LA FINALE: REGGIO AL TOP, PSICODRAMMA MILANO

La Finale? E’ un rollercoaster di quelli da vivere tutto d’un fiato.

Siamo di nuovo da capo. Due partite e Milano sembrava in totale controllo. Due partite a Reggio e i ragazzi di Milano tornano a casina con le ossa distrutte e un discreto psicodramma.

Poco da dire. Reggio ha meritato tutto. Milano è una squadra in balia degli eventi, del suo (forse) fattore campo e degli umori della sua (presunta) stella.

Primo pensiero. Al di là del cuore, della mistica del Bigi, del #daicandom e del #notinmyhouse, la Grissin Bon ha riequilibrato la finale, rimettendo a posto quelle “voci” che l’avevano distrutta nelle prime due partite a Milano. Il differenziale a rimbalzi è stato addirittura vincente in gara 3 (35 a 32) e decentemente negativo in gara 4 (41 a 46). Il computo palle perse non ottimale in gara tre (16 per reggio – e 7 recuperi – 12 per Milano e -8 recuperi -) mentre è stato ottimale ieri sera (6 perse di cui 4 nel quarto periodo – e 7 recuperi – contro le 8 di Milano – e solo 3 recuperi). Il punto è che se Reggio perde sei palloni, in casa difficilmente perde. Perché ha il controllo del ritmo della partita, ha la possibilità di prendere conclusioni equilibrate dandosi, quindi, la possibilità di transizioni difensive ordinate ed efficaci, riempiendo l’area. Insomma tutte cose che a Milano non ci sono state e che a Reggio sì. L’efficienza offensiva? 0.99 punti a possesso per Reggio, 0.81 per Milano (poi se mai qualcuno in Lega iniziasse a ragionare di introdurre per le singole partite l’efficienza sui 100 possessi – dato questo che fa capire la reale efficienza in attacco di una squadra – non sarà mai troppo tardi, ma non pretendiamo troppo. In fondo è solo sport professionistico…) in gara 4 e 0.93 per Reggio e 0.91 per Milano in gara 3. Dati che testimoniano come Reggio Emilia abbia alzato il suo livello di gioco, di intensità e di attenzione. Tutti sono andati a rimbalzo e tutti hanno dato il loro fattivo contributo. Certo, il Lavrinovic di gara 3 e quello del secondo tempo di Gara 4 è stato qualcosa di veramente bello da vedere, ma tutti, indistintamente, hanno giocato una partita non solo di cuore, ma anche di testa e di tecnica.

Secondo pensiero. Vogliamo parlare di Milano? Da dove cominciare non si sa.

  1. Da quando Reggio Emilia è tornata in serie A, l’Armani Jeans al Bigi ha vinto solo una volta, tra campionato e play off. Il 9 marzo 2014, 78 a 82. Il resto sono stati solo rovesci. Non proprio una casualità immagino (poi se penso che Reggio voleva andarsi a giocare la finale in campo “neutro” … lasciamo perdere….).
  2. Le rotazioni di Repesa. Discutibili? Come minimo. Ma è normale, quando metà delle energie vengono spese a fare lo psicologo e a gestire le bizze di un singolo giocatore che pedissequamente fa saltare gli equilibri (fragili? Instabili?) di una squadra. Milano a Reggio Emilia non ha proposto nulla. Tante volte Reggio è stata “accusata” di una certa povertà tecnica nel preparare le partite. Ebbene questo discorso vale per l’Olimpia che a Reggio ha sostanzialmente proposto un basket di qualità mediocre. Spaziature inesistenti. Circolazione di palla random. Solo la transizione, quelle volte che Reggio gliel’ha concessa, il pick and roll centrale perché Reggio non lo riesce a difendere bene e iniziative personali. Il resto è stato solo un gran casino. Alessandro Gentile al tiro. La finale per lui è sofferenza
  3. Alessandro Gentile. I freddi numeri: 2 su 10 al tiro in gara 4. 1 su 8 in gara 3. Totale 3 su 18. In gara tre ha sfanculato letteralmente tutti dopo 6 minuti di partita con la sua squadra in vantaggio, così, perché McLean ha osato non intercettare un suo scarico destinato vieppiù al medico sociale in panchina. In gara 4 ha preso il solito tecnico d’ordinanza a poco più di un minuto dalla fine. Avrebbe potuto chiudere (per Reggio) la gara, e dovrebbe ringraziare quelli che ha sfanculato in gara tre, se in 30″ gli hanno ridato la possibilità di vincere. Per me la storia è semplice: se sei il capitano di Milano (e non della squadretta di promozione) ci sono onori e molti oneri. Ascoltando il podcast di TrueHoop (che invito tutti ad ascoltare perché merita), mentre si discuteva dei Golden State Warriors sull’orlo dell’eliminazione da parte dei Thunder, uno dei giornalisti in “trasmissione” raccontava che Bob Myers, giemme dei Warriors, prese Stephen Curry da parte e gli disse più o meno così: “I tuoi compagni guardano a te in ogni occasione. Occhio al tuo linguaggio del corpo e che messaggi mandi loro”. Ecco appunto, i compagni, che guardano al “capitano” (poi non so se i vari Macvan, Simon, McLean, e altri, guardano a lui, però… quello ha un grado) mettere in piedi quelle cifre, non metterla in una vasca da bagno, perdere interesse per la difesa e per di più venire mandati simpaticamente a ciapà i rat non è proprio ciò che si dice un messaggio positivo. Ovviamente sabato sera verremo tutti smentiti, ma il principio rimane. A novembre son 24… Si è giovani. Ma non più giovanissimi….

