DE NIK E ADV NON BASTANO, MILANO VA 2-0

De Nik e Adv. Tutto il resto è noia.

O meglio è 2-0 per Milano che dimostra ancora una volta di essere un diesel con, in aggiunta rispetto a gara 1, il fatto di non avere mollato quando ha finalmente trovato il ritmo e la quadra giusta.

Ragionandoci, l’Olimpia è stata notevolmente più brillante e continua in attacco. In difesa, al contrario, per due quarti e mezzo la squadra di Repesa ha abbassato i suoi standard di aggressività e presenza, rispetto a gara 1. Ha difeso ottimamente nei primi secondi dell’azione ma perdendo smalto mano a mano che i 24″ progredivano. Chiaro che, però, a vantaggio dei milanesi c’è il fatto di avere un roster lunghissimo, ergo, con ampie, amplissime possibilità di giocare press per tutta la partita e fiaccare le resistenze Reggiane che ormai paiono al lumicino.

Statisticamente c’è poco da fare. Se in due partite concedi 87 e 94 punti, che alla media fa 90.5 punti, come si può pensare di vincere su qualsiasi campo di Serie A? Se concedi 12 rimbalzi in più agli avversari, se perdi 20 palloni (e ne recuperi solo 5), se la tua efficienza offensiva è di 0.91 (e quella degli altri è 1.11), se la valutazione complessiva è di 113 a 55, come pensi di poter vincere?

Reggio, da un certo punto di vista, ha fatto anche troppo. Nelle condizioni date. Innanzitutto questa Milano non è quella che ha giocato la serie contro Venezia. Pur con i soliti “buchi”, le rotazioni di Repesa paiono più puntuali e pare una squadra con una certa quadratura. Anche dalle dichiarazioni, pre e post gara dei loro giocatori, si nota come ci sia rispetto per l’avversario e la perfetta consapevolezza di avere a che fare con una squadra pericolosa. Probabilmente Venezia l’hanno sottovalutata, Reggio no. Quindi stanno “giocando”. Il punto è: cosa serve per vincere a Milano in inferiorità di organico e di talento su tutto il roster? Sicuramente una partita “perfetta” da parte di tutti i giocatori sani a disposizione i quali dovrebbero dare, tutti, qualcosa in più, indistintamente, su entrambi i lati del campo. Sapere che se si gioca soft in difesa, alla lunga non si sta in campo. Una certa durezza mentale. Perdere pochi palloni. Tenere botta nella lotta a rimbalzo. Se il tuo miglior rimbalzista è De Nicolao (5 in gara 2), ci sono enormi problemi. Kaukenas 0 rimbalzi, Della Valle 0 rimbalzi, Needham 0 rimbalzi, Silins 3 rimbalzi (Veremeenko e Lavrinovic 2, Polonara 3). Questo in gara 2. Della Valle e Kaukenas hanno preso 0 rimbalzi anche in gara 1 (Needham 3, De Nik 3, Silins 2.) ed anche il differenziale sotto i tabelloni, in gara 1, è stato -15. Il film non mente. Gli esterni di Reggio non vanno a rimbalzo e quindi non generano quei possessi in più che possono tenere la squadra in vita (e soprattutto scaricano l’onere di dover lottare ad armi impari sui lunghi che però ne hanno veramente poco) e darti quindi una chance se non altro di competere in condizioni di palese inferiorità. In più se tratti male la palla…

Infine, spiace dirlo, ci sono giocatori che questa serie finale non la stanno giocando. Derek Needham sta dando l’impressione di essere in una cosa più grande di lui e non riesce a garantire quella solidità che sia contro Sassari che contro Avellino è riuscito a dare (almeno in parte). Achille Polonara in questa finale non c’è entrato. Al di là dei limiti tecnici, è proprio l’atteggiamento che è sbagliato. Arrendevole. Passivo. Scarico. Gli stanno togliendo le sue mattonelle e lui smette. Invece, dovrebbe, e qui si vede che forse forse il massimo livello ancora non gli appartiene, provare a rendersi utile in tante altre piccole cose: rimbalzi, recuperi, difesa e fisicità in post basso. Se pensa che, siccome è Polonara, i vari Sanders, Macvan, McLean e compagnia cantante si facciano da parte, è già finita la finale… E non si puo nemmeno sperare che uno di 39 anni (Kaukenas) faccia 27 ogni due giorni o che le ginocchia martoriate di Lavrinovic reggano brillantemente contro degli alteti come i centri di Milano…

