LA FINALE: REGGIO AL TOP, PSICODRAMMA MILANO

La Finale? E’ un rollercoaster di quelli da vivere tutto d’un fiato.

Siamo di nuovo da capo. Due partite e Milano sembrava in totale controllo. Due partite a Reggio e i ragazzi di Milano tornano a casina con le ossa distrutte e un discreto psicodramma.

Poco da dire. Reggio ha meritato tutto. Milano è una squadra in balia degli eventi, del suo (forse) fattore campo e degli umori della sua (presunta) stella.

Primo pensiero. Al di là del cuore, della mistica del Bigi, del #daicandom e del #notinmyhouse, la Grissin Bon ha riequilibrato la finale, rimettendo a posto quelle “voci” che l’avevano distrutta nelle prime due partite a Milano. Il differenziale a rimbalzi è stato addirittura vincente in gara 3 (35 a 32) e decentemente negativo in gara 4 (41 a 46). Il computo palle perse non ottimale in gara tre (16 per reggio – e 7 recuperi – 12 per Milano e -8 recuperi -) mentre è stato ottimale ieri sera (6 perse di cui 4 nel quarto periodo – e 7 recuperi – contro le 8 di Milano – e solo 3 recuperi). Il punto è che se Reggio perde sei palloni, in casa difficilmente perde. Perché ha il controllo del ritmo della partita, ha la possibilità di prendere conclusioni equilibrate dandosi, quindi, la possibilità di transizioni difensive ordinate ed efficaci, riempiendo l’area. Insomma tutte cose che a Milano non ci sono state e che a Reggio sì. L’efficienza offensiva? 0.99 punti a possesso per Reggio, 0.81 per Milano (poi se mai qualcuno in Lega iniziasse a ragionare di introdurre per le singole partite l’efficienza sui 100 possessi – dato questo che fa capire la reale efficienza in attacco di una squadra – non sarà mai troppo tardi, ma non pretendiamo troppo. In fondo è solo sport professionistico…) in gara 4 e 0.93 per Reggio e 0.91 per Milano in gara 3. Dati che testimoniano come Reggio Emilia abbia alzato il suo livello di gioco, di intensità e di attenzione. Tutti sono andati a rimbalzo e tutti hanno dato il loro fattivo contributo. Certo, il Lavrinovic di gara 3 e quello del secondo tempo di Gara 4 è stato qualcosa di veramente bello da vedere, ma tutti, indistintamente, hanno giocato una partita non solo di cuore, ma anche di testa e di tecnica.

Secondo pensiero. Vogliamo parlare di Milano? Da dove cominciare non si sa.

  1. Da quando Reggio Emilia è tornata in serie A, l’Armani Jeans al Bigi ha vinto solo una volta, tra campionato e play off. Il 9 marzo 2014, 78 a 82. Il resto sono stati solo rovesci. Non proprio una casualità immagino (poi se penso che Reggio voleva andarsi a giocare la finale in campo “neutro” … lasciamo perdere….).
  2. Le rotazioni di Repesa. Discutibili? Come minimo. Ma è normale, quando metà delle energie vengono spese a fare lo psicologo e a gestire le bizze di un singolo giocatore che pedissequamente fa saltare gli equilibri (fragili? Instabili?) di una squadra. Milano a Reggio Emilia non ha proposto nulla. Tante volte Reggio è stata “accusata” di una certa povertà tecnica nel preparare le partite. Ebbene questo discorso vale per l’Olimpia che a Reggio ha sostanzialmente proposto un basket di qualità mediocre. Spaziature inesistenti. Circolazione di palla random. Solo la transizione, quelle volte che Reggio gliel’ha concessa, il pick and roll centrale perché Reggio non lo riesce a difendere bene e iniziative personali. Il resto è stato solo un gran casino. Alessandro Gentile al tiro. La finale per lui è sofferenza
  3. Alessandro Gentile. I freddi numeri: 2 su 10 al tiro in gara 4. 1 su 8 in gara 3. Totale 3 su 18. In gara tre ha sfanculato letteralmente tutti dopo 6 minuti di partita con la sua squadra in vantaggio, così, perché McLean ha osato non intercettare un suo scarico destinato vieppiù al medico sociale in panchina. In gara 4 ha preso il solito tecnico d’ordinanza a poco più di un minuto dalla fine. Avrebbe potuto chiudere (per Reggio) la gara, e dovrebbe ringraziare quelli che ha sfanculato in gara tre, se in 30″ gli hanno ridato la possibilità di vincere. Per me la storia è semplice: se sei il capitano di Milano (e non della squadretta di promozione) ci sono onori e molti oneri. Ascoltando il podcast di TrueHoop (che invito tutti ad ascoltare perché merita), mentre si discuteva dei Golden State Warriors sull’orlo dell’eliminazione da parte dei Thunder, uno dei giornalisti in “trasmissione” raccontava che Bob Myers, giemme dei Warriors, prese Stephen Curry da parte e gli disse più o meno così: “I tuoi compagni guardano a te in ogni occasione. Occhio al tuo linguaggio del corpo e che messaggi mandi loro”. Ecco appunto, i compagni, che guardano al “capitano” (poi non so se i vari Macvan, Simon, McLean, e altri, guardano a lui, però… quello ha un grado) mettere in piedi quelle cifre, non metterla in una vasca da bagno, perdere interesse per la difesa e per di più venire mandati simpaticamente a ciapà i rat non è proprio ciò che si dice un messaggio positivo. Ovviamente sabato sera verremo tutti smentiti, ma il principio rimane. A novembre son 24… Si è giovani. Ma non più giovanissimi….