Terzo Pensiero. Per la serie, cose che fanno male al basket. Messaggio di ieri mattina: «Lanzarini, Mattioli, Mazzoni. Ma che terna arbitrale è?». Quindi come va? 2-2 o 1-3? «2-2. Secco!». Le ultime due chiamate di Mazzoni (quella su Lafayette poi….) sono incommentabili. Adesso mi metto in poltrona, apro i pop corn e attendo serenamente la lezzzzzzioncina dai soliti professori dell’ultima ora…

LA FINALE, GARA 4: PRIMO QUARTO

Il gruppo di Milano

Dopo una buona difesa, Cinciarini ha la genialata di lanciare il contropiede reggiano con un lob inesistente. Milano formato trasferta?

Due palle perse: Batista che spinge Veremeenko come fosse in uno dei peggiori bar di Caracas. Bah…

Reggio fa le sue cose, quando riescono è un appoggio a canestro, quando non riescono sono infrazioni di 24″… Anche lì, Veremeenko deve prendere quel tiro (da tre punti). Non sono situazioni in cui un tiro può essere passato così.

Reggio con la run and jump, Sanders dal nulla la punisce da tre.

Brani di pallacanestro pornografica…

…Prima che Della Valle crei dal nulla

Quarta palla persa di Reggio che non punisce un Cinciarini davvero tanto soft.

Gentile ha difeso due azioni su Della Valle, giustamente troppe, quindi meglio lasciare la penetrazione facile ad ADV

Reggio già in bonus

Kalnietis è un trainwreck... Lanciato è veramente notevole per il ruolo che ricopre.

Eh certo, sicuramente sullo scouting report di Milano su Aradori c’è scritto “passare in quarta in transizione“. Gentile regala il gioco da 4 punti al redivivo bresciano.

Ma la domanda che mi faccio é: ma i giocatori di Milano si parlano? Cioè su un drag che non è nemmeno tale di Lavrinovic, Batista e Gentile cincischiano… Vado io, vai tu…e intanto Aradori piazza la seconda triple… Ehhh e poi penso che l’Architetto deve allenare il Legadue…

Milano arranca, tolto il contropiede primario e un po’ di velocità, siamo alle preghiere on the fly. E in difesa sono un passo indietro su tagli elementari. Aradori in casa sua, piedi per terra, la mette anche in fase REM.

La 3-2 di Milano

E transizione difensiva suicida di Reggio che lascia Simon libero da tre.

Di nuovo uomo…e fallo senza senso di Lafayette.

Milano è in partita grazie ai falli di Reggio e ai liberi che tira.

Sasa Parrillo lancia McLean per una schiacciata… Ovviamente se è negato l’uso delle mani a Silins lo deve essere anche a Cerella eh caro il mio Mazzoni? Cosa dici?

Seconda azione di basket di Milano e secondo fallo di Silins

Pensa te, Milano dal nulla, in vantaggio.

LA FINALE-GARA 4: SECONDO QUARTO

Menetti parla con Sasà Parrillo

Lafayette e difesa due strade parallele che mai si incontrano…

Reggio ama far schiacciare McLean… Bello fare uno show a metà campo con gli altri tre difensori che pensano alla pizza al Paprika…

Cinciarini come Ince nella finale di Barcellona del ’99… Contro Veremeenko la passa all’ala… Che cosa mi tocca vedere… Due tiri ha passato nella stessa azione: due!

Veremeenko che butta al sinbin un cioccolatino di Kaukenas… Non è più la pallacanestro dei vostri padri…

Però è inutile fare la press se poi, una volta tornati  a metà campo, non tieni un palleggio di penetrazione… 

Terzo tiro passato da Cinciarini…

Terzo fallo di Silins… Bad news

Ed air ball…..e Kalnietis

Reggio fatica, Milano non capitalizza perché è totalmente asfittica in attacco

Kalnietis è buono… Molto.

23 falli in 15 minuti… Sticazzi (scusate)

Batista un uomo sull’orlo di una crisi di nervi

Reggio aspetta Milano in area, Milano si continua a scornare contro il muro reggiano ed è come invitare la Grissin Bon a nozze, visto che può correre e finire i contropiedi.

