiuta in una situazione del genere…  #ciaone

GARA 6: QUARTO QUARTO

Menetti... e cinque

Canestrone di Hacker allo scadere dei 24″ per una volta che Reggio difende con tutti e 5 per tutto il tempo.

Avellino muove la palla, Reggio cambia con tutti, Cervi finisce con Della Valle sotto canestro: 2 punti “and one“. La pazienza viene premiata.

Ragland pazzesco nel trovare canestri pesanti rubando il tempo al difensore. Kaukenas colpevole nel caso per non aver accorciato su di lui, ma insomma… Secondo tempo con gli attributi per l’ex Cantu e Milano.

Rimas poi fa un canestro in uno contro uno su Buva, poetico, va detto. Tanta roba lo step back dalla media con la mano del croato in faccia.

Aradori che sbaglia l’arresto da solo dalla media. Non te lo puoi permettere in trasferta. Soprattutto perché Reggio viene da un paio di serie difensive di grande qualità. Bisognava capitalizzare.

Ragland è un grande, però se la gente gli lascia le uscite comode diventa ancora più facile. La complicità di Reggio sul secondo tempo, super, dell’americano c’è e non va negata.

Kaukenas riapre con la bomba da tre. Avellino cala di fisicità a rimbalzo e viene punita.

Poi chiami la zona e ancora una volta prendi un canestro facile dal lato debole. Allora ditelo….

De Nicolao che sbaglia tre appoggi a canestro consecutivi. Anche questi sono errori che non ti fanno vincere un close out game in trasferta.

2’46”: solito Kaukenas che si allaccia con Cervi sul blocco centrale (solo che questo giro Paternico e non ci casca), Green si arresta con Polonara totalmente dritto e contemplativo, Silins e Aradori a casa su Leunen e Nunnally. Ai tempi di Dadone una difesa così valeva le ripetute sui gradoni del Bigi. Adesso è solo un “dai, dai, dai”….

Avellino-Reggio dettaglio gara 6

1’22” Ragland che si infila tra Silins, Polonara che si nasconde dietro a Cervi e Kaukenas a mezza via. Altro errore grave, altro appoggio facile. Troppi errori in questo secondo tempo. Troppi.

Avellino-Reggio Gara 6 finale

Tutti alla settima quindi. Tutti, compresi i “fantasmi”….