Terzo Pensiero. Per la serie, cose che fanno male al basket. Messaggio di ieri mattina: «Lanzarini, Mattioli, Mazzoni. Ma che terna arbitrale è?». Quindi come va? 2-2 o 1-3? «2-2. Secco!». Le ultime due chiamate di Mazzoni (quella su Lafayette poi….) sono incommentabili. Adesso mi metto in poltrona, apro i pop corn e attendo serenamente la lezzzzzzioncina dai soliti professori dell’ultima ora…

LA FINALE, GARA 4: PRIMO QUARTO

Il gruppo di Milano

Dopo una buona difesa, Cinciarini ha la genialata di lanciare il contropiede reggiano con un lob inesistente. Milano formato trasferta?

Due palle perse: Batista che spinge Veremeenko come fosse in uno dei peggiori bar di Caracas. Bah…

Reggio fa le sue cose, quando riescono è un appoggio a canestro, quando non riescono sono infrazioni di 24″… Anche lì, Veremeenko deve prendere quel tiro (da tre punti). Non sono situazioni in cui un tiro può essere passato così.

Reggio con la run and jump, Sanders dal nulla la punisce da tre.

Brani di pallacanestro pornografica…

…Prima che Della Valle crei dal nulla

Quarta palla persa di Reggio che non punisce un Cinciarini davvero tanto soft.

Gentile ha difeso due azioni su Della Valle, giustamente troppe, quindi meglio lasciare la penetrazione facile ad ADV

Reggio già in bonus

Kalnietis è un trainwreck... Lanciato è veramente notevole per il ruolo che ricopre.

Eh certo, sicuramente sullo scouting report di Milano su Aradori c’è scritto “passare in quarta in transizione“. Gentile regala il gioco da 4 punti al redivivo bresciano.

Ma la domanda che mi faccio é: ma i giocatori di Milano si parlano? Cioè su un drag che non è nemmeno tale di Lavrinovic, Batista e Gentile cincischiano… Vado io, vai tu…e intanto Aradori piazza la seconda triple… Ehhh e poi penso che l’Architetto deve allenare il Legadue…

Milano arranca, tolto il contropiede primario e un po’ di velocità, siamo alle preghiere on the fly. E in difesa sono un passo indietro su tagli elementari. Aradori in casa sua, piedi per terra, la mette anche in fase REM.

La 3-2 di Milano

E transizione difensiva suicida di Reggio che lascia Simon libero da tre.

Di nuovo uomo…e fallo senza senso di Lafayette.

Milano è in partita grazie ai falli di Reggio e ai liberi che tira.

Sasa Parrillo lancia McLean per una schiacciata… Ovviamente se è negato l’uso delle mani a Silins lo deve essere anche a Cerella eh caro il mio Mazzoni? Cosa dici?

Seconda azione di basket di Milano e secondo fallo di Silins

Pensa te, Milano dal nulla, in vantaggio.