Si torna al Bigi. E’ l’ultima speranza. La sua mistica. Molte cose cambieranno. Questo è certo. Reggio avrà una fisicità diversa e un’intensità diversa. Milano è notorio che in posti come Via Guasco fatica a giocare e concederà probabilmente di più. Sarà sufficiente per ribaltare la serie? Difficile pensarlo adesso. Realisticamente, la Grissin Bon deve pensare a giocare un basket molto più efficace e provare a portare a casa Gara 3. Provare a minare le certezze di Milano. Occorrerebbe costringerla ad una battaglia senza quartiere. La mistica del Bigi potrebbe spingere i biancorossi a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Vista così, tuttavia, questa EA7 sembra assai poco negoziabile alla lunga…

FINALE GARA 2: PRIMO QUARTO

De Nik vs Kalnietis

Inizio identico a gara 1. Milano sloppy e imprecisa, Reggio che muove palla e uomini, soprattutto è aggressiva.

Brutta roba di Veremeenko che non punisce un raddoppio sul pick and roll fatto con gli angoli sbagliati da Milano.

Milano gioca un basket troppo rimasticato. Transizioni ai due all’ora, spaziature non buone e lato debole che non si mette in visione. Lafayette già sul cubo dei cambi…

…Per Simon che prosegue l’abulia.

Pick and roll centrale, solito problema. Vado io, vai tu, due liberi per Gentile…

Sanders al bar su finta da libro di testo di Della Valle.

Ma Reggio ha preso un “canestro più fallo” da rimessa laterale!!… Ma perché?! (Rientro di Kaukenas che non si intende con ADV, che costa il fallo di Veremeenko. Brutto, brutto… e brutto).

Secondo me questa cosa non entra in testa ai giocatori di Reggio. Sono in inferiorità numerica, non hanno il controllo dei rimbalzi, se DeNicolao Tira da 3 dopo 0 passaggi i casi sono due: o segna o lascia il contropiede a Milano che, puntualmente, capitalizza prendendo fallo (e secondo fallo di De Nicolao che ne ha combinata una grossa).

Sanders pigrissimo in difesa.

Secondo di Kalnietis. Non buono

Reggio fa troppi falli.

Tecnico a Batista, molto malaccorto.

Se Reggio muove la palla il canestro lo trova, anche perché Milano non si capisce come difende: se cambia, non cambia…

Milano sta continuando a giocare come gli ultimi due minuti di gara uno. Molto superficiale l’inizio dell’Olimpia

Reggio non ha proprio il cinismo di fare bene le piccole cose. Perdere una palla perché non la si sa passare al pivot a questo livello é deleterio, perché la Grissin se la sta giocando, e anche meglio di Milano.

Due palle perse consecutive di Reggio….

Come ha difeso il post basso Cerella. Ammirato

Reggio, che è stra in partita, alla fine del primo quarto ha i suoi due playmaker rispettivamente con 2 (DeNik) e 3 (Needham) falli. Milano ha tirato tanti tiri liberi quanti una squadra in un’intera partita.

Della Valle in ritmo. Prima quarto con Reggio che gioca di più ed è giustamente in vantaggio. A parte Cerella, Milano é pigra e supponente in difesa, quindi paga.

FINALE GARA 2: SECONDO QUARTO

Adv vs Cincia

Reggio tratta malissimo la palla e viene punita da Lafayette in transizione. Da -1 a +4 Milano per gentile concessione reggiana.

Tre palle perse di fila…

Sanders dal nulla. Milano ha un attacco stanziale ma Sanders è Sanders…

Milano ha preso vantaggio lucrando sugli errori di Reggio, ma l’Olimpia perde aggressività mano a mano che l’azione va avanti (anche questa cosa è risaputa). Reggio e li è non molla.

Sanders gioca senza testa un pallone e Milano prosegue con l’atteggiamento sbagliato, Reggio si mette a zona ma in attacco continua a combinarne due buone e tre cattive. I padroni di casa ringraziano.

Ecco un Sanders moment: bomba dai 45′ e poi è una pantera nell’anticipare il lead off pass di De Nicolao… Milano tira fiato.

Cerella cura Della Valle in attacco che poi commette il terzo fallo su una giocata soft in difesa visto che concede un 2+1 a Kalnietis in contropiede. Milano sta dando la seconda spallata nel quarto.