Il pick and roll di McLean rimane insoluto per Reggio.

Lavrinovic questa sera non va alla velocità che in gara 3, mentre Kalnietis ha deciso che stasera “tira” pure il parquet dopo la partita.

Reggio ha deciso di attaccare senza quartiere, capisco la mentalità ma credo che, così facendo, o le percentuali si mantengono alte oppure i padroni di casa concedono a Milano l’unica arma che li sta tenendo a galla: la transizione offensiva e il contropiede primario quando c’è.

Bravo DeNicolao ad esplorare con intelligenza il mismatch Veremeenko-Cinciarini

Aradori-Lafayette in post basso è uno scherzo per Pietro…

Kalnietis… Professorale

Ma Macvan sul pick and roll Aradori/Veremeenko come difende? Ma si può?

Reggio chiude in modo importante un secondo quarto di sofferenza.

LA FINALE- GARA 4: TERZO QUARTO

Darjus Lavrinovic superstar

Terzo fallo di Kaukenas? Davvero?

C’è aria di break reggiano…. Milano è rimasta nella pancia del Bigi. Per altro l’Armani prende canestro con Kaukenas a terra abbattuto da Batista…

Secondo air ball di Cinciarini, questo giro Batitsta raccoglie la palla dalla spazzatura e mette in moto l’Armani.

Kaukenas non punisce una Milano paralizzata.

Polonara non mette il corpo e Sanders fa la voce grossa sotto canestro.

Intanto prende completamente corpo lo psicodramma-Cinciarini, soggetto a Tony Allen treatment… visto che da tre non la mette mai.

Sanders arrabbiato fa paura… Gioco da tre punti mancato però…

Lavrinovic dall’angolo… In silenzio Reggio va via…

Sanders però ha idee diverse

Aradori purtroppo ha fatto una porcheria (antisportivo)… Solo che Milano non capitalizza.

Kalnietis e McLean giù per Macvan e Gentile? Con la squadra che con fatica trova un equilibrio? Perché? Su che basi?

Quarto fallo di Silins

Quanto gioca male a pallacanestro l’Armani Jeans. Ogni serie d’attacco a difesa schierata è un supplizio per gli uomini di Repesa. Reggio sta giocando forte ma in realtà fa le sue cose e le fa bene. Semplicemente gli altri non sono pronti.

Beh Lavrinovic che con una finta di passaggio manda a spasso un’intera squadra é il manifesto migliore sulla presenza mentale degli ospiti. Reggio merita di vincere, vada come vada.

Gentile da 3? Viste le percentuali, la possiamo considerare una casualità.

Quarto di Simon… Mah

Air ball di Simon…. Per chiudere il terzo quarto.

Milano sta in partita su iniziative estemporanee, Reggio ha giocato un terzo quarto veramente solido con un Lavrinovic poetico nel far girare la squadra dalle sue mattonelle.

LA FINALE – GARA 4: QUARTO PERIODO

Polonara, calma non è ancora finita

Ancora un problema enorme sul pick and roll centrale di Milano. Sia con lo slip the pick e passaggio diretto,, che con la sponda McLean si trova a due passi dal canestro a convertire. Non una novità per la difesa reggiana

Ma la testa? Milano per poco intercetta palla, manda in emergenza Reggio che si trova a dover affrettare e McLean spende un fallo assurdo dando ossigeno a Reggio. Poca disciplina, troppe pause mentali, troppo careless in generale questa Armani.

Boh, Sanders ha un vantaggio su Needham… Non lo sfrutta, preferisce anche lui iscriversi al gruppo degli “airballisti” milanesi da tre punti… 

Non fa più canestro nessuno

Needham…. Anzi il suo fondoschiena colpiscono da tre.

McLean che palleggia in contropiede per tutto il campo con Sanders in corsia che non viene servito… La differenza tra un fallo subito e un’azione a difesa schierata, e un potenziale canestro non troppo difficile in contropiede che ti può dare fiducia. 

Tutti a guardare la palla, nessuno che taglia fuori Polonara, schiaccione, e Reggio che va…

Milano è troppo concentrata a fare delle scene isteriche, a Reggio Emilia così non tocchi palla, c’è poco da fare, che continuino pure così…

Reggio non sta ammazzando la partita….perché Milano è pronta ad andare al tappeto aspetta solo il pugno finale, ma se la si continua a graziare…

Kalnietis sparito in questo secondo tempo.

Comunque i più cotti di tutti sono i tre in grigio, le aree sono delle tonnare e a poco a poco ci stanno mollando anche con i fischioni da fiscali tipo quelli con l’uso illegale delle mani et similia

Macvan stoppato da Della Valle??? Ma cosa fa Macvan in campo nel finale a Reggio Emilia in una partita come questa, in cui lui non è un fattore?