LA FINALE-GARA 4: SECONDO QUARTO

Menetti parla con Sasà Parrillo

Lafayette e difesa due strade parallele che mai si incontrano…

Reggio ama far schiacciare McLean… Bello fare uno show a metà campo con gli altri tre difensori che pensano alla pizza al Paprika…

Cinciarini come Ince nella finale di Barcellona del ’99… Contro Veremeenko la passa all’ala… Che cosa mi tocca vedere… Due tiri ha passato nella stessa azione: due!

Veremeenko che butta al sinbin un cioccolatino di Kaukenas… Non è più la pallacanestro dei vostri padri…

Però è inutile fare la press se poi, una volta tornati  a metà campo, non tieni un palleggio di penetrazione… 

Terzo tiro passato da Cinciarini…

Terzo fallo di Silins… Bad news

Ed air ball…..e Kalnietis

Reggio fatica, Milano non capitalizza perché è totalmente asfittica in attacco

Kalnietis è buono… Molto.

23 falli in 15 minuti… Sticazzi (scusate)

Batista un uomo sull’orlo di una crisi di nervi

Reggio aspetta Milano in area, Milano si continua a scornare contro il muro reggiano ed è come invitare la Grissin Bon a nozze, visto che può correre e finire i contropiedi.

Il pick and roll di McLean rimane insoluto per Reggio.

Lavrinovic questa sera non va alla velocità che in gara 3, mentre Kalnietis ha deciso che stasera “tira” pure il parquet dopo la partita.

Reggio ha deciso di attaccare senza quartiere, capisco la mentalità ma credo che, così facendo, o le percentuali si mantengono alte oppure i padroni di casa concedono a Milano l’unica arma che li sta tenendo a galla: la transizione offensiva e il contropiede primario quando c’è.

Bravo DeNicolao ad esplorare con intelligenza il mismatch Veremeenko-Cinciarini

Aradori-Lafayette in post basso è uno scherzo per Pietro…

Kalnietis… Professorale

Ma Macvan sul pick and roll Aradori/Veremeenko come difende? Ma si può?

Reggio chiude in modo importante un secondo quarto di sofferenza.

LA FINALE- GARA 4: TERZO QUARTO

Darjus Lavrinovic superstar

Terzo fallo di Kaukenas? Davvero?

C’è aria di break reggiano…. Milano è rimasta nella pancia del Bigi. Per altro l’Armani prende canestro con Kaukenas a terra abbattuto da Batista…

Secondo air ball di Cinciarini, questo giro Batitsta raccoglie la palla dalla spazzatura e mette in moto l’Armani.

Kaukenas non punisce una Milano paralizzata.

Polonara non mette il corpo e Sanders fa la voce grossa sotto canestro.

Intanto prende completamente corpo lo psicodramma-Cinciarini, soggetto a Tony Allen treatment… visto che da tre non la mette mai.

Sanders arrabbiato fa paura… Gioco da tre punti mancato però…

Lavrinovic dall’angolo… In silenzio Reggio va via…

Sanders però ha idee diverse

Aradori purtroppo ha fatto una porcheria (antisportivo)… Solo che Milano non capitalizza.

Kalnietis e McLean giù per Macvan e Gentile? Con la squadra che con fatica trova un equilibrio? Perché? Su che basi?

Quarto fallo di Silins

Quanto gioca male a pallacanestro l’Armani Jeans. Ogni serie d’attacco a difesa schierata è un supplizio per gli uomini di Repesa. Reggio sta giocando forte ma in realtà fa le sue cose e le fa bene. Semplicemente gli altri non sono pronti.

Beh Lavrinovic che con una finta di passaggio manda a spasso un’intera squadra é il manifesto migliore sulla presenza mentale degli ospiti. Reggio merita di vincere, vada come vada.

Gentile da 3? Viste le percentuali, la possiamo considerare una casualità.

Quarto di Simon… Mah

Air ball di Simon…. Per chiudere il terzo quarto.

Milano sta in partita su iniziative estemporanee, Reggio ha giocato un terzo quarto veramente solido con un Lavrinovic poetico nel far girare la squadra dalle sue mattonelle.