Reggio resiste perché converte gli scarichi sul lato debole. Milano é cinica nel punire ogni errore difensivo reggiano.

Domanda: a parte il tiro, Lafayette è un giocatore da Olimpia Milano?

Silins sfortunato allo scadere.

Diciamo che gli attacchi stanno prevalendo sulle difese. Milano, come detto, ha prosperato sulle palle perse e sui falli di Reggio. Quelle sono le due differenze che fanno sì che Milano chiuda in vantaggio il primo tempo di gara 2.

FINALE GARA 2: TERZO QUARTO

Rakim Sanders

Post basso di Gentile, contro De Nicolao. Sarebbe una situazione da raddoppio ma non arriva. Uno contro uno sulla riga di fondo ed è canestro.

Bomba di Vova! Ma se tirasse un po’ di più sto ragazzo… La meccanica e buona, perché no?

Percentuali che calano, e le difese che iniziano a dettare un po’ agli attacchi cosa fare. Reggio é lì, a contatto. Se la gioca ma non ha la forza di mettersi davanti. Milano a folate. Gentile, Kalnietis… Momenti di singoli giocatori, ma poco spirito di corpo questa sera.

Altra forma di Parmigiano che viene lanciata a Lavrinovic in post basso. Una cosa che fa accapponare la pelle i puristi della tecnica.

Finta di sopraciglio del Golden Boy di Milano che manda al bar anche il Gobe. Arresto al gomito, il tempo per un caffettino, tiro. Punto due. Si torna di difesa. Bella la vita….

Bravo De Nicolao che sta tenendo in piedi Reggio. Gentile in difesa nella terra di nessuno.

Kaukenas alla seconda topica difensiva della partita, a farfalle su Simon che si arresta per un corner three. Un regalo. Un vero regalo e non una roba da Kaukenas. Annullato l’effetto positivo del gioco da tre punti di De Nicolao.

Ma bisogna proprio giocare gli alto/basso con Polonara che passa? Terza persa in situazione simile. Qui per fallo in attacco di Lavrinovic che sta oggettivamente facendo molta fatica.

E poi c’è la scena di Darjus che va dritto dal connazionale Slanina a sfogare la sua frustrazione. E sì che gli allenatori sono Menetti e Cagnardi. Boh….

Grandissimo tacco di Lafayette! Peccato che sia palla persa…

E Kaukenas gliela rimette in mano dalla rimessa. Che fine….

Sardella, tecnico a richiesta di Repesa. Ma è terza palla persa del lituano che stasera mostra una qualche smagliatura.

Milano è “fantastica”, perché veramente quando ti può ammazzare, lei ti salva. Ti tiene lì, ti rosola, ma non ti cuoce mai. Una cura medioevale cestistica praticamente…

Altra palla persa di Reggio… Tutta la gamma è stata messa in mostra.

De Nicolao davvero tanta roba stasera. Per cuore e presenza.

E niente, come detto, Reggio sull’orlo del crollo, chiude il terzo quarto sotto di sette sulle invenzioni di Della valle da tre punti.

FINALE GARA 2: QUARTO PERIODO

Un time out di Milano

Close out da V.M. 18 di Veremeenko su Sanders che attacca la trazione integrale e va dentro portandosi dietro anche Della Valle. Gioco potenziale da tre punti trasformato e Milano nuovamente a +10.

Ripeto: Needham out of character. Perde Lafayette sulla riga da tre punti ed è una dimenticanza sanguinosa. +11 Milano. Repesa si è dimenticato Kalnietis in panchina…

Se non giocate fisico contro Sanders venite spazzati via. Polonara non fa tagliafuori e paga.

Della Valle passaggio pazzesco a Veremeenko dal palleggio.

Sanders ha fatto tremare anche Piazza Duomo!

A questo punto aspettiamo che Milano molli le mani dal manubrio, perché la partita così pare andata…

Siamo a Degli Esposti e Lever in campo. Il garbage time è iniziato. Ci si vede a gara 3.

MILANO 1 - KAUKENAS 0

Milano 1, Kaukenas 0.

Questa è facile. Abusata. Inflazionata. Ma è effettivamente andata così.

Basta leggersi le statistiche reggiane, contro quelle dell’Olimpia.