Reggio smette troppo presto…,Milano, con nove punti di fila fa tremare il Bigi a 24″ dalla fine.

Fischiata lunare sul raddoppio di Lafayette e McLean su Della Valle. Una roba che non si può commentare da tanto è tecnicamente brutta questa chiamata.

Non ci credo, Milano fa schiacciare Polonara senza riuscire a far fallo! 

81-76. Giusto così. Un risultato che non fa una grinza

Ora sotto con Gara 5.

Sono curioso se l’OIimpia proseguirà su questa china autolesionista e su quanto Reggio sarà in grado di ripetere la consistenza e la solidità mostrata in casa anche lontano dalle tavole del Bigi.

DE NIK E ADV NON BASTANO, MILANO VA 2-0

De Nik e Adv. Tutto il resto è noia.

O meglio è 2-0 per Milano che dimostra ancora una volta di essere un diesel con, in aggiunta rispetto a gara 1, il fatto di non avere mollato quando ha finalmente trovato il ritmo e la quadra giusta.

Ragionandoci, l’Olimpia è stata notevolmente più brillante e continua in attacco. In difesa, al contrario, per due quarti e mezzo la squadra di Repesa ha abbassato i suoi standard di aggressività e presenza, rispetto a gara 1. Ha difeso ottimamente nei primi secondi dell’azione ma perdendo smalto mano a mano che i 24″ progredivano. Chiaro che, però, a vantaggio dei milanesi c’è il fatto di avere un roster lunghissimo, ergo, con ampie, amplissime possibilità di giocare press per tutta la partita e fiaccare le resistenze Reggiane che ormai paiono al lumicino.

Statisticamente c’è poco da fare. Se in due partite concedi 87 e 94 punti, che alla media fa 90.5 punti, come si può pensare di vincere su qualsiasi campo di Serie A? Se concedi 12 rimbalzi in più agli avversari, se perdi 20 palloni (e ne recuperi solo 5), se la tua efficienza offensiva è di 0.91 (e quella degli altri è 1.11), se la valutazione complessiva è di 113 a 55, come pensi di poter vincere?

Reggio, da un certo punto di vista, ha fatto anche troppo. Nelle condizioni date. Innanzitutto questa Milano non è quella che ha giocato la serie contro Venezia. Pur con i soliti “buchi”, le rotazioni di Repesa paiono più puntuali e pare una squadra con una certa quadratura. Anche dalle dichiarazioni, pre e post gara dei loro giocatori, si nota come ci sia rispetto per l’avversario e la perfetta consapevolezza di avere a che fare con una squadra pericolosa. Probabilmente Venezia l’hanno sottovalutata, Reggio no. Quindi stanno “giocando”. Il punto è: cosa serve per vincere a Milano in inferiorità di organico e di talento su tutto il roster? Sicuramente una partita “perfetta” da parte di tutti i giocatori sani a disposizione i quali dovrebbero dare, tutti, qualcosa in più, indistintamente, su entrambi i lati del campo. Sapere che se si gioca soft in difesa, alla lunga non si sta in campo. Una certa durezza mentale. Perdere pochi palloni. Tenere botta nella lotta a rimbalzo. Se il tuo miglior rimbalzista è De Nicolao (5 in gara 2), ci sono enormi problemi. Kaukenas 0 rimbalzi, Della Valle 0 rimbalzi, Needham 0 rimbalzi, Silins 3 rimbalzi (Veremeenko e Lavrinovic 2, Polonara 3). Questo in gara 2. Della Valle e Kaukenas hanno preso 0 rimbalzi anche in gara 1 (Needham 3, De Nik 3, Silins 2.) ed anche il differenziale sotto i tabelloni, in gara 1, è stato -15. Il film non mente. Gli esterni di Reggio non vanno a rimbalzo e quindi non generano quei possessi in più che possono tenere la squadra in vita (e soprattutto scaricano l’onere di dover lottare ad armi impari sui lunghi che però ne hanno veramente poco) e darti quindi una chance se non altro di competere in condizioni di palese inferiorità. In più se tratti male la palla…

Infine, spiace dirlo, ci sono giocatori che questa serie finale non la stanno giocando. Derek Needham sta dando l’impressione di essere in una cosa più grande di lui e non riesce a garantire quella solidità che sia contro Sassari che contro Avellino è riuscito a dare (almeno in parte). Achille Polonara in questa finale non c’è entrato. Al di là dei limiti tecnici, è proprio l’atteggiamento che è sbagliato. Arrendevole. Passivo. Scarico. Gli stanno togliendo le sue mattonelle e lui smette. Invece, dovrebbe, e qui si vede che forse forse il massimo livello ancora non gli appartiene, provare a rendersi utile in tante altre piccole cose: rimbalzi, recuperi, difesa e fisicità in post basso. Se pensa che, siccome è Polonara, i vari Sanders, Macvan, McLean e compagnia cantante si facciano da parte, è già finita la finale… E non si puo nemmeno sperare che uno di 39 anni (Kaukenas) faccia 27 ogni due giorni o che le ginocchia martoriate di Lavrinovic reggano brillantemente contro degli alteti come i centri di Milano…