LA FINALE – GARA 4: QUARTO PERIODO

Polonara, calma non è ancora finita

Ancora un problema enorme sul pick and roll centrale di Milano. Sia con lo slip the pick e passaggio diretto,, che con la sponda McLean si trova a due passi dal canestro a convertire. Non una novità per la difesa reggiana

Ma la testa? Milano per poco intercetta palla, manda in emergenza Reggio che si trova a dover affrettare e McLean spende un fallo assurdo dando ossigeno a Reggio. Poca disciplina, troppe pause mentali, troppo careless in generale questa Armani.

Boh, Sanders ha un vantaggio su Needham… Non lo sfrutta, preferisce anche lui iscriversi al gruppo degli “airballisti” milanesi da tre punti… 

Non fa più canestro nessuno

Needham…. Anzi il suo fondoschiena colpiscono da tre.

McLean che palleggia in contropiede per tutto il campo con Sanders in corsia che non viene servito… La differenza tra un fallo subito e un’azione a difesa schierata, e un potenziale canestro non troppo difficile in contropiede che ti può dare fiducia. 

Tutti a guardare la palla, nessuno che taglia fuori Polonara, schiaccione, e Reggio che va…

Milano è troppo concentrata a fare delle scene isteriche, a Reggio Emilia così non tocchi palla, c’è poco da fare, che continuino pure così…

Reggio non sta ammazzando la partita….perché Milano è pronta ad andare al tappeto aspetta solo il pugno finale, ma se la si continua a graziare…

Kalnietis sparito in questo secondo tempo.

Comunque i più cotti di tutti sono i tre in grigio, le aree sono delle tonnare e a poco a poco ci stanno mollando anche con i fischioni da fiscali tipo quelli con l’uso illegale delle mani et similia

Macvan stoppato da Della Valle??? Ma cosa fa Macvan in campo nel finale a Reggio Emilia in una partita come questa, in cui lui non è un fattore?

Reggio smette troppo presto…,Milano, con nove punti di fila fa tremare il Bigi a 24″ dalla fine.

Fischiata lunare sul raddoppio di Lafayette e McLean su Della Valle. Una roba che non si può commentare da tanto è tecnicamente brutta questa chiamata.

Non ci credo, Milano fa schiacciare Polonara senza riuscire a far fallo! 

81-76. Giusto così. Un risultato che non fa una grinza

Ora sotto con Gara 5.

Sono curioso se l’OIimpia proseguirà su questa china autolesionista e su quanto Reggio sarà in grado di ripetere la consistenza e la solidità mostrata in casa anche lontano dalle tavole del Bigi.

Scott Foster to referee Game 6 of NBA Finals; road team has won his last 11 games

Insomma, un post di questo genere uno se lo aspetta da un qualche quotidiano, sito italiano.
Una discreta dietrologia sugli arbitri di una partita decisiva per il titolo. Eppure… alla fine tutto il mondo è paese.
Per coloro non troppo avvezzi alla lingua inglese, la questione si incentra sul fatto che gara 6 verrà arbitrata dalla crew capitanata da Scott Foster (uno dei migliori fischietti in circolazione nell’Nba). Ebbene, si dà il caso, che la squadra in trasferta abbia avuto la meglio nelle ultime undici partite arbitrate da Foster.
Ironia della sorte è che l’undicesima squadra “beneficiata” (molto tra virgolette, sia chiaro) da questo trend sia stata proprio Cleveland in gara due della serie finale contro i Warriors. Partita vinta all’overtime, con quattro chiamate mancate negli ultimi due minuti di gioco.
Si perché il giorno dopo le finali, l’NBA rilascia un “report” sull’arbitraggio della sera prima, chiarendo anche le chiamate sbagliate.
Una “glasnost” che trasuda di civiltà e cultura sportiva, mentre noi, purtroppo, in Italia, gli unici report che vengono rilasciati (almeno per quanto riguarda lo sport della pedata et similia) sono quelli delle Procure della Repubblica o di stucchevoli moviole.
Concludo dicendo che per la legge dei grandi numeri, se io fossi nei Warriors non dormirei proprio sonni tranquilli con questa statistica.
Vedremo…

Nba Finals…. Feeling the Love for Golden State and the Cavs

LeBron James, Cleveland Cavaliers

LeBron James, Cleveland Cavaliers

Just finished watching game four and five of the Nba Finals. 