Rimas ha giocato una partita monstre, per intensità e qualità. Milano gli ha concesso le prime, due o tre, partenze sugli stagger sulla linea laterale, poi però, è stato tanto merito del lituano che ha giocato con durezza e cattiveria.

Il problema è che l’87-80 finale è bugiardo. Per i padroni di casa. Bisogna essere onesti.

Anche ieri si sono viste le qualità di un roster sconfinato – quello milanese – che però va saputo gestire con oculatezza. Come, del resto, si sono visti anche i difetti dello stesso: l’incapacità di “uccidere” le partite. I picchi di intensità, seguiti a momenti di abulia. Il fatto che Simon e Gentile facciano scopa, perché se gioca bene l’uno non gioca bene l’altro e viceversa.

Tre aspetti.

  1. Milano ha un valore aggiunto quando riesce a schierare per lunghi tratti McLean, Sanders e Cerella assieme. Ha la possibilità di cambiare su tutti, ha un’intensità pazzesca, Cerella è un giocatore talmente applicato difensivamente da risultare di ugual qualità di uno che ti fa 20 punti (Della Valle è stato cancellato dal campo quando è stato “curato” dall’italoargentino) e McLean ieri ha fatto qualsiasi cosa. Il 27 di valutazione, 1.63 di efficienza offensiva, tre assist, due di quelli arrivati attraverso un paio di fucilate side to side da lasciare col fiato sospeso.
  2. Se pensi di avere una chance di vincere a Milano prendendo 15 rimbalzi in meno (e riuscendo a perdere anche un pallone in più), puoi risvegliarti da questo momento onirico. Se è vero che la pallacanestro è un gioco di possessi, la quantità e il volume di gioco proposto dai padroni di casa è stato ovviamente portato alle “estreme conseguenze” proprio da queste cifre. Reggio, perso Aradori che è l’unico che ha istinto e va forte a rimbalzo tra gli esterni, è stata spazzata via dalla cattiveria e dalla fisicità di Milano. Purtroppo i reggiani sono rimbalzisti “atletici” ma poco tecnici. Lo sono con pochi uomini, e troppi pochi esterni. Milano ha giocatori che se non gli si mette un corpo addosso e gli si “rompe” il timing ti mangiano in testa. E’ quello che è accaduto. Poi, se vogliamo aggiungere, non si può vivere di solo tiro frontale o tiro da tre punti. Non contro Milano. Un minimo di gioco interno serve. Un qualche “flash pivot” (visto che Lavrinovic non ci va più, se non con il solito, abusato, incrocio piccolo-lungo sotto canestro che Cerella ha pensato bene di punire con un bodycheck durissimo, distruggendo il tempo del passaggio anche in quella circostanza) – ma anche lì, perso Aradori, chi fa il post up? Polonara? Quello che scarica la palla marcato da Lafayette senza nemmeno provare a giocarsela? – la capacitò di fare un minimo di “dentro/fuori”. Portare la palla al di sotto della linea del tiro libero a difesa schierata servirebbe. Questo si lega all’ultimo punto: muovere la palla. Reggio tutte le volte che ha mosso l’arancia, che ha avuto la pazienza di far lavorare la difesa milanese e trovare il lato debole (situazione in cui notoriamente Milano ha limiti) ha avuto la meglio. L’inizio di partita della Grissin Bon lo testimonia (taccio, per amor di patria sul il quintetto piccolo che marca “dietro” i lunghi milanesi e il doppio stacco in post alto di Silins e Polonara in attacco… Se è vero che ci si allena con intensità, queste robe non possono esistere. Poi, concludo, si passa sempre da due cose per Reggio: la difesa sul pick and roll centrale e il post). Pietro Aradori, infortunato a Milano
  3.  Dopo Gentile, anche Aradori ci lascia l’inguine su un cambio di direzione in partita e Silins ha uno stiramento al quadricipite… Voi chiamatela pure sfiga… Che andate bene. Intanto cambiano gli atleti, ma gli infortuni sono sempre quelli, soprattutto negli stessi periodi dell’anno. Adesso la lotta è totalmente impari. Imparità decisamente autoinflitta. Congratulazioni.

MILANO-REGGIO: PRIMO QUARTO

Reggio con lA uomo a tutto campo subito. Sicuramente un bel messaggio di non sudditanza nei confronti di Milano che non ha ancora passato la metà campo.