Si torna al Bigi. E’ l’ultima speranza. La sua mistica. Molte cose cambieranno. Questo è certo. Reggio avrà una fisicità diversa e un’intensità diversa. Milano è notorio che in posti come Via Guasco fatica a giocare e concederà probabilmente di più. Sarà sufficiente per ribaltare la serie? Difficile pensarlo adesso. Realisticamente, la Grissin Bon deve pensare a giocare un basket molto più efficace e provare a portare a casa Gara 3. Provare a minare le certezze di Milano. Occorrerebbe costringerla ad una battaglia senza quartiere. La mistica del Bigi potrebbe spingere i biancorossi a gettare il cuore oltre l’ostacolo. Vista così, tuttavia, questa EA7 sembra assai poco negoziabile alla lunga…

FINALE GARA 2: PRIMO QUARTO

De Nik vs Kalnietis

Inizio identico a gara 1. Milano sloppy e imprecisa, Reggio che muove palla e uomini, soprattutto è aggressiva.

Brutta roba di Veremeenko che non punisce un raddoppio sul pick and roll fatto con gli angoli sbagliati da Milano.

Milano gioca un basket troppo rimasticato. Transizioni ai due all’ora, spaziature non buone e lato debole che non si mette in visione. Lafayette già sul cubo dei cambi…

…Per Simon che prosegue l’abulia.

Pick and roll centrale, solito problema. Vado io, vai tu, due liberi per Gentile…

Sanders al bar su finta da libro di testo di Della Valle.

Ma Reggio ha preso un “canestro più fallo” da rimessa laterale!!… Ma perché?! (Rientro di Kaukenas che non si intende con ADV, che costa il fallo di Veremeenko. Brutto, brutto… e brutto).

Secondo me questa cosa non entra in testa ai giocatori di Reggio. Sono in inferiorità numerica, non hanno il controllo dei rimbalzi, se DeNicolao Tira da 3 dopo 0 passaggi i casi sono due: o segna o lascia il contropiede a Milano che, puntualmente, capitalizza prendendo fallo (e secondo fallo di De Nicolao che ne ha combinata una grossa).

Sanders pigrissimo in difesa.

Secondo di Kalnietis. Non buono

Reggio fa troppi falli.

Tecnico a Batista, molto malaccorto.

Se Reggio muove la palla il canestro lo trova, anche perché Milano non si capisce come difende: se cambia, non cambia…

Milano sta continuando a giocare come gli ultimi due minuti di gara uno. Molto superficiale l’inizio dell’Olimpia

Reggio non ha proprio il cinismo di fare bene le piccole cose. Perdere una palla perché non la si sa passare al pivot a questo livello é deleterio, perché la Grissin se la sta giocando, e anche meglio di Milano.

Due palle perse consecutive di Reggio….

Come ha difeso il post basso Cerella. Ammirato

Reggio, che è stra in partita, alla fine del primo quarto ha i suoi due playmaker rispettivamente con 2 (DeNik) e 3 (Needham) falli. Milano ha tirato tanti tiri liberi quanti una squadra in un’intera partita.

Della Valle in ritmo. Prima quarto con Reggio che gioca di più ed è giustamente in vantaggio. A parte Cerella, Milano é pigra e supponente in difesa, quindi paga.

FINALE GARA 2: SECONDO QUARTO

Adv vs Cincia

Reggio tratta malissimo la palla e viene punita da Lafayette in transizione. Da -1 a +4 Milano per gentile concessione reggiana.

Tre palle perse di fila…

Sanders dal nulla. Milano ha un attacco stanziale ma Sanders è Sanders…

Milano ha preso vantaggio lucrando sugli errori di Reggio, ma l’Olimpia perde aggressività mano a mano che l’azione va avanti (anche questa cosa è risaputa). Reggio e li è non molla.

Sanders gioca senza testa un pallone e Milano prosegue con l’atteggiamento sbagliato, Reggio si mette a zona ma in attacco continua a combinarne due buone e tre cattive. I padroni di casa ringraziano.

Ecco un Sanders moment: bomba dai 45′ e poi è una pantera nell’anticipare il lead off pass di De Nicolao… Milano tira fiato.

Cerella cura Della Valle in attacco che poi commette il terzo fallo su una giocata soft in difesa visto che concede un 2+1 a Kalnietis in contropiede. Milano sta dando la seconda spallata nel quarto.

Reggio resiste perché converte gli scarichi sul lato debole. Milano é cinica nel punire ogni errore difensivo reggiano.

