MILANO 1 - KAUKENAS 0

Milano 1, Kaukenas 0.

Questa è facile. Abusata. Inflazionata. Ma è effettivamente andata così.

Basta leggersi le statistiche reggiane, contro quelle dell’Olimpia.

Rimas ha giocato una partita monstre, per intensità e qualità. Milano gli ha concesso le prime, due o tre, partenze sugli stagger sulla linea laterale, poi però, è stato tanto merito del lituano che ha giocato con durezza e cattiveria.

Il problema è che l’87-80 finale è bugiardo. Per i padroni di casa. Bisogna essere onesti.

Anche ieri si sono viste le qualità di un roster sconfinato – quello milanese – che però va saputo gestire con oculatezza. Come, del resto, si sono visti anche i difetti dello stesso: l’incapacità di “uccidere” le partite. I picchi di intensità, seguiti a momenti di abulia. Il fatto che Simon e Gentile facciano scopa, perché se gioca bene l’uno non gioca bene l’altro e viceversa.

Tre aspetti.

  1. Milano ha un valore aggiunto quando riesce a schierare per lunghi tratti McLean, Sanders e Cerella assieme. Ha la possibilità di cambiare su tutti, ha un’intensità pazzesca, Cerella è un giocatore talmente applicato difensivamente da risultare di ugual qualità di uno che ti fa 20 punti (Della Valle è stato cancellato dal campo quando è stato “curato” dall’italoargentino) e McLean ieri ha fatto qualsiasi cosa. Il 27 di valutazione, 1.63 di efficienza offensiva, tre assist, due di quelli arrivati attraverso un paio di fucilate side to side da lasciare col fiato sospeso.
  2. Se pensi di avere una chance di vincere a Milano prendendo 15 rimbalzi in meno (e riuscendo a perdere anche un pallone in più), puoi risvegliarti da questo momento onirico. Se è vero che la pallacanestro è un gioco di possessi, la quantità e il volume di gioco proposto dai padroni di casa è stato ovviamente portato alle “estreme conseguenze” proprio da queste cifre. Reggio, perso Aradori che è l’unico che ha istinto e va forte a rimbalzo tra gli esterni, è stata spazzata via dalla cattiveria e dalla fisicità di Milano. Purtroppo i reggiani sono rimbalzisti “atletici” ma poco tecnici. Lo sono con pochi uomini, e troppi pochi esterni. Milano ha giocatori che se non gli si mette un corpo addosso e gli si “rompe” il timing ti mangiano in testa. E’ quello che è accaduto. Poi, se vogliamo aggiungere, non si può vivere di solo tiro frontale o tiro da tre punti. Non contro Milano. Un minimo di gioco interno serve. Un qualche “flash pivot” (visto che Lavrinovic non ci va più, se non con il solito, abusato, incrocio piccolo-lungo sotto canestro che Cerella ha pensato bene di punire con un bodycheck durissimo, distruggendo il tempo del passaggio anche in quella circostanza) – ma anche lì, perso Aradori, chi fa il post up? Polonara? Quello che scarica la palla marcato da Lafayette senza nemmeno provare a giocarsela? – la capacitò di fare un minimo di “dentro/fuori”. Portare la palla al di sotto della linea del tiro libero a difesa schierata servirebbe. Questo si lega all’ultimo punto: muovere la palla. Reggio tutte le volte che ha mosso l’arancia, che ha avuto la pazienza di far lavorare la difesa milanese e trovare il lato debole (situazione in cui notoriamente Milano ha limiti) ha avuto la meglio. L’inizio di partita della Grissin Bon lo testimonia (taccio, per amor di patria sul il quintetto piccolo che marca “dietro” i lunghi milanesi e il doppio stacco in post alto di Silins e Polonara in attacco… Se è vero che ci si allena con intensità, queste robe non possono esistere. Poi, concludo, si passa sempre da due cose per Reggio: la difesa sul pick and roll centrale e il post). Pietro Aradori, infortunato a Milano
  3.  Dopo Gentile, anche Aradori ci lascia l’inguine su un cambio di direzione in partita e Silins ha uno stiramento al quadricipite… Voi chiamatela pure sfiga… Che andate bene. Intanto cambiano gli atleti, ma gli infortuni sono sempre quelli, soprattutto negli stessi periodi dell’anno. Adesso la lotta è totalmente impari. Imparità decisamente autoinflitta. Congratulazioni.