Reggio dimostra che qualcosa ha pensato al post basso di Gentile. Raddoppio col lungo al palleggio dell’attaccante, col il “Golden boy” non pronto a leggerlo. Palla persa 4-0 Reggio.

Reggio sta letteralmente portando a scuola Milano su entrambi i lati del campo. In difesa riempie l’area, va “nei posti” dove Milano attacca e costringe l’Olimpia a sbagliare, in attacco muove la palla e colpisce il lato debole dei padroni di casa che è notoriamente deficitario.

Gol di Milano su una “seconda palla”. Per il momento questo è l’unico punto debole mostrato dalla retroguardia reggiana.

Reggio deve avere pazienza. Polonara air ball da tre: non è un problema di non aver toccato nemmeno il ferro e il problema è che la difesa Olimpia non “fatica”.

Milano non pronta sulle corse di Kaukenas. Dall’altra parte Aradori a mani basse sullo “spot up” da 3 di Sanders.

Milano cambia piccolo/lungo anche lontano dalla palla. De Nicolao affretta, perché vede il mismatch ma sottovaluta la potenza di Sanders. Palla persa, transizione difensiva rivedibile dei reggiani che si dimenticano “solamente” di Lafayette che si arresta da 3 e punisce. Sorpasso milanese: 10-9.

Eccoci di nuovo, se Reggio muove la difesa ha sempre un buon tiro. Milano a turno continua a perdere Kaukenas, che punisce puntualmente. Contro parziale reggiano, e si avvicina per Repesa il momento di Cerella.

Riecco il “soldato” Veremeenko.

Difesa “toreador” di Aradori che concede il terzo palleggio a Gentile che segna.

Nuovamente transizione difensiva reggiana non omogenea nel coprire le corsie, ma Sanders è lisergico nel far partire una fucilata per Gentile che si guadagna il fallo in entrata.

Però i liberi del Golden boy non si possono guardare. Un pugnale in mezzo al cuore quella roba lì.

Cinciarini faccia a faccia su Needham, l’azione non deve iniziare dall’americano…

Needham due palloni toccati, due perse. Milano di nuovo avanti

E anche Aradori con un problema muscolare all’inguine. Evidentemente appena vedono i ponti di Calatrava i muscoli di questi giocatori diventano di cristallo…

Quando Reggio ha la pazienza di far toccare la palla a tutti e gestire un attacco collettivo ma ad alto ritmo ha sempre un buon tiro. Quando esce da questi binari, soprattutto mentali, ecco che Milano trova soluzioni. Secondo me si gioca a un ritmo che Milano può sostenere ma a cui non vuole sottomettersi. Tuttavia è così, perché Reggio quando può corre.

MILANO-REGGIO: SECONDO QUARTO

Mettiamola così: l’approccio di Milan Macvan a questa gara 1 di finale è un filo “lascivo” ecco….

Serie difensiva di Milano da libro di testo con cambi sugli esterni e corpo sempre fra palla e canestro, l’airball di Needham naturale conseguenza di tutto ciò.

Seconda bomba di Sanders con close out di Polonara poverissimo: poca aggressività mentale, poca voglia di faticare. Bomba evitabile (+6 di Milano).

Parziale di Milano con aiuto sciagurato di Gentile su Della Valle ben marcato da Simon. Polonara libero e piedi per terra prImo ferro, rimbalzo di Simon che lancia Gentile in fuga. Schiaccione. +8 Milano. Time out Reggio.

Milano è nel classico momento dove dietro non fa passare gli spilli e da lì trova linfa per attaccare. Reggio va solo per vie perimetrali e non ha nulla dentro l’area.

Aradori non riesce a correre.

Reggio ancora a 0 dopo 4′ di secondo quarto.

Primi 5′ di quarto di Milano col fuoco dentro, in difesa tutti tengono tutti e in attacco giocano sulla prima penetrazione e scarico, difesa mossa, seconda penetrazione per tiro o scarico comodo.  Reggio si è spenta come un cerino. 13-0 e Menetti che si brucia anche il secondo time out.

Milano-Reggio Kaukenas

Simon scherza Della Valle in post basso. Non l’ha neanche visto.

Milano-Reggio ADV

Cerella è la dinamo difensiva dell’Armani

Reggio gioca la death line up… Milano risponde con Macvan da 5 e Sanders da 4

Reggio sta con fatica rimettendosi in moto. Milano ha il solito difetto che alla giugulare non ci va mai fino in fondo.