Domanda: a parte il tiro, Lafayette è un giocatore da Olimpia Milano?

Silins sfortunato allo scadere.

Diciamo che gli attacchi stanno prevalendo sulle difese. Milano, come detto, ha prosperato sulle palle perse e sui falli di Reggio. Quelle sono le due differenze che fanno sì che Milano chiuda in vantaggio il primo tempo di gara 2.

FINALE GARA 2: TERZO QUARTO

Rakim Sanders

Post basso di Gentile, contro De Nicolao. Sarebbe una situazione da raddoppio ma non arriva. Uno contro uno sulla riga di fondo ed è canestro.

Bomba di Vova! Ma se tirasse un po’ di più sto ragazzo… La meccanica e buona, perché no?

Percentuali che calano, e le difese che iniziano a dettare un po’ agli attacchi cosa fare. Reggio é lì, a contatto. Se la gioca ma non ha la forza di mettersi davanti. Milano a folate. Gentile, Kalnietis… Momenti di singoli giocatori, ma poco spirito di corpo questa sera.

Altra forma di Parmigiano che viene lanciata a Lavrinovic in post basso. Una cosa che fa accapponare la pelle i puristi della tecnica.

Finta di sopraciglio del Golden Boy di Milano che manda al bar anche il Gobe. Arresto al gomito, il tempo per un caffettino, tiro. Punto due. Si torna di difesa. Bella la vita….

Bravo De Nicolao che sta tenendo in piedi Reggio. Gentile in difesa nella terra di nessuno.

Kaukenas alla seconda topica difensiva della partita, a farfalle su Simon che si arresta per un corner three. Un regalo. Un vero regalo e non una roba da Kaukenas. Annullato l’effetto positivo del gioco da tre punti di De Nicolao.

Ma bisogna proprio giocare gli alto/basso con Polonara che passa? Terza persa in situazione simile. Qui per fallo in attacco di Lavrinovic che sta oggettivamente facendo molta fatica.

E poi c’è la scena di Darjus che va dritto dal connazionale Slanina a sfogare la sua frustrazione. E sì che gli allenatori sono Menetti e Cagnardi. Boh….

Grandissimo tacco di Lafayette! Peccato che sia palla persa…

E Kaukenas gliela rimette in mano dalla rimessa. Che fine….

Sardella, tecnico a richiesta di Repesa. Ma è terza palla persa del lituano che stasera mostra una qualche smagliatura.

Milano è “fantastica”, perché veramente quando ti può ammazzare, lei ti salva. Ti tiene lì, ti rosola, ma non ti cuoce mai. Una cura medioevale cestistica praticamente…

Altra palla persa di Reggio… Tutta la gamma è stata messa in mostra.

De Nicolao davvero tanta roba stasera. Per cuore e presenza.

E niente, come detto, Reggio sull’orlo del crollo, chiude il terzo quarto sotto di sette sulle invenzioni di Della valle da tre punti.

FINALE GARA 2: QUARTO PERIODO

Un time out di Milano

Close out da V.M. 18 di Veremeenko su Sanders che attacca la trazione integrale e va dentro portandosi dietro anche Della Valle. Gioco potenziale da tre punti trasformato e Milano nuovamente a +10.

Ripeto: Needham out of character. Perde Lafayette sulla riga da tre punti ed è una dimenticanza sanguinosa. +11 Milano. Repesa si è dimenticato Kalnietis in panchina…

Se non giocate fisico contro Sanders venite spazzati via. Polonara non fa tagliafuori e paga.

Della Valle passaggio pazzesco a Veremeenko dal palleggio.

Sanders ha fatto tremare anche Piazza Duomo!

A questo punto aspettiamo che Milano molli le mani dal manubrio, perché la partita così pare andata…

Siamo a Degli Esposti e Lever in campo. Il garbage time è iniziato. Ci si vede a gara 3.

GARA 7: L'EPILOGO PIU' GIUSTO

E’ giusto così.

L’epilogo delle semifinali segnato da una Gara 7 in cui si affrontavano Reggio, Avellino e il “fantasma” di Sassari dell’anno scorso, è terminato in perfetto accordo rispetto all’andamento della gara.

Ha vinto chi se l’è meritato di più. La squadra che ha avuto la dose di fortuna più grande (nello sport conta anche questo. Il fattore C è elemento che non va mai sottovalutato e chi ne dispone ha un vantaggio competitivo importante), e la squadra che ha di fatto condotto dall’inizio alla fine.

Reggio Emilia torna in finale Scudetto per il secondo anno consecutivo. Chapeu.

A ciò che inizia venerdì andrà la chiosa di questo post…

Tornando a Gara 7, tre elementi prima del raw footage.