Time for some bullet points English version (translation in Italian, below…).

  • If you don’t love the game of basketball, after watching game 4 and 5, then I really don’t know what kind of things you like in your life, really.
  • Every year we’re here thinking that it can’t be any better than this. We thought it last year when the Spurs showed incredible basketball skills and team playing to own the Miami Heat. Then it comes this year and Golden State and Cleveland are really taking it to another level. The show, the effort, the atmosphere. Simply amazing. What will happen next year then? Which team will embrace the responsibility to make this game better than this year? 
  • Welcome to the third millennium basketball, where the tallest player on the floor is 6’9″ and your center is barely 6-7 of height. It’s the “5 out” basketball, where LeBron James is the point-pivot for the Cavs and Draymond Green and David Lee are patrolling the paint for Golden State. Are we really going towards this new kind of basketball style? Or is it just the urgency of the moment? Last year the Miami Heat played mostly with four smalls. However, coach Spoelstra had the “decency” to keep Chris Bosh (6-11) in the middle (and he is not even the classic “down low” big man). This year any sort of hesitation has been wiped away. Golden State and the Cavs opted to go small for big stretches of these five Finals games. They’re doing it with a lot of awareness and confidence. I have the feeling that these Nba Finals will change the game for the next years or so. 
  • Props to Steve Kerr. I don’t know if he was desperate or in the need to coach his team with a lot more urgency – so to speak – but the move of promoting Iguodala into the starting five and moving Draymond Green at center really changed the complexion of the Finals. More over, he allowed Golden State to regain its own  identity taken away by the slow pace Cavs basketball and the strategy designed by coach Blatt to cover his shorthanded roster. Kerr allowed his team to spread the floor, to make the spacing so wide that the Cavs had to run, and run, and run to cover the distance. He “forced” (not the right word, but can’t think of others at the moment) his players to take quick decisions and shooting the ball when the very first opportunity beckons. A north-south basketball that suits the nature of Warriors players on the roster. In addition this strategy contributed to wear down the Cavs way into the game. Cleveland slim rotation is showing off its limits as the game goes on as players fatigue (Dellavedova for example) is coming to surface in the last two games. 
  • Iguodala deserves a lot of praise. He guarded LeBron at the best he could, and sometimes he really made life difficult for the King.  He  also gave an
    Andre Iguodala, Golden State Warriors

    Andre Iguodala, Golden State Warriors

    important contribution on the offensive side of the ball. Never mind his free throws percentage: he got to give it somewhere. 

  •    
  • LeBron’s right. He is the best player on the planet. He’s the first, the second, the third and, probably, the fourth offensive option for the Cavs at the moment. He sometimes gets a rest on defense. Honestly? Who cares. He’s the best. Period. 
  • Steph Curry. I’m trying to be original here (don’t know if I’ll succeed . Here’s my “educated” guess: every now and then he reminds me of John Stockton. The way he keeps the dribble alive and takes advantage over his opponent by using the fundamentals. The way he sets those “vicious” screens for his “smalls” (Talking about Klay Thompson 45° 3 points exits). The way he gets those offensive (and defensive) rebounds flying under the radar and all of a sudden appearing on the scene and sneaking those two, three added possessions that make all the difference in the world. What Curry has more than Stockton is his lethal, quick, extraordinary shooting ability. This thing to charge and release from the dribble in just one single move. This is unique and quite unseen. He owns the Oracle Arena. He could become the Mayor of San Francisco and Oakland all together if he would. In particular if he will bring the title back to the Bay for the second time in history.
  • Draymond Green and Tristan Thompson are priceless in my humble opinion. These guys could make any team better. Ok, they make mistakes sometimes (Green in
    Draymond Green, Golden State Warriors

    Draymond Green, Golden State Warriors

    “reading” some situations as well as his decision making that need significant improvement. Thompson with his offensive movements and FT percentage), but they are showing up every single game. They work their asses off, usually guarding and playing against bigger opponents. Thompson should be singled out with a dedicated camera on how he works under the offensive boards. He grabs a huge amount of offensive rebounds without being the best athlete on the court. He does it because of his technique, his fundamentals, his heart and willingness to get that “damn” basketball. The Canadian will get roughly 15/17 millions when he signs his next contract. Green will be, more or less, in the same region. Money in the bank for the teams who will sign them (and for them too!).