MILANO-REGGIO: PRIMO QUARTO

Reggio con lA uomo a tutto campo subito. Sicuramente un bel messaggio di non sudditanza nei confronti di Milano che non ha ancora passato la metà campo.

Reggio dimostra che qualcosa ha pensato al post basso di Gentile. Raddoppio col lungo al palleggio dell’attaccante, col il “Golden boy” non pronto a leggerlo. Palla persa 4-0 Reggio.

Reggio sta letteralmente portando a scuola Milano su entrambi i lati del campo. In difesa riempie l’area, va “nei posti” dove Milano attacca e costringe l’Olimpia a sbagliare, in attacco muove la palla e colpisce il lato debole dei padroni di casa che è notoriamente deficitario.

Gol di Milano su una “seconda palla”. Per il momento questo è l’unico punto debole mostrato dalla retroguardia reggiana.

Reggio deve avere pazienza. Polonara air ball da tre: non è un problema di non aver toccato nemmeno il ferro e il problema è che la difesa Olimpia non “fatica”.

Milano non pronta sulle corse di Kaukenas. Dall’altra parte Aradori a mani basse sullo “spot up” da 3 di Sanders.

Milano cambia piccolo/lungo anche lontano dalla palla. De Nicolao affretta, perché vede il mismatch ma sottovaluta la potenza di Sanders. Palla persa, transizione difensiva rivedibile dei reggiani che si dimenticano “solamente” di Lafayette che si arresta da 3 e punisce. Sorpasso milanese: 10-9.

Eccoci di nuovo, se Reggio muove la difesa ha sempre un buon tiro. Milano a turno continua a perdere Kaukenas, che punisce puntualmente. Contro parziale reggiano, e si avvicina per Repesa il momento di Cerella.

Riecco il “soldato” Veremeenko.

Difesa “toreador” di Aradori che concede il terzo palleggio a Gentile che segna.

Nuovamente transizione difensiva reggiana non omogenea nel coprire le corsie, ma Sanders è lisergico nel far partire una fucilata per Gentile che si guadagna il fallo in entrata.

Però i liberi del Golden boy non si possono guardare. Un pugnale in mezzo al cuore quella roba lì.

Cinciarini faccia a faccia su Needham, l’azione non deve iniziare dall’americano…

Needham due palloni toccati, due perse. Milano di nuovo avanti

E anche Aradori con un problema muscolare all’inguine. Evidentemente appena vedono i ponti di Calatrava i muscoli di questi giocatori diventano di cristallo…

Quando Reggio ha la pazienza di far toccare la palla a tutti e gestire un attacco collettivo ma ad alto ritmo ha sempre un buon tiro. Quando esce da questi binari, soprattutto mentali, ecco che Milano trova soluzioni. Secondo me si gioca a un ritmo che Milano può sostenere ma a cui non vuole sottomettersi. Tuttavia è così, perché Reggio quando può corre.

MILANO-REGGIO: SECONDO QUARTO

Mettiamola così: l’approccio di Milan Macvan a questa gara 1 di finale è un filo “lascivo” ecco….

Serie difensiva di Milano da libro di testo con cambi sugli esterni e corpo sempre fra palla e canestro, l’airball di Needham naturale conseguenza di tutto ciò.

Seconda bomba di Sanders con close out di Polonara poverissimo: poca aggressività mentale, poca voglia di faticare. Bomba evitabile (+6 di Milano).

Parziale di Milano con aiuto sciagurato di Gentile su Della Valle ben marcato da Simon. Polonara libero e piedi per terra prImo ferro, rimbalzo di Simon che lancia Gentile in fuga. Schiaccione. +8 Milano. Time out Reggio.

Milano è nel classico momento dove dietro non fa passare gli spilli e da lì trova linfa per attaccare. Reggio va solo per vie perimetrali e non ha nulla dentro l’area.

Aradori non riesce a correre.

Reggio ancora a 0 dopo 4′ di secondo quarto.

Primi 5′ di quarto di Milano col fuoco dentro, in difesa tutti tengono tutti e in attacco giocano sulla prima penetrazione e scarico, difesa mossa, seconda penetrazione per tiro o scarico comodo.  Reggio si è spenta come un cerino. 13-0 e Menetti che si brucia anche il secondo time out.

Milano-Reggio Kaukenas

Simon scherza Della Valle in post basso. Non l’ha neanche visto.

Milano-Reggio ADV

Cerella è la dinamo difensiva dell’Armani

Reggio gioca la death line up… Milano risponde con Macvan da 5 e Sanders da 4

Reggio sta con fatica rimettendosi in moto. Milano ha il solito difetto che alla giugulare non ci va mai fino in fondo.