  1. Ripeto il discorso fatto dopo gara 5. A Reggio per vincere devi giocare una gara perfetta. Senza sbavature. Soprattutto devi essere bravo a cogliere i treni che passano. Senza esitazioni o compromessi. E’ come nei film di Mission Impossible : sai che hai una “finestra molto molto piccola” per poter portare a compimento la missione. Se non sei pronto e ti fai scappare il momento, non hai speranze.

Avellino ha avuto tre volte consecutive la palla per il -2 (o -1). Quella che poteva cambiare l’inerzia dell’incontro. Le ha perse, giocandole in modo scriteriato. Con un’ansia da squadra non pronta. Ha avuto un’altra piccola “finestra” nel quarto periodo quando era tornata a contatto. Anche lì, imprecisione e fretta hanno disinnescato il trabocchetto per Reggio Emilia. Eccola la differenza tra il “convitato di pietra” Sassari e la Sidigas di quest’anno. L’anno scorso il Banco ha sfruttato al meglio (e con fortuna… sempre per tornare al “di cui sopra”) le finestre che le sono state concesse. Il signor Ethan Hunt aveva le fattezze di Jerome Dyson. Quest’anno in Irpinia, Ethan non ha risposto “accetto”.

Comunque, giusto onorare anche la squadra di coach Sacripanti. In casa ha avuto momenti di gioco importanti. E’ stata la squadra più continua in stagione regolare. Ha regalato uno come James Nunnally alla serie A. Ci sono tante cose positive che la Scandone si porta dietro in vista del prossimo campionato. Poi, se il coach si rivede gara 7, secondo me si spara nelle… vabbè.

2. Reggio ha giocato una partita… da “Reggio”. Dico solo due cose. Il quintetto “piccolo” del quarto periodo è stato un rischio oltre il calcolato che si poteva anche non correre. Triplicare il pick and roll avellinese, lasciando sguarnita l’area. Ha pagato. Quindi bisognerebbe tacere. Io dico che è stato un azzardo, forse eccessivo. Figlio, anche, del fatto che allo staff tecnico reggiano Golubovic non va giù. Semplicemente non lo “vede” e non sa come utilizzarlo per il meglio. Questo è l’unico difetto tecnico del “Grande Architetto” (da cui Max due o tre robe le ha imparate. Anche nel “male” si vede…),: quello di non saper innescare un lungo prevalentemente stanziale, da “area di rigore”, con un range d’azione non troppo ampio (cosa che Lavrinovic invece ha…). Da qui, il non più utilizzo per la gran parte dell’ultimo quarto, e da qui l’azzardo della “death lineup” biancorossa. Questo Golubovic merita di giocare minuti di qualità. Soprattutto è quello che, con una difesa sul pick and roll avversario impostata in questo modo, sa muoversi meglio, occupando meglio gli spazi e con tempi più corretti. Fermo restando che un Veremeenko fisicamente a posto mette a posto tutto il meccanismo difensivo reggiano.

3. L’MVP? Si certo, la bomba di Della Valle nel quarto periodo. Il Kaukenas eroico del finale. Io però vado con l’unsung hero del quarto periodo.

Questo signore qui.

Queste sono per me tre giocate-partita in un momento fondamentale del match.

Reggio-Avellino OJ schiaccia in gara 7

Reggio-Avellino OJ difende su Nunnally

Reggio-Avellino OJ da 3

E queste sono le sue cifre nel quarto periodo:

Silins cifre quarto quarto Gara 7

Bravo. Congratulazioni.

Via col raw footage

GARA 7: PRIMO TEMPO

Avellino esce contrattissima. Non trova il canestro. Reggio più sciolta e volitiva con il duo lituano a guidare il bus biancorosso

Reggio già 3 falli però.

Avellino mai canestro, ma continua a prendere rimbalzi

Secondo fallo di Silins. Questo è sicuramente un problema, già evidenziato nelle partite precedenti. Reggio usa troppo le mani e nei momenti sbagliati

Lavrinovic (con passaggio notevole di De Nicolao) spettacolo in post basso e Cervi con due falli che pareggia quelli di Silins

Reggio ha giocato come fosse in vantaggio di 10 punti almeno. Ha fatto tanto volume, ma alla fine, a causa dei falli, e sopra solo di 3.

Buva è calato verticalmente anche in questo primo tempo. Forse era ad un livello non suo prima?

Buva in azione in Gara 7

Avellino fa tanta confusione, sbaglia tiri fuori dal suo spartito, concede il contropiede a Reggio in casa. Sostanzialmente un suicidio.

L’importanza di Golubovic: avere la forza di spostare Buva a rimbalzo e farsi fischiare un fallo a favore. Le gare senza domani si vincono anche così.

Avellino a questo livello di imprecisione non ha chance.

Marques Green non può tenere nessuno degli esterni reggiani.