  • Sunday night it was Metallica. In Cleveland it was Usher. Singing the US National Anthem becomes more and more incredible for we, guys, sitting and watching the game on television. From a European standpoint this is really “another world”. The pond is always sooooo large and everytime there’s something to remind me of it.
  • I wouldn’t discard a game 7. Of course Golden State has the match ball tonight in Cleveland. But the Cavs have the tools (and the best player on earth) to get this one and bring the series back to the Bay for its final act. As opposite, if they will go down, they will go down fighting. By all means the final chapter of this wonderful final has yet to be written in full.          

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  • Sinceramente: se non amate il gioco della pallacanestro, non so onestamente cosa vi possa piacere. E comunque è davvero un problema vostro.
  • Ogni anno siamo qui a raccontarci che il gioco non può essere migliore di quello mostrato dalle due squadre che hanno raggiunto la finale. Poi, puntualmente, l’anno successivo veniamo smentiti, perché il livello è ancora più alto. Eravamo rimasti estasiati (almeno io ne ero rimasto…) dal livello di pallacanestro raggiunto dagli Spurs per dominare gli Heat in cinque partite. Poi arrivano Golden State e Cleveland ed ecco che si sale ancora di più. A chi toccherà l’anno prossimo assumersi l’onore (e onere) di alzare l’asticella ancora un po’?.
  • Benvenuti nella pallacanestro del terzo millennio. Quella dove il giocatore più alto in campo è al massimo 2.05 e il tuo centro è si e no 2 metri. Benvenuti nella pallacanestro del 5 fuori. L’anno scorso, sempre nella serie tra Miami e San Antonio, si erano avute le prime avvisaglie con coach Spoelstra che fece giocare LeBron numerosi e prolungati brani delle partite da ala-pivot. Ma almeno “Spo” ebbe la decenza di mantenere uno come Bosh (2.11 e non certo il prototipo del lungo “da post basso”) in mezzo all’area. Qui invece siamo arrivati a Green da 5 per Golden State e molto Thompson in pivot per Cleveland (anche se la gara 4 di Mozgov rimane da antologia). Qui siamo alla small ball portata a vero e proprio sistema di gioco.  La domanda che pongo e che “mi” pongo è: è solo l’urgenza del momento oppure è una scelta strutturale (oltre che profondamente consapevole?). Ho la sensazione che queste Finali contribuiranno a cambiare (evolvere?) il gioco dei prossimi anni.
  • Complimenti a coach Kerr che con l’inserimento di Andre Iguodala nel quintetto base ha cambiato il senso della serie, rimpossessandosi del momentum della stessa. Le prime tre gare (anche se una è stata vinta dai Warriors) si sono giocate come voleva coach Blatt al ritmo voluto dai Cavs. Steve Kerr con questa mossa azzardata (giù Bogut, dentro Iguodala, David Lee – 2.03 metri e poi e poi… – primo cambio del centro) ha ridato identità alla sua squadra e invertito il senso della serie. Soprattutto, ha reso la metà campo offensiva dei Warriors larghissima, lo spacing si è estremizzato, costringendo i giocatori avversari a dover fare i chilometri per coprire i propri giocatori ed eventualmente aiutare. Ha liberato l’area. Ha “costretto” i suoi giocatori a correre e a prendere decisioni veloci, assumendosi la responsabilità di prendere il primo tiro disponibile (sbagliato o segnato che fosse). Insomma ha ridato l’identità di tutto quest’anno alla sua squadra. Infine, la decisione di alzare ritmo e possessi ha stancato i Cavaliers. I quali con una rotazione ridotta a sei uomini (sette con Mike Miller, utilizzato in gara 5) sono arrivati all’ultimo quarto con la lingua di fuori . Golden State, con rotazioni più “da cristiani” ne ha approfittato nell’ultimo quarto.
  • Complimenti a Iguodala. E’ l’uomo che al momento sbilancia la serie a favore di Golden State. Si sta immolando in difesa su LeBron facendo un lavoro pazzesco (nonostante i numeri del Prescelto siano da fantascienza) ed in attacco prendere i tiri che deve, spesso segnandoli. E pazienza se ai tiri liberi rasenta il pianto. Da qualche parte dovrà pur pagare.
  • (vedi video). Ha ragione LeBron James: è il miglior giocatore di pallacanestro del pianeta. E’ la prima, la seconda, la terza, e forse la quarta opzione offensiva dei Cavs. E’ vero, in difesa si prende delle pause, ma, sinceramente, chissenefrega. Per me il caso è chiuso e non c’è da aggiungere molto altro.
  • (vedi video). Stephen Curry. Scandaglio nella mia testa per trovare qualche cosa di originale da dire su questo fenomeno. Ecco. Ci provo (tenetevi forte). Il mio pensiero educato è questo qua: in alcune cose mi ricorda John Stockton: la capacità di non fermare mai il palleggio, la capacità di prendere vantaggio sull’avversario attraverso l’esclusivo uso dei fondamentali (che allena allo sfinimento – basta vedere gli esercizi di ball handling che esegue prima delle partite. Splendidi a livello di show per chi li osserva, spesso a bocca aperta. Tuttavia decisivi per il suo gioco) visto che il fisico è quello di un normolineo, la capacità di piazzare blocchi “viziosi” per liberare i compagni al tiro (esempio: l’uscita sulla riga da tre punti a 45° di Klay Thompson su un suo blocco), la capacità di prendere quei due, tre rimbalzi offensivi da tiro libero sbagliato, nascondendosi sotto le foglie e comparendo all’improvviso tra la sorpresa generale. Due o tre possessi in più che in una serie tanto tirata possono risultare decisivi. Quello che ha in più rispetto al leggendario play di Utah – e che ha in più di tutti praticamente – è questa velocità di esecuzione dell tiro che è senza precedenti. La capacità di raccogliere il palleggio, caricare e rilasciare tutto in un unico movimento. Incredibile. Steph è il padrone della Oracle, e se domani si candidasse, potrebbe essere anche il sindaco di San Francisco e Oakland. Soprattutto se riuscisse nell’impresa di portare a casa il secondo titolo della storia dei Warriors da quando sono di stanza nella Baia.
  • Draymond Green e Tristan Thompson non hanno prezzo per quanto mi riguarda. Sono due giocatori di intelligenza cestistica superiore e di inestimabile valore. Kerr e Blatt possono permettersi di andare piccolo perché hanno questi due giocatori nel roster. Il primo è una dinamo di energia e personalità. E’ l’anima agonistica dei Warriors. Non va sotto contro nessuno in difesa anche se la taglia fisica è inferiore ai centri Nba. Questi due ragazzi si presentano alla partita con le scarpe allacciate e la testa giusta. Certo, poi commettono errori (Draymondo nelle letture, nelle decisioni che prende, Tristano ai tiri liberi e la macchinosità nello sviluppare i suoi movimenti offensivi), però ragazzi, di quantità ne fanno. Thompson dovrebbe avere una telecamera dedicata ad ogni partita che gioca per come lavora a rimbalzo offensivo. Se ne prende una caterva non è mica per caso. C’è un lavoro di tecnica, di testa e di cuore dietro che è pazzesco. Questo si guadagna i 15/17 milioni di dollari del prossimo contratto fino all’ultimo centesimo. Lo stesso discorso vale per Green, il quale firmerà probabilmente un contratto, più o meno, dello stesso ammontare.
  • Domenica notte è toccato ai Metallica. Venerdì notte a Usher. Anche la cerimonia dell’Inno nazionale statunitense sta raggiungendo picchi di qualità ancora inarrivati. La verità è che l’Nba è di un altro pianeta e per noi europei, piaccia o no, lo Stagno rimane sempre larghissimo in questo senso.
  • Io non scarterei l’idea di una gara 7. E’ vero, i Warriors hanno il match point questa notte in Ohio e tutto sommato proveranno a chiuderla a Cleveland, forti di un’inerzia della serie leggermente riguadagnata e una profondità d’organico che i Cavs non hanno più causa infortuni. Tuttavia i ragazzi di Cleveland hanno già dimostrato di avere tutti gli strumenti, oltre al miglior giocatore al mondo, per poter prolungare la serie e rimandare tutto all’ultimo atto di gara 7 in programma nuovamente ad Oakland. Se perderanno, lo faranno lottando; ma ho la sensazione che il finale di questa splendida storia  sia ancora tutto da scrivere.