Kaukenas un uomo tra i bambini a Reggio Emilia….

 

27-14 nel secondo quarto, 15-0 di parziale per iniziarlo manco fossimo sul Suzanne Lenglen. Reggio ha mollato sul piano dell’intensità e dell’energia, oltre ad aver perso Aradori per la partita. Solo Kaukenas a dimostrare di avere istinti superiori almeno a questo livello di gioco. Chiudere a -12 per la Grissin è tanta roba. Distacco accettabile. È’ tutto ancora possibile, ma occorre cambiare registro. 

MILANO-REGGIO: TERZO QUARTO

Terzo fallo di Lavrinovic. Non una buona notizia in apertura di quarto.

Se ci fosse lo shot tracker come nel golf per i tiri di Gentile, sarebbe una linea retta… Come pensa di far canestro con ‘sta parabola? 

Sanders… Terza bomba…

Milano butta alle ortiche (vecchi difetti) due palle, Kaukenas dall’angolo la punisce e tiene in vita una Grissin Bon col defibrillatore attaccato…

Lavrinovic sbaglia la bomba frontale che avrebbe rimesso reggio pienamente in partita. I mali del vivere e morire esclusivamente con il tiro da fuori.

Kaukenas di forza riporta in partita la Grissin Bon. Milano non l’ammazza. Come sempre.

Milano trova dalla spazzatura il canestro del +8 dopo che Cinciarini l’aveva fermata, aveva fatto casino con il palleggio e se l’era ritrovata in mano non si sa per quale motivo. Segnali…

Lamonica è il miglior arbitro italiano con piste di vantaggio su tutti gli altri perché oltre che conoscere il regolamento, conosce i giocatori e i loro trucchi….

No aspetta, Polonara marcato da Lafayette in post basso scarica fuori a Veremeenko?… Ho visto bene?? Il padre di tutti i mismatch e tu scarichi la palla fuori? Sul -8 nel terzo quarto di una finale Scudetto?… Vabeh dai…

Milano-Reggio Polonara

Ah Veremeenko la palla l’ha sparata agli spettatori in prima fila. Giusto così….

E poi su forzatura di Lafayette fai gli autoscontri con Kaukenas, Macvan ti prende il vantaggio e alla fine spingi facendo fallo…. Ri-Vabeh.

Needham out of character. Della Valle distratto. Bruttissima palla persa a metà campo, Milano respira e torna con vantaggio in doppia cifra Time out della Grissin Bon

Milano chiude forte il quarto sporcando le linee di passaggio di Reggio e non facendosi più battere dai reggiani. I quali senza Kaukenas sembrano dei pulcini spauriti.

MILANO-REGGIO: QUARTO PERIODO

McLean da tre? Così? Senza avvisare?…Ragazzi…

Reggio recupera palla ma poi non la muove in attacco. Son tutti fermi, tutti sulla riga da tre punti. Così per Milano è facile. Troppo…

Al contrario Milano appoggia sotto a McLean che la spara sul lato debole per Lafayette che punisce 8’34”.

Milano-Reggio McLean

Quando invece la Grissin muove la palla e soprattutto la abbassa sotto la linea di tiro libero gli spazi si creano. Kaukenas ne beneficia per altri due ottimi punti dall’angolo.

Milano ha momenti di oblio offensivo. Improvvisamente tutti smettono. Grissin ancora appesa a un filo. Sottilissimo.

Macvan se non lo tagli fuori subito è bravissimo a prendere il tempo e ad essere sempre in posizione per prendere il rimbalzo offensivo. Molto bravo lui, molto poco intensa Reggio. Per Milano questi extra possessi sono mamma perché più che creare ulteriori opportunità di mettere punti sul tabellone (va da sé che quello è lo scopo del gioco), mangia tempo alle possibilità di rimonta degli ospiti.

Ecco appunto, quando non è Macvan é McLean che poi fa andare delle fucilate impressionanti per i compagni.

Zona… Ultima spes…

E Reggio con tutto quanto a 1’25” e a meno 6. Milano alza le mani dal manubrio e paga. Reggio dimostra di voler giocare ancora.

Sanders aziona le 4 ruote motrici, entra con i cingolati e dà fiato all’Armani.

Simon avrebbe bisogno di una forchetta…

87 punti presi, a Milano perdi.

A domenica, dove si riparte, incredibile vero?, da 0-0