Lavrinovic commette due errori (Sul primo sinceramente non capisco perché Della Valle non abbia insistito nel l’attaccante Green dal post basso), il secondo clamoroso, e Avellino per contro prende un minimo di ritmo offensivo, riuscendo a trovare il lungo con i tagli verticali verso canestro.

E no, è stato un fuoco di paglia. Reggio lavora bene in difesa, anche di astuzia, la Sidigas invece tratta la palla come fosse un laterizio. I 10 punti al momento ci stanno tutti.

Avellino in questo primo tempo ha una sola formula per fare paniere: il p&r centrale o il passaggio al pivot sotto. Fine. Troppo poco.

Per contro c’è il pick and roll centrale che rimane un rebus per la panchina reggiana. Perché siamo alle solite, se il piccolo avversario prende sempre il vantaggio sul suo marcatore, il lungo può fare show o contain ma è alla mercé dei due attaccanti che lavorano in coppia…

La sintesi del primo tempo é questa. Fossi in Reggio sarei arrabbiato per avere chiuso con soli 6 punti di vantaggio, perché lo scarto poteva, e doveva, essere più largo con più attenzione difensiva. Se fossi Avellino sarei molto sollevato perché “giocando un basket di scarsa qualità” le chance di passare sono intatte. C’è ancora tanto basket…

GARA 7 SECONDO TEMPO

Ma Cervi? Giubilato?

E Golubovic al posto di Lavrinovic?….

Avellino non esegue. Non è precisa. Troppi errori. È’ un basket che esce con fatica dalle mani di quelli in verde.

Solo uno come Lamonica può dare tecnico a Ragland per junk talking al pubblico. Che uno così non possa più arbitrare per raggiunti limiti d’età è la fotografia di come è lo stato dell’arte arbitrale in Italia. Ragland: voto bassissimo per scarsa disciplina. E’ gara 7, non c’è domani, il trash talking col pubblico, anche no… 

Reggio non ha risposte al P&R centrale di Avellino, ma in attacco gli incroci piccolo/lungo sotto canestro e qualche iniziativa personale degli esterni la salvano. Avellino non esegue. Quindi il risultato al momento è la fotografia perfetta di ciò che sta accadendo.

Bomba di Lavrinovic: puro ossigeno. Roba finissima

E poi commette fallo da tre su Nunnally….

Reggio pareggia il terzo quarto. Sofferto il giusto. Avellino ha avuto tre volte di fila la palla per il -2 (o-1) ma lè ha giocate malissimo. In modo “acefalo”.

Ultimo quarto all’arma bianca.

Eccola la scarica di Reggio nel quarto periodo. Ed ecco Avellino che non regge.

Avellino affonda. Reggio va via di prepotenza. Alla sua maniera.

Reggio é Silins.

OJ Schiaccia in gara 7

Ma la Grissin Bon come sta gestendo la difesa? Triplica il p&r? Ma avanti di 10, una roba così?

Leunen la riapre. Il quintetto piccolo di Reggio gira a vuoto.

Kaukenas: che palle!

E Ragland… pure!

Vince Reggio, con fatica. Ma anche con merito.

LA FINALE: DUE PAROLE… FINALI

Dunque venerdì si inizia contro Milano. A mio parere siamo 51% a 49% per l’Olimpia.

L’Armani gioca male a pallacanestro, ha troppi uomini che spesso sono un vantaggio, ma per lei, in questo momento, sono un problema perché non trova mai una quadratura stabile. E’ una squadra che in ogni partita sa che prenderà un vantaggio, ma sa anche che non ha la forza di chiuderla, la partita. Con i talenti di Reggio questo può essere un bel rischio. Dal punto di vista reggiano mi aspetto che vengano valutate con attenzione misure che limitino il post basso di Simon e Gentile che nella partita del Forum di campionato è stata l’arma vincente per Milano. Per parte Milanese mi aspetto di vedere molto Cerella su Kaukenas, e lì il lituano dovrà darci tanto dentro.

Qui bisogna essere consapevoli di un paio di cose. Per come la vedo io, Reggio Emilia ha “semplicemente” confermato il risultato dell’anno scorso. Ha fatto molto. Ma anche niente. Ritengo che abbia delle chance concrete di fare qualcosa di inimmaginabile. Non dico “solo” di vincere. Dico anche, come minimo, di portare lunga la serie, e più la allunghi e più la situazione diventa imprevedibile. Reggio ha un grande vantaggio. Lo sa lei, lo sa anche Milano. Si chiama Pala Bigi ed è situato – leggete bene in via Martiri della Bettola- in VIA GUASCO a REGGIO EMILIA. La mistica del Bigi non è una “bazza giornalistica”: è pura realtà. Chiedete alla Scandone…

Ma la vita è fatta di scelte. Si può scegliere “la cassetta” o un viaggio con biglietti in prima classe verso l’immortalità. Ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio, consapevole che, di quelle scelte, potrebbe portarne anche il peso… (della storia)

Buone Finali.