Kaukenas un uomo tra i bambini a Reggio Emilia….

 

27-14 nel secondo quarto, 15-0 di parziale per iniziarlo manco fossimo sul Suzanne Lenglen. Reggio ha mollato sul piano dell’intensità e dell’energia, oltre ad aver perso Aradori per la partita. Solo Kaukenas a dimostrare di avere istinti superiori almeno a questo livello di gioco. Chiudere a -12 per la Grissin è tanta roba. Distacco accettabile. È’ tutto ancora possibile, ma occorre cambiare registro. 

MILANO-REGGIO: TERZO QUARTO

Terzo fallo di Lavrinovic. Non una buona notizia in apertura di quarto.

Se ci fosse lo shot tracker come nel golf per i tiri di Gentile, sarebbe una linea retta… Come pensa di far canestro con ‘sta parabola? 

Sanders… Terza bomba…

Milano butta alle ortiche (vecchi difetti) due palle, Kaukenas dall’angolo la punisce e tiene in vita una Grissin Bon col defibrillatore attaccato…

Lavrinovic sbaglia la bomba frontale che avrebbe rimesso reggio pienamente in partita. I mali del vivere e morire esclusivamente con il tiro da fuori.

Kaukenas di forza riporta in partita la Grissin Bon. Milano non l’ammazza. Come sempre.

Milano trova dalla spazzatura il canestro del +8 dopo che Cinciarini l’aveva fermata, aveva fatto casino con il palleggio e se l’era ritrovata in mano non si sa per quale motivo. Segnali…

Lamonica è il miglior arbitro italiano con piste di vantaggio su tutti gli altri perché oltre che conoscere il regolamento, conosce i giocatori e i loro trucchi….

No aspetta, Polonara marcato da Lafayette in post basso scarica fuori a Veremeenko?… Ho visto bene?? Il padre di tutti i mismatch e tu scarichi la palla fuori? Sul -8 nel terzo quarto di una finale Scudetto?… Vabeh dai…

Milano-Reggio Polonara

Ah Veremeenko la palla l’ha sparata agli spettatori in prima fila. Giusto così….

E poi su forzatura di Lafayette fai gli autoscontri con Kaukenas, Macvan ti prende il vantaggio e alla fine spingi facendo fallo…. Ri-Vabeh.

Needham out of character. Della Valle distratto. Bruttissima palla persa a metà campo, Milano respira e torna con vantaggio in doppia cifra Time out della Grissin Bon

Milano chiude forte il quarto sporcando le linee di passaggio di Reggio e non facendosi più battere dai reggiani. I quali senza Kaukenas sembrano dei pulcini spauriti.

MILANO-REGGIO: QUARTO PERIODO

McLean da tre? Così? Senza avvisare?…Ragazzi…

Reggio recupera palla ma poi non la muove in attacco. Son tutti fermi, tutti sulla riga da tre punti. Così per Milano è facile. Troppo…

Al contrario Milano appoggia sotto a McLean che la spara sul lato debole per Lafayette che punisce 8’34”.

Milano-Reggio McLean

Quando invece la Grissin muove la palla e soprattutto la abbassa sotto la linea di tiro libero gli spazi si creano. Kaukenas ne beneficia per altri due ottimi punti dall’angolo.

Milano ha momenti di oblio offensivo. Improvvisamente tutti smettono. Grissin ancora appesa a un filo. Sottilissimo.

Macvan se non lo tagli fuori subito è bravissimo a prendere il tempo e ad essere sempre in posizione per prendere il rimbalzo offensivo. Molto bravo lui, molto poco intensa Reggio. Per Milano questi extra possessi sono mamma perché più che creare ulteriori opportunità di mettere punti sul tabellone (va da sé che quello è lo scopo del gioco), mangia tempo alle possibilità di rimonta degli ospiti.

Ecco appunto, quando non è Macvan é McLean che poi fa andare delle fucilate impressionanti per i compagni.

Zona… Ultima spes…

E Reggio con tutto quanto a 1’25” e a meno 6. Milano alza le mani dal manubrio e paga. Reggio dimostra di voler giocare ancora.

Sanders aziona le 4 ruote motrici, entra con i cingolati e dà fiato all’Armani.

Simon avrebbe bisogno di una forchetta…

87 punti presi, a Milano perdi.

A domenica, dove si riparte, incredibile vero?, da